Crotone, frode sulle energie rinnovabili: il ruolo di Antonella Stasi

C’è anche Antonella Stasi (http://www.iacchite.blog/crotone-antonella-stasi-la-vicepeppe-la-sanita-e-le-sue-verdi-praterie-ritratto-di-unimprenditrice-di-successo/), ex presidente facente funzioni della Regione Calabria, tra gli indagati dell’operazione Erebo condotta dalla Guardia di Finanza di Crotone su una presunta frode ai danni dello Stato nel settore delle energie rinnovabili e del traffico illeciti di rifiuti.

Stasi, gia’ vicepresidente e che nel 2014 subentro’ nella carica a Giuseppe Scopelliti, e’ stata raggiunta da una misura cautelare di interdizione per un anno dall’attivita’ professionale e divieto di dimora nel comune di Isola Capo Rizzuto, emessa dal gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta della procura distrettuale guidata da Nicola Gratteri con l’accusa di per avere fatto parte di un’associazione per delinquere finalizzata ad una truffa per indebita percezione di erogazioni statali e traffico illecito di rifiuti.

Tutto parte da una societa’ agricola, della quale Antonella Stasi e’ titolare e che produce energia elettrica tramite una centrale a biogas prodotta dalla digestione anaerobica di biomasse vegetali ed animali. Secondo le indagini ci sarebbero delle “violazioni rilevanti” per la costruzione e l’autorizzazione dell’impianto a biogas tramite il quale si produceva energia elettrica rinnovabile che – tramite una convenzione – e’ stata venduta al Gestore servizi energetici spa per 15 anni ad un prezzo di 28 cent per kwh. Il traffico illecito di rifiuti e’ contestato per le modalita’ con le quali la societa’ si riforniva presso terzi di escrementi di animali e per i metodi di smaltimento del digestato (si tratta di letame in uscita dall’impianto biogas) che veniva sversato sui terreni senza un piano di utilizzo agronomico. Stasi ha ricevuto la notifica della misure cautelare insieme ad altre tre persone, il rappresentate legale della societa’, Anna Crugliano (47 anni) e due dipendenti amministrativi: Francesco Carvelli (57) anni e Salvatore Succurro (42). Per altre due persone, Antonio Muto 58 anni, e Raffaele Rizzo (50), e’ stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.