Calabria 2020: cliniche, profughi, hotel e ristorazione. I Morrone senza vergogna

Ennio e Luca Morrone

L’impero dei Morrone ovvero la dinastia di Ennio il “mammasantissima” si evolve a seconda dei tempi e continua a crescere malgrado le “scivolate” e tutte le ombre che continuamente si addensano sui traffici di Ennio e dei suoi cari congiunti. Ultime in ordine di tempo quella dell’inchiesta “Passepartout” dove Luca bambino mio si presta alla promessa della cupola del Pd per tradire Occhiuto con la sfiducia. E il clamoroso caso di ineleggibilità dello stesso rampollo del “mammasantissima”, sfacciatamente proprietario di una clinica e smascherato dal Dipartimento Tutela della salute della Regione nel silenzio complice del Pd e del centrosinistra. 

Anche in questa competizione elettorale regionale, come tutti sapete del resto, Ennio Morrone è stato rappresentato alla grande dopo l’ennesima piroetta e l’ennesimo cambio di casacca: adesso lo accoglie Fratelli d’Italia… E la vergogna è salita al diapason quando il “bamboccione” di cui sopra è stato addirittura eletto vicepresidente del Consiglio, con annessa “stretta di gonuto” con la capra presidente. 

Ma torniamo all’impero dei Morrone. Abbiamo ampiamente scritto nel corso del tempo del varo del nuovo Centro di accoglienza per migranti della famiglia di Morrone. Ormai diversi anni fa, la procura di Cosenza e la prefettura mettevano i sigilli al Centro di Spineto di Aprigliano ma, a neanche un anno di distanza, i Morrone si sono ripresi quello che avevano perso riconvertendo a tempo di record un vecchio albergo di San Marco Argentano. Della serie: tu mi chiudi un Centro? E io ne apro un altro!

La famiglia Morrone, inoltre, ha messo le mani sul centro di accoglienza di Fuscaldo (vicino al campeggio internazionale) dove stazionano altri 50 migranti e sta lavorando alacremente per allargare il business anche a Roggiano e a Castrovillari.

E non finisce qui. Carmelo Rota, altro prestanome “storico” dei Morrone, dopo essere stato disarcionato da Spineto, si è messo in moto con altre iniziative ed ha rianimato quella cooperativa Sant’Anna, che dopo aver perso il Centro di Aprigliano, aveva visto la sua stella affievolirsi.

Carmelo Rota – tra l’altro assessore a Casali del Manco nella ormai celeberrima giunta Pd-Fratelli d’Italia… – è salito alla ribalta qualche tempo fa per aver comprato due autoambulanze nonostante le cliniche dei Morrone (San Bartolo-Misasi e Villa Sorriso), per pagare i soci di questa cooperativa, stiano affogando in un mare di debiti. La realtà è che ad Ennio, ai suoi rampolli e ai suoi prestanome non gliene frega niente di accumulare debiti con la Sant’Anna per il settore delle cliniche, perché comunque vanno avanti come treni per tutto il resto.

Le cliniche, come tutti sanno, sono il core business della famiglia Morrone. Ennio, insieme ad altri “galantuomini” del calibro di Citrigno e Parente, è uno dei boss indiscussi della sanità privata. Milioni e milioni di budget che servono soltanto per affossare la sanità pubblica e arricchire fino all’inverosimile i faccendieri. Che ovviamente pensano sempre di salire sul carro del vincitore per continuare il banchetto. Ed è incredibile che chi dichiara di voler risanare la sanità pubblica abbia questa gente nelle sue file.

Non ce la fanno a pagare i dipendenti delle cliniche, come la gente sa perché lo prova sulla sua pelle, ma in compenso “spridano” alla grande nel settore del turismo e della ristorazione. 

hotelA Cirella, per esempio, il buon Carmelo Rota gestisce l‘hotel “Parthenius”, che arriva ad impiegare nel periodo estivo anche 10-15 persone, tra le quali il direttore, il cuoco e l’aiuto cuoco, camerieri e personale di pulizie. Una stagione coi fiocchi, a sentire quelli che hanno visto il “movimento”. E a Cosenza con l’acquisizione del “Primadi”, il business diventa sempre più importante. Un trionfo!

Cliniche, profughi, hotel e ristorazione. I Morrone vanno avanti senza paura di nessuno e continuano a prendere per il culo quei dipendenti che avanzano soldi e che probabilmente non li vedranno mai, perché al Tribunale comandano, sguazzano e fanno quello che gli pare. Una dimostrazione di forza deprimente e penosa, tutta basata sulle connivenze di questa famiglia con la Giustizia, che tollera tutte le sue piroette e i suoi reati senza un minimo di pudore.