Calabria, resa dei conti al Dipartimento Sanità: Jole Fantozzi “silura” Annamaria Lobello e spedisce Jorio (che si dimette) al 9° piano

Annamaria Lobello

Al 3* piano della Cittadella di Catanzaro, nelle stanze del Dipartimento Sanità-Tutela della Salute la bufera è arrivata giusto un mese e mezzo fa, il 15 febbraio. Annamaria Lobello non è stata più confermata quale componente delle segreteria della direzione generale. In sostanza, nella sua qualità di direttore del Dipartimento, Jole Fantozzi ha preso la decisione che era nell’aria ormai da tempo ‘allontanando’ la Lobello, in comando dall’azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, e che era già stata vicinissima al precedente dg Giacomino Brancati. La sua è la seconda testa che cade dopo quella di Cosimo Carmelo Caridi, che era a capo del delicatissimo Settore 2 Autorizzazioni e Accrediti, quello che dispensa ed elargisce i soldini ai boss della sanità privata, ed è stato rispedito da dove veniva, al Dipartimento Turismo.

Ma procediamo con ordine.

In principio era tutto in mano alla coppia Mosciaro-Greco, marito e moglie: sapevano come districarsi al 3° piano della Cittadella regionale (http://www.iacchite.blog/calabria-quando-la-tragedia-diventa-farsa-io-maria-e-lusciere-del-cinghiale-e-di-peppe/). Amico tuo e amico mio, una autorizzazione a te per Peppe Scopelliti, un accreditamento a te per Nicola Adamo, milioni di euro per la sanità privata che andavano alle solite lobby di potere: i Citrigno, (i)Greco, i Parente, i Potestio, i Morrone eccetera eccetera… fior fiori di quattrini, senza nessuna qualità sanitaria per i pazienti costretti a pagare le prestazioni altrove, pur di avere un minimo di buona sanità, nonostante la Regione Calabria spenda un sacco di soldi per la sanità privata accreditata, qui c’è soltanto da dire “si salvi chi può”!

Ma da qualche tempo alla Cittadella si respirava aria “nuova”, con Annamaria Lobello, distaccata dall’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro in Cittadella, comandata dal famigerato Giacomino Brancati, ex direttore generale, bravo soltanto a farsi i fatti suoi, per non dire altro.

La dottoressa Lobello aveva anche lei un amico qua e un amico là: la vedevano girare come una trottola nei corridoi che porta carte da una parte all’altra, sembrava quasi una “crocerossina” secondo le nostre fonti dentro il Dipartimento (e vi assicuriamo che sono tante).

Quelle carte sono molto ambite e riguardano autorizzazioni e accreditamenti che valgono milioni. Anche il dottore Cosimo Carmelo Caridi, dirigente del settore autorizzazioni, è finito male, o meglio è finito nelle grinfie della Lobello, che insieme al marito ingegnere riceve i “clienti” a Catanzaro: una pratica oggi, una pratica domani, e fammi questo e fammi quest’altro e alla fine anche il Dr. Caridi è rimasto vittima del “sistema”.

Pratiche inevase, tante, ma poi magicamente qualcuna di queste salta la fila, grazie ai buoni auspici della dottoressa Lobello, naturalmente, Super “portata” da Giacomino Brancati, ma anche dal sub commissario-ombra referente diretto della massoneria Ettore Jorio, consulente d’oro del presidente Robertino il parassita, che “gratuitamente” sta in Cittadella, come se i calabresi credessero ancora a Babbo Natale o alla Befana.

La Lobello ostentava amicizie di potentati, ed ecco qui che al 3° piano ritorna spesso (pare che ci sia stato addirittura anche ieri dopo aver appreso del siluramento della Lobello) anche don Pierino Citrigno lo strozzino, che pure non si vedeva dai tempi di Oliverio-Adamo, da quando aveva il pass per il celeberrimo 10° piano… Adesso gira e rigira quei corridoio muovendo il capello fluente fresco di messa in piega e digrignando i denti alla sua maniera, e lei – la Lobello – lo accompagnava nelle stanze che contano, perché don Pierino è don Pierino lo strozzino e a lui non si può dire di no, si sa come si muove. Ma ieri cercava la “Titina” e non la trovava, mannaia…

Ma anche don Claudio Parente da Catanzaro, che quando muove i piedi sembra che trascini due ferri da stiro, si muoveva bene, e per lui la “convocazione” di base era alla famosa pompa di benzina vicino alla Cittadella. Ah, se quelle pompe potessero parlare… Ma adesso non ce n’è più bisogno: c’è da cambiare “cavallo”.

Caridi, insomma, è finito male per andare dietro alla Lobello. Lei e la sua cricca si saranno anche mossi bene, ma ormai lo sanno tutti, persino don Pierino e don Parente, che la Guardia di Finanza ha preso in mano la situazione. anche perché stavolta è tutto registrato e le microspie sistemate in Cittadella ma anche alla pompa di benzina hanno fatto quello che dovevano fare e se oggi siamo qui a scriverne vuol dire che i buoi sono scappati dalla stalla, eccome se sono scappati. La prima testa era già caduta nelle settimane scorse. Cosimo Carmelo Caridi, che era alla guida del delicatissimo Settore 2 Autorizzazioni e Accreditamenti per la sanità privata, aveva gettato la spugna da tempo. Precisamente da prima di Natale, da quando cioè il nuovo dirigente del Dipartimento Jole Fantozzi gli aveva clamorosamente bocciato la pratica dei boss delle cliniche ovvero Pierino Citrigno, Saverio e Giancarlo (i)Greco, Claudio Parente e Carmine Potestio. Un sindacato “giallo” ha cercato disperatamente di difendere Caridi ma la dirigente Fantozzi, che giustamente non si fida, ha informato la procura del “fattaccio” e Caridi è finito nel tritacarne. Dopo essere stato convocato in Finanza, il dirigente ha annunciato le sue dimissioni e il 18 gennaio scorso, qualche giorno prima che Robertino il parassita partisse per la “vacanza romana” per rieleggere Mattarella, la Giunta ha proceduto a riassegnare il “povero” Caridi al Dipartimento Turismo Marketing territoriale mobilità.

Ma si sapeva bene che non sarebbe stata la sola testa a cadere. Restavano in bilico altre due pedine importanti: la prima è la dottoressa Annamaria Lobello, punto di riferimento dei boss della sanità privata per “saltare la fila” e far passare subito le pratiche di questa gentaglia. E anche la Lobello è saltata. Quanto al subcommissario ombra Ettore Jorio. Radio Cittadella riferisce che dal 3° piano è stato spedito al 9° piano, laddove stanno i consulenti “papponi” di Occhiuto il giovane. In sostanza, è stato declassato e ridimensionato in tutto e per tutto e reso “innocuo”, tanto che oggi i media di regime ci informano che si è dimesso… Sullo sfondo c’è la procura di Catanzaro, che ha ormai capito perfettamente i meccanismi corruttivi dei boss e dei loro colletti bianchi di riferimento.

Come scrivevamo qualche tempo fa, cara Lobello, bella mia, prima di arruffare, accertati che non ti senta nessuno … Catanzaro è piccola e tutti ci conosciamo. Adesso, tolte le mele marce dal 3° piano, c’è solo da attendere le determinazioni della procura e anche qui presto ci divertiremo. Come sempre. a futura memoria.