Cosenza, i poteri forti e il concorso-farsa per invalidi civili all’Asp: anche Cotticelli colluso col cognato di Luberto!

Non ce l’avevano fatta. Avevano retto fino al 5 gennaio 2019 e poi avevano alzato bandiera bianca. Si erano arresi. L’Asp di Cosenza all’inizio dell’anno scorso aveva rinunciato all’assunzione di 49 (falsi) invalidi civili al 46% già selezionati dal sistema politico e che già erano stati bloccati per la prima volta circa due anni fa. Sul sito dell’Azienda era apparso l’annuncio magico, che rinviava tutto a data da destinarsi per sopravvenuta impossibilità di un componente della commissione esaminatrice. E tenendo presente che il mandato del direttore generale Raffaele Mauro alias Faccia di Plastica scadeva il 16 gennaio ovvero pochi giorni dopo, questo significava che tutte le manovre erano andate a farsi fottere.

I falsi invalidi figli di papà non erano entrati nell’Asp ma nello stesso tempo erano state completamente vanificate anche le speranze di un migliaio di candidati che avevano diritto a poter sperare nella correttezza delle procedure. Il tutto, naturalmente, nel più totale silenzio non solo della politica (compreso il M5s) e di sedicenti movimenti e associazioni, ma anche dei soliti sindacati e dei soliti giornalisti venduti al potere. Per non parlare di magistrati e forze dell’ordine. Del resto, è questa la massoneria deviata che ammorba la Calabria da decenni e questa volta, almeno, con il rinvio, si è impedito che altre ingiustizie sociali potessero essere portate a termine.

Ma come sempre accade nella nostra terra maledetta, ecco che magicamente i poteri forti si sono nuovamente messi all’opera per chiudere il cerchio e ormai sono sempre più insistenti le voci che riferiscono di una nuova riproposizione del “pacco” del concorso ma questa volta nientepopodimenoche con la benedizione del generale Cotticelli e persino dei Movimento Cinquestelle. Queste voci prendevano corpo da una possibile nuova convocazione dei candidati con contestuale fissazione delle prove preselettive, che preluderebbe alla ratifica di un nuovo accordo sui candidati da far passare. Noi speravamo che non si arrivasse ad una deriva del genere ma non è servito.

Il 18 ottobre 2019, l’Asp di Cosenza ha pubblicato la delibera con la quale chiude il cerchio nominando il nuovo segretario della commissione-farsa (tra l’altro uno dei papponi principali del Cinghiale, tale Dario Gaetano, fratello del più famoso avvocato Nicola Gaetano, primatista assoluto di incarichi legali….) che dovrà far passare i raccomandati e falsi invalidi assumendoli all’Asp in quota Cinghiale, Palla Palla, Capu i Liuni e tutto il cucuzzaro ma questa volta con la “benedizione” del generale Cotticelli e del M5s. Incredibile, ma vero.Il bando era apparso ufficialmente sul sito dell’Azienda addirittura a novembre 2016 e le grandi manovre dei papponi – come Iacchite’ ha puntualmente documentato in questi anni – erano iniziate da tempo. Fino a ieri erano in molti a dire che questa sarebbe stata l’ultima “missione” del direttore generale Raffaele Mauro alias Faccia di Plastica prima del suo addio. E allora, che ti avevano preparato gli scienziati del malaffare e della corruzione? Avevano preparato il gran carrozzone subito dopo il gran casino delle feste natalizie e di fine anno, quando l’attenzione è bassissima e nessuno – secondo la loro testa bacata – ci fa caso.

GIORNO 7, 8 e 9 GENNAIO erano previste le selezioni presso l’aula informatica n.2 del Dipartimento di Scienze aziendali e Giuridiche, ponte Pietro Bucci, cubo 3c piano terra, capannone L POLIFUNZIONALE UNICAL, INGRESSO VIA ALBERTO SAVINIO. 

Noi avevamo annunciato la nostra presenza e con tutta probabilità qualche altro “scienziato” dei servizi avrà ascoltato qualche conversazione che anticipava anche l’arrivo de “Le Iene” e a questo punto i papponi hanno alzato bandiera bianca. Stop. Uno dei componenti la commissione, il segretario a quanto pare, si era tirato indietro.

Perché proprio non c’erano dubbi che sarebbero entrati all’Asp di Cosenza 49 falsi invalidi. Esarramente un anno fa, proprio a febbraio, era uscita fuori la prova provata che ci saremmo trovati davanti ad un concorso truccato. E vi rinfreschiamo opportunamente la memoria.

Pietro Filippo

Sapete chi è stato nominato – e ancora non revocato!!! – come presidente della Commissione per la selezione dei candidati? Pietro Filippo, il medico condannato in via definitiva per truffa e per falso per il quale l’ormai leggendario Faccia di Plastica aveva addirittura previsto 100mila euro di “indennizzo” per i danni procurati… E che è stato finalmente sputtanato su scala mondiale anche da “Le Iene” come il fuoriclasse dei furbetti del cartellino, tanto per citare solo l’ultima nefandezza di questo “impresentabile” corrotto.

Tra l’altro, questo signore – perché adesso ci siamo veramente stufati – è anche il cognato di uno dei magistrati più chiacchierati della Calabria corrotta che denunciamo ogni giorno ovvero Vincenzo Luberto: un nome una garanzia per nuove cialtronerie e nuovi soprusi.

Ebbene, il direttore generale dell’Asp era tornato alla carica e, visto che non riusciva proprio a fargli passare la determina dei soldi (100 mila euro!!!), nominandolo primario di una Unità Operativa (!!!) e presidente di questa Commissione lo avrebbe voluto mettere in condizione di ricevere tutti i “regali” dei papponi che stanno a capo dell’Asp e che stavano per piazzare clientes et parentes nei generosi ranghi della sanità cosentina.

Filippo è stato coinvolto in una torbida vicenda di truffa aggravata ai danni dell’Azienda (assenteismo reiterato e falsa timbratura) e per falsità ideologica ed in atto pubblico commessi nel rilascio del rinnovo di patente alla suocera Rosa Piccolo (madre del Luberto). All’esito del processo, il dottore Filippo è stato condannato in primo grado a Cosenza solo per la truffa ed assolto per il falso ma grazie all’impugnazione del pm è stato condannato per tale reato anche in Appello e poi in Cassazione. Il tutto (e meno male!) ha portato problemi a Filippo ma solo di “immagine”, visto che le Iene gli hanno fatto un mazzo così affibbiandogli il nomignolo di “professionista dei furbetti”. Ma, al di là di questo, ancora – incredibilmente – si trova al suo posto e si trova addirittura a presiedere una commissione per dare 49 posti all’Asp a “categorie protette” in un concorso che in molti ritengono già “truccato” in partenza. Ciò a dimostrazione del potere intimidatorio che esercita il Luberto nei confronti dei colleghi giudicanti di Cosenza anche oggi che è indagato per corruzione ed è stato trasferito a Potenza.

Ci si chiede: come mai un magistrato impegnato nella lotta alla mafia ed alle illegalità stringe sempre rapporti con i vertici dell’avvocatura penale cosentina e con politici in vista come Mario Occhiuto (addirittura sindaco di Cosenza) ed Ennio Morrone (consigliere regionale di fatto anche se è stato eletto quel cazzone del figlio)? E che grado di terzietà e imparzialità è in grado di assicurare? Ed il prestigio della magistratura dove sta?

Perché altrimenti non si spiega come mai già si diceva nei corridoi dell’ASP che i figli di Michele Giraldi, segretario particolare di Mauro il depresso, ed altri rampolli di papponi noti e meno noti avessero (si fa per dire) l’invalidità.

Chi gliel’ha riconosciuta? Gli stessi medici dell’ASP, quelli che poi magari per un niente non concedono l’accompagnamento a chi ne ha veramente bisogno.

A gennaio 2019 però non ce l’avevano fatta. Né Pietro Filippo e né gli altri componenti di questa commissione farsa ovvero Francesco Filomia, Maria Acquaviva, Vincenzo De Rose e il segretario, tale Verta, che si era tirato indietro determinando l’annullamento delle prove selettive. 

Adesso, però, con la delibera “sfornata” dall’Asp siamo alla vigilia di una nuova beffa, anche perché stanno lavorando non solo sottotraccia ma stavolta mascherandosi anche di “legalità”, con l’intervento dell’Ispettorato del Lavoro che aveva già sollecitato alla “dimissionata” Saitta l’avvio delle procedure e col timbro di fabbrica di un nuovo venduto, il generale Cotticelli, per conto del suo partito di riferimento, il Movimento Cinquestelle… E poi dicono che la politica non è tutta uguale…