Crotone, parco eolico: l’ombra dei Grande Aracri, il poliziotto e l’autorizzazione irregolare del Comune

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Non solo usura ed estorsione all’ombra della cosca Grande Aracri di Cutro, e la realizzazione di un parco eolico ritenuto irregolare a Crotone. Perché ci sono anche delle presunte vendite pilotate di immobili pignorati nelle carte dell’inchiesta della Dda di Catanzaro, “Turos”, scattata lo scorso 27 ottobre con l’esecuzione di 5 arresti. Lo sostengono i sostituti procuratori, Paolo Sirleo e Domenico Guarascio, nell’avviso di conclusione indagine che hanno fatto recapitare a 32 persone (http://www.iacchite.blog/linchiesta-sul-parco-eolico-di-cutro-fioccano-nuove-accuse-coinvolti-32-indagati/).

Sotto la lente della Guardia di Finanza che ha condotto l’attività investigativa, sono finite 5 procedure esecutive che, mediante degli ipotizzati raggiri, avrebbero consentito agli originari proprietari dei beni requisiti di ritornare nella disponibilità degli stessi. In che modo? Allontanando gli altri interessati ad acquisire i fabbricati, con alcuni degli indagati che avrebbero leva sui legami con le maggiori ‘ndrine della provincia: Megna di Papanice, Grande Aracri di Cutro, Arena di Isola Capo Rizzuto e Mannolo di San Leonardo di Cutro.

Non solo. In due circostanze, avvenute tra gennaio e maggio 2019, un agente della Squadra mobile di Catanzaro, Antonio Lia, avrebbe avuto accesso, in via illecita, ad alcune informazioni di polizia dalla Banca dati Sdi (Sistema di indagine) del Ministero dell’Interno, utili per alcuni debitori sottoposti alla procedura di pignoramento. Ma la presunta rete di “strozzini” smantellata dai magistrati, sarebbe stata prossima al “locale” dei Grande Aracri, per la “vicinanza”, ad esempio, di Giuseppe Turrà, accusato di usura ed estorsione, “a personaggi dallo spessore criminale non di poco conto”, oltre che per la presenza di “alcuni soggetti contigui alla consorteria cutrese”.

Inoltre, le indagini hanno svelato pure l’esistenza di un’attività abusiva di erogazione del credito, con i debitori che spesso subivano minacce e intimidazioni da parte dei loro creditori, quando ritardavano nel restituire il denaro avuto in prestito. Gli accertamenti della Fiamme Gialle hanno portato a scoprire un’ipotizzata installazione illegittima di pale eoliche per mano della società “Leaf srl”, in località San Biagio, grazie ad un’autorizzazione irregolare concessa dal Comune di Crotone.