Catanzaro, quando il caso Luberto-Aiello approdò alla ribalta del Tg di La7: tutto molto imbarazzante

Luberto

E’ il 14 dicembre del 2019. Il direttore Enrico Mentana lancia il servizio sulla clamorosa inchiesta contro Vincenzo Luberto, “il braccio destro di Gratteri, per una “brutta storia di rapporti, non giustificati, forse indiretti, con la ‘ndrangheta”, tra i titoli di punta del Tg delle ore 20 della sua La7. Ha affidato il delicato compito al suo caporedattore Flavia Filippi, che in apertura di servizio non può non utilizzare parole forti per sintetizzare quanto è stato scoperto dalla procura di Salerno: è una bomba, non c’è che dire. Luberto è indagato per corruzione, favoreggiamento e omissione di atti d’ufficio, aggravate dal metodo mafioso. Le perquisizioni nella sua abitazione nel centro di Cosenza e nel suo ufficio che affaccia su via Falcone e Borsellino a Catanzaro sono scattate il sabato mattina, qualche giorno prima, e sono rimaste “coperte” per qualche giorno, il tempo necessario per farle filtrare a Il Fatto Quotidiano, che è stato il primo media a diffondere la notizia nella sua edizione cartacea del 13 dicembre 2019.

Vincenzo Luberto è finito nei guai per i suoi rapporti con l’ex deputato del Pd Ferdinando Aiello, che sono diventati di interesse giudiziario fin dal 2014, quando ancora era un pm e non aveva conquistato, a suon di spinte “politiche” con in prima fila l’ex sottosegretario forzista Jole Santelli (scomparsa a ottobre 2020 dopo aver vinto a gennaio le elezioni alla Regione Calabria), il posto di procuratore aggiunto della Dda di Catanzaro. Aiello viene immediatamente accostato da La7 a due gruppi, uno politico ovvero quello dell’ebetino Renzi e uno paramafioso ovvero quello che fa capo alla potente e chiacchierata famiglia iGreco.

Cena di lavoro all’Ariha Hotel, l’albergo de iGreco.
Si riconoscono, oltre ai fratelli Greco, Luca Lotti, Stefania Covello, Ernesto Magorno e il “solito” Aiello

Il Tg di La7 ci restituisce attraverso una serie di immagini il rapporto stretto e diretto di Aiello con i renziani di Calabria e non solo. A Rende, all’hotel Ariha, nel quartier generale de iGreco, viene immortalato in una memorabile cena il sottosegretario Luca Lotti, che banchetta amabilmente con Saverio Greco, il “boss” della famiglia ma anche con don Ernesto Magorno, allora addirittura segretario calabrese del Pd, Stefania Covello e naturalmente con il “solito” Aiello. Che accompagna addirittura in Argentina la first lady Maria Elena Boschi, a caccia dei voti degli italiani per lo sciagurato referendum costituzionale di dicembre 2016.

Ferdinando Aiello

In un’altra immagine, Aiello invece è immortalato anche con Ernesto “ciaone” Carbone, Brunello Censore e Saverio, che nel corso di questi ultimi mesi è stato prima indagato per bancarotta fraudolenta per l’affaire Novelli e poi arrestato per corruzione insieme alla sorella Filomena, sindaca di Cariati fino a martedì scorso, quando – a sorpresa – ha lasciato la carica, evidentemente travolta dal nuovo scandalo.

La famiglia iGreco insieme a Ernesto Carbone, Ferdinando Aiello e Brunello Censore

Scendendo nei particolari dell’ordinanza della procura di Salerno, il Tg di La7 racconta i fatti e di conseguenza disegna i contorni dell’accordo tra Aiello e Luberto. Il magistrato si imbatte in imbarazzanti intercettazioni che inguaiano l’amico politico in una delicata inchiesta per voto di scambio e corruzione elettorale. Trova elementi gravemente indiziari ma impone ai carabinieri di non trascrivere quelle intercettazioni e trova il modo di minimizzare i fatti anche quando nell’inchiesta subentrano altri colleghi della Dda di Catanzaro. In cambio, riceve il denaro necessario per una serie di soggiorni a Salina, nelle Isole Eolie, a Castel Rotto e ad Ortisei. Mare e monti… E non sfugge neanche la presenza di Aiello alla festa dei 50 anni di Luberto, nel 2015. Un quadro desolante per chi dovrebbe assicurare il rispetto della legalità e della giustizia.

Alla fine del servizio, Mentana quasi allarga le braccia per descrivere il disorientamento del giornalista davanti a una tale ampia e quasi paradossale vicenda di corruzione mafiosa e lascia la strada aperta per quello che sarà un inevitabile processo che già da adesso si annuncia devastante per la credibilità dello stato in Calabria. Chissà cosa ne penserà il sommo Gratteri si chiedono in molti. La risposta arriva a… stretto giro di posta. Neanche mezzora dopo la messa in onda del servizio di Flavia Filippi, Gratteri telefona direttamente al cellulare del direttore Mentana. Gli dice che Luberto non è il suo braccio destro, che ormai l’ha sputtanato da tempo e che presto farà “rumore” con la madre di tutte le inchieste.

Non passano che 4 giorni e il 19 dicembre 2019 Gratteri dà il via al blitz Rinascita Scott. Luberto non è più al suo fianco, eppure per oltre tre lunghi anni dal suo insediamento, a maggio del 2016, se l’è portato dietro come un cagnolino… Ma stavolta non c’è e dopo qualche mese arriverà notizia del suo trasferimento a Potenza.

C’è un altro aspetto della vicenda, tuttavia, che sfugge al controllo. I famigerati iGreco, in combutta con tutto il cerchio magico renziano, hanno messo a segno un “colpaccio” clamoroso grazie al Ministero dello Sviluppo Economico e alla massomafia che lo controlla: l’acquisizione farlocca del Gruppo Novelli in Umbria al costo di… un euro. Con relative bancarotta fraudolenta, finanziamento illecito per il Pd (o P2 che fa lo stesso) e riciclaggio sfacciato di milioni e milioni.

E mentre sulla vicenda si sono fiondati ormai da tempo i magistrati Eugenio Facciolla (procuratore di Castrovillari) e Otello Lupacchini (procuratore generale di Catanzaro), a Terni – ovvero alla procura che dovrebbe supportare il lavoro dei magistrati inquirenti – la massomafia ha messo un magistrato della “paranza”. Si tratta del procuratore Alberto Liguori, pedina di spicco del clan Palamara, cosentino doc, pupazzo in mano al terribile Gattopardo del porto delle nebbie della Città dei Bruzi, che cerca di salvare Luberto dalla galera. Ma di questo ne scriveremo presto, con dovizia di particolari.