Cosenza corrotta, così parlò la cupola: Incarnato commissario Sorical e la “promessa” a Luca Morrone

In questi ultimi mesi il commissario della Sorical Luigi Incarnato è finito pesantemente coinvolto nelle maggiori inchieste sulla corruzione mafiosa: è stato appena scarcerato dopo l’ultimo blitz di Gratteri. Ma aveva appena ricevuto una richiesta d’arresto della Dda di Reggio Calabria. E non solo: il nome dell’ex assessore regionale ai Lavori Pubblici era salito alla ribalta anche per l’inchiesta “Passepartout” della procura di Catanzaro. Si tratta dell’inchiesta sulla metro e sul nuovo ospedale di Cosenza nella quale, ad un certo punto, emerge anche la mozione di sfiducia a Mario Occhiuto del febbraio 2016. In molti avevano intravisto in questo atto una sorta di anticipazione di un futuro intervento della DDA di Catanzaro in tema di voto di scambio a Cosenza, che purtroppo non è arrivato… In questa vicenda è coinvolto anche Luca Morrone, che era beneficiario di un bel po’ di promesse per aver tradito Occhiuto. Oggi mentre Incarnato è appena uscito dai domiciliari, Morrone ha annunciato la sua candidatura con Fratelli d’Italia e i due si sono felicemente incontrati in uno dei tanti appuntamenti elettorali di Jole la capra. Quando si dice “Dio li fa e poi li accoppia”. 

Ma a tale riguardo, ecco cosa si legge nell’avviso di chiusura indagini per Luigi Incarnato, accoppiato a “campioni” del calibro di Nicola Adamo e Gerardo Mario Oliverio.

“… NICOLA ADAMO, GERARDO MARIO OLIVERIO, LUIGI INCARNATO… perché Luigi Incarnato, sfruttando le sue relazioni politiche con i consiglieri del Comune di Cosenza (ed in particolare con Marco Ambrogio, Giovanni Cipparrone, Luigi Formoso, Mimmo Frammartino, Maria Lucente, Giuseppe Mazzuca, Sergio Nucci, Enzo Paolini, Giovanni Perri, Pino Spadafora, Roberto Bartolomeo) indebitamente si faceva promettere (e poi dare) da Nicola Adamo e Gerardo Mario Oliverio un vantaggio patrimoniale rappresentato dalla possibilità di ricoprire incarichi pubblici e/o istituzionali come prezzo della propria mediazione illecita verso i predetti consiglieri comunali di Cosenza, in relazione al compimento da parte di questi ultimi di atti contrari ai loro doveri d’ufficio, nel caso di specie consistiti nella sottoscrizione contestuale delle proprie dimissioni da consiglieri comunali allo scopo di determinare l’automatica decadenza di Mario Occhiuto da sindaco di Cosenza. In tal senso Adamo e Oliverio remuneravano indebitamente Incarnato designando o comunque agevolando la nomina dello stesso a commissario liquidatore della Sorical Spa…”.

Nello stesso calderone è inserito anche l’allora presidente del consiglio comunale di Cosenza Luca Morrone, il quale “… accettava quale utilità indebita la promessa effettuata, in concorso tra loro, di Adamo e Oliverio di ricoprire alternativamente o la carica di vicesindaco in seno alla compagine politica eventualmente vincitrice delle successive elezioni comunali di Cosenza o comunque un incarico di ingegnere presso la Regione Calabria…”.