‘Ndrangheta e massoneria, il pentito Virgiglio: “Pittelli, Chiaravalloti e Pino Gentile nella Loggia coperta”

Questa notizia, a quasi nove mesi dall’ultimo blitz di Gratteri, continua ad essere nascosta dai media di regime. Oggi arrivano (addirittura!) a scrivere che la Loggia coperta decise la carriera politica di Pittelli ma a fare gli altri nomi non ce la fanno. Volete sapere perché? Perché un pentito, lo stesso che citano oggi, fa espressamente il nome di Pino Gentile, della famiglia dei Cinghiali di Cosenza, al quale tutti i media di regime hanno fatto campagna elettorale (a pagamento) alle ultime Regionali. E anche quello di Giuseppe Chiaravalloti, altro massone deviato, ex presidente della Regione ed ex magistrato che fa parte della schiera degli “intoccabili”. E poi dicono che fanno informazione “libera”. Sì, “libera” di prendersi i soldi della politica – nella migliore delle ipotesi – corrotta. E ricordiamo a chi dovesse aver perso la memoria che stiamo parlando della stessa lobby di potere che ha sostenuto la candidatura di Jole Santelli. Altro che risposte della ‘ndrangheta, qui la mafia è lo stato, pardon il Regno delle due Calabrie. 

IL CINGHIALE E IL CAPPUCCIO

‘Ndrangheta e massoneria, un tormentone che va avanti ormai fin dalla notte dei tempi e dalle inchieste di Agostino Cordova, Salvatore Boemi e Luigi De Magistris. Oggi è Nicola Gratteri che porta a compimento una parte di quel lavoro. Una cupola inviolabile per il coinvolgimento sempre più grande di pezzi deviati dello stato. I pentiti parlano a valanga sull’argomento e tra questi – scrivono gli investigatori: “Di estremo rilievo appaiono, nella medesima direzione, le dichiarazioni di Cosimo Virgiglio, escusso il 25 novembre 2016” -.

Aggiunge il collaboratore: “Gli appartenenti alle Logge regolari erano tutti dei professionisti, avvocati, medici etc., mentre le Logge Coperte erano formate da due filoni: il primo quello dei “sussurrati all’orecchio“, persone che rivestivano delle cariche istituzionali e per questo non potevano essere inserite nelle liste segnalate alla Prefettura; il secondo filone era quello dei “sacrati sulla spada“, soggetti con precedenti penali di vario genere, compresi ‘ndranghetisti, ovvero i “rispettosi del Vangelo di Giovanni“, loro si reputano inflitti Angeli di Dio”.

“… La Loggia di San Mango D’Aquino, la”Ebert”, era molto importante come la nostra, quella dei “Garibaldini”; Vibo faceva parte del reggino; a Cosenza c’era Antonio CAMPANA, riferimento di Licio GELLI in Calabria; c’era anche un dipendente del DAP che si era federato a noi, marito di Fatima PORCHIA, la quale aveva creato una sua loggia femminile; c’era l’ingegnere Salvatore COSCARELLA nel cosentino, mentre l’avvocato CASSODONTE era a Soverato…

Della Loggia coperta facevano parte l’avvocato PITTELLI, CHIARAVALLOTI, magistrato poi divenuto Presidente della Regione, omissis, Enzo SPEZIALI e il capitano Enzo BARBIERI della Guardia di Finanza di Vibo; quest’ultimo era ben visto dell’ambasciatore Llgolini; lui era capitano dell’appuntato SANGIANITI.

… L’avvocato PITTELLI aveva una doppia appartenenza, una “pulita” con il GOI del distretto catanzarese e poi una Loggia coperta “sussurrata”; lui aveva rapporti con quelli della Loggia di PETROLO di Vibo.
A Catanzaro il carismatico era Pino TORCHIA, mentre Anselmo TORCHIA l’avvocato, era molto vicino a CHIARAVALLOTI e aveva il Tempio Coperto a Praialonga, in un villaggio turistico costituito da una serie di villette a schiera.
… Io potevo sapere chi erano i coperti e i non coperti per le mie cariche romane, ho già riferito tutto in proposito ai vostri colleghi reggini.

“In una riunione, nel 2001 o 2002, con il mio padrino Pino SPERANZA, incontrammo il figlio di Nicola ARENA ad Isola Capo Rizzuto, che ci mandò dal cugino bassino, Carmine poi saltato in aria con un bazooka, con il quale parlarono del fatto di sotterrare in una miniera dei rifiuti tossici che provenivano dal nord; non so poi come è andata a finire quella situazione; di questa cosa già mi aveva interessato Sabatino MARRAZZO, senza spiegarmi l’utilizzo che se ne voleva fare.

… I più grossi incontri tra venerabili a livello informale si tenevano a Settingiano, al ristorante L’Orso Cattivo, dove ci riunivamo da soli; non so dire se il proprietario è massone, ma noi restavamo sempre da soli all’interno del locale durante gli incontri.

La Loggia dell’avvocato Anselmo TORCHIA era una Loggia alla luce del sole; quella di Pino TORCHIA era coperta, della quale faceva parte CHIARAVALLOTI; io non ho avuto a che fare con l’avvocato TORCHIA, mentre ho avuto a che fare con CHIARAVALLOTI e con Pino TORCHIA.
L’avvocato CASSODONTE teneva la “pasta in mano” nella LOGGIA coperta, dove c’era PITTELLI ed era anche il “Maestro Venerabile” della Federazione delle varie “Ubbidienze”, un po’ il Licio Gelli calabrese, vicino al quale c’era Pino GENTILE di Cosenza, caratterizzato dal fatto che aveva i denti larghi.

Nelle competizioni elettorali i candidati “massoni” venivano appoggiati dagli appartenenti segreti chiamati “Sacrati sulla Spada”, ovvero dei criminali che facevano catalizzare su di loro i voti; …omissis…

SABATINO MARRAZZO E CROTONE

Cosimo Virgiglio conosce a fondo Sabatino Marrazzo, considerato “il contabile” della cosca Marrazzo di Belvedere Spinello. E’ stato condannato a 8 anni di reclusione con rito abbreviato nel processo scaturito dall’operazione Six Towns. In quelle carte ci sono diverse intercettazioni nelle quali gli investigatori evincono che la cosca abbia sostenuto un candidato di Crotone alle ultime elezioni regionali del 2016. È lo stesso Sabatino Marrazzo che ne parla e che invita altri ad assecondare questa scelta. Ecco cosa dichiara il pentito Virgiglio.

“Nel 2003 ho iniziato Sabatino MARRAZZO, al quale abbiamo affidato il “maglietto” della Loggia Pitagora di Crotone, il Tempio era a Rocca di Neto, dove aveva trovato un ristorante.
Il Tempio di Vibo era il Palazzo Francica, a piazza Morelli, dove di fronte abitava il professore Francica; a Crotone le persone venivano iniziate a Capo Colonna, sotto la Colonna; fu lì che Sabatino iniziò la sua Loggia.

Aggiunge Virgiglio: “Sono a conoscenza di una richiesta di aiuto di Sabatino Marrazzo agli appartenenti alla Loggia, quando il fratello venne arrestato per un grave delitto e diceva di essere innocente; in quella occasione il prof Francica tenne una “tornata” a Crotone, Francica gli consigliò un legale di Cosenza che “poteva fare tante cose“.

Nella tornata del 1993 si decise di evitare l’ingresso dei magistrati, facendo incetta di persone a loro vicine, ovvero avvocati, che li potessero avvicinare soprattutto per i giudizi di appello o Cassazione, perché in primo grado non si poteva fare niente; da questo punto di vista Pino FRANCICA era per il rispetto delle regole”.

AVVOCATI MESSAGGERI

“Tra i “Sacrati sulla Spada” dei criminali di Vibo c’era sicuramente “zio Giovanni MANCUSO” che faceva parte della massoneria di San Marino; c’era anche un certo LA ROSA bassino che era titolare di una imbarcazione che andava alle Eolie e anche di una discoteca.
Giovanni MANCUSO mi disse che i suoi affari glieli gestivano i nipoti più in gamba, un certo “Addeco”, Diego, e un certo Luni; so che Luigi era importante ma era in carcere; ho saputo che avevano fatto una Loggia a Limbadi, dove c’era un ispettore di polizia legato ai MANCUSO, la loggia portava un numero.
Il maestro venerabile di Cosenza era TUCCI, quello del DAP marito della PORCHIA di cui ho parlato in precedenza. omissis
So che gli avvocati dei soggetti vicini alla massoneria, appartenenti alla indrangheta, si prestavano a fare da messaggeri tra il carcere e l’esterno; questo avveniva per i reggini, ma presumo che la stessa cose facessero gli altri avvocati nel resto della Calabria…”.