Cosenza 2021. Franz l’incappucciato e l’elogio della Massoneria (perdente)

La campagna elettorale per le Comunali a Cosenza non solo non decolla ma diventa giorno dopo giorno sempre più imbarazzante. Il candidato ufficiale del Pd Franz Caruso sa benissimo che non ha nessuna speranza di vittoria e sa benissimo che la sua candidatura è perfettamente funzionale – in perfetto stile Boccia, ovvero il “venduto perfetto” – al successo del centrodestra così come quella di Amalia Bruni alla Regione. Ma la farsa delle convention con i giornalisti della paranza e dei tragicomici tour nei quartieri della borghesia mafiosa deve andare avanti. Eppure, il clamoroso flop delle tre (3!!!) liste presentate è lì, sotto gli occhi di tutti, a rappresentare che anche soltanto da un punto di vista numerico Franz Caruso non solo non potrà mai superare il suo omonimo incoronato zerbino ma neanche l’altro candidato ambiguo di questa competizione ovvero De Cicco, che ha ben tre liste più di lui e che per prendere meno voti del socialista “incappucciato” dovrebbe praticamente “suicidarsi”.

Già, l’incappucciato. Franz Caruso è iscritto negli elenchi ufficiali della Massoneria, quelli del Goi (Grande Oriente d’Italia). L’aspetto surreale è che il soggetto, al di là del solito “elogio” della Massoneria dei tempi del Risorgimento e del fascismo, non riesce proprio ad ammetterlo e si nasconde dietro la sua non iscrizione ad “associazioni segrete”… E ci mancherebbe pure… Il Goi non è un’associazione segreta ma la Massoneria “moderna” non è certo quella di Mazzini e col passare degli anni, da Mussolini in poi, è degenerata al fianco della mafia e della ‘ndrangheta e non siamo certo noi a doverlo scoprire. L’incappucciato, dunque, oltre a non avere il coraggio delle sue azioni, continua a tenersi il cappuccio ma fa finta di non averlo e tutto questo rende la sua posizione ancora più imbarazzante perché è massone e non lo dice nonostante il suo nome compaia regolarmente negli elenchi. Come possiamo dimostrare senza nessun problema. 

Per il resto, c’è chi parla di “grande presenza” alla sua convention di ieri, come se le 250 persone che hanno partecipato alla pagliacciata di piazza 11 Settembre (si e no tutto il plotoncino dei quattro candidati che è riuscito a convincere) fossero chissà quale patrimonio. Noi avremmo sinceramente qualche problema a ostentare “felicità” per le candidature di trasformisti e riciclati come Mimmo Frammartino o Roberto Sacco per non parlare di qualche altro “residuato” delle liste di Occhiuto di 5 anni fa. La verità è che le liste che sostengono Franz l’incappucciato sono deboli, ma così deboli che più deboli non si può.

Quanto ai riferimenti sul socialismo, sarebbe il caso di stendere un velo pietoso ma su due concetti proprio non possiamo tacere. La storia ha detto con estrema chiarezza che il “socialismo” di Craxi, sostenuto da Franz Caruso fino alle estreme conseguenze, è stato quello del ladrocinio sistematico dei fondi pubblici. E consigliamo vivamente a Caruso di non avventurarsi neanche nel nominare il nome di Giacomo Mancini, che non solo non l’ha mai sopportato (e cagato) ma ne ha sempre giustamente parlato male, fin da quando reggeva il moccolo ai Cinghiali, a Paolo Romeo e a Franco Pino. E non siamo certo noi a scoprire che nel 1993 quando il vero socialismo di Mancini sbaragliò il campo dei partiti, Caruso stava con i ladri e i corrotti, altro che chiacchiere.

E anche la barzelletta del centrosinistra unito per lui non se la beve nessuno. Perché la sua rivale Bianca Rende sarà anche più ambiziosa e vanitosa di lui ma è del tutto evidente che gli toglierà ancora altri voti al primo turno, che renderanno ancora più difficile la sua corsa disperata al ballottaggio. Del resto, ai “padrini” di Franz ovvero i coniugi diabolici Nicola Adamo ed Enza Bruno Bossio va benissimo così e l’incappucciato è il perdente perfetto per Cosenza, anche perché nella città dei Bruzi non c’è neanche il “problema” di eliminare De Magistris. Eh già, perché a Cosenza non c’è neanche l’ombra di una candidatura di rottura. Tutti allineati e coperti nel segno della “fratellanza”.