Omicidio Bergamini, ecco come la Internò ha armato la mano degli assassini: “Denis mi ha costretta ad abortire”

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“… La giusta vendetta di una donna abbandonata è sempre non violenta, è molto meno sincera e grezza di altre violenze, più subdola e fine, nel 99% dei casi consiste nel far dimagrire a vista d’occhio tutti gli amici, ancor di più se intimi, dell’egoista che l’ha abbandonata… Ma se proprio una donna deve uccidere un uomo, allora “usa” un altro uomo, il senso dell’onore o questa roba che gli esseri spermantici chiamano sentimenti…”. 

Ad ottobre del 1989 Donato “Denis” BERGAMINI rivelava all’amico Michele PADOVANO l’episodio dell’aborto del luglio 1987, e gli diceva altresì che i genitori di Isabella INTERNÒ – sino a quel momento tenuti all’oscuro della vicenda – da poco erano venuti a conoscenza di tale circostanza.

Michele PADOVANO ricorda che BERGAMINI ne aveva parlato in maniera pacata e tranquilla.
Tiziana ROTA ci ha raccontato che Isabella INTERNÒ, per niente rassegnata all’allontanamento del calciatore, nell’incontro del 6 novembre 1989 le aveva detto che doveva trovare qualcosa per costringerlo a tornare da lei. Sulla base di tale confidenza si può ipotizzare che sia stata proprio Isabella INTERNÒ – nel tentativo di trovare un espediente che determinasse un riavvicinamento del calciatore – ad aver informato Donato
BERGAMINI, nel mese di ottobre del 1989, che i suoi genitori avevano saputo da poco dell’aborto.
L’episodio dell’aborto era una circostanza rimasta fino a quel momento circoscritta a Isabella INTERNÒ, alla zia di Torino – Assunta TREZZI – a Donato BERGAMINI e alla sorella di questi. Tra queste persone, l’unico collegamento tra Donato BERGAMINI e i genitori della INTERNÒ, era proprio Isabella INTERNÒ, la sola che avrebbe potuto informare Donato BERGAMINI della circostanza raccontata da Michele PADOVANO.

Come già rivelato, è lecito supporre che Isabella INTERNÒ, sempre più esasperata perché Denis BERGAMINI non la voleva né vedere né sentire, abbia messo in atto questo espediente sperando in un ritorno del calciatore, intimorito dal fatto che la sua famiglia aveva saputo dell’aborto attribuendogli, magari, anche la responsabilità dell’interruzione volontaria di gravidanza della figlia. E del resto per le modalità in cui era avvenuto l’aborto – in una città estera con un prevedibile, cospicuo, esborso economico – era giocoforza ritenerne responsabile e artefice proprio il calciatore.

In realtà, molto verosimilmente, Isabella INTERNÒ non aveva ancora svelato ai genitori l’episodio dell’aborto, in quanto tale evenienza in quel momento, non sarebbe stata funzionale al suo scopo che era il riavvicinamento di Donato BERGAMINI, che ella riteneva ancora possibile se fosse riuscita ad escogitare qualcosa per costringerlo a tornare
da lei, così come palesato all’amica Tiziana ROTA.
Oltremodo, se i genitori di Isabella INTERNÒ, ad ottobre del 1989, fossero venuti a sapere una cosa così grave, sarebbe stato logico aspettarsi da loro la richiesta di un incontro chiarificatore con Donato BERGAMINI, pretendendo spiegazioni su quanto accaduto a luglio del 1987, peraltro a loro insaputa.

In tal caso BERGAMINI innanzitutto lo avrebbe raccontato all’amico Michele PADOVANO nello stesso modo in cui gli stava rivelando dell’aborto e che i genitori della INTERNÒ ne erano venuti a conoscenza da poco. In aggiunta, molto probabilmente non ne avrebbe
parlato in maniera tranquilla e serena.
Possiamo quindi avanzare due ipotesi:
– Isabella INTERNÒ, ad ottobre 1989, fa credere a Donato BERGAMINI che i genitori avevano da poco scoperto l’episodio dell’aborto, come sotterfugio per farlo riavvicinare a lei;
– Isabella INTERNÒ, in realtà, ad ottobre del 1989 non ha ancora informato i genitori dell’aborto.

Lo stratagemma messo in atto dalla INTERNÒ non aveva avuto l’esito sperato in quanto Donato BERGAMINI, per nulla preoccupato della notizia – anzi ne parlava in modo tranquillo e pacato – non era determinato a riallacciare alcun rapporto con lei.
Per Isabella INTERNÒ, i frequenti incontri di Donato BERGAMINI mentre si intratteneva con altre ragazze – come ad esempio con Angelina FUSINATO, Amelia BARGONE, Graziella DE BONIS – quando con lei si negava, limitandosi ad un <<ciao>> di cortesia quelle volte in cui la incontrava, erano delle situazioni che alimentavano in essa profonda delusione e frustrazione, rabbia e risentimento.

Sono tali i sentimenti che traspaiono dall’incontro di Isabella INTERNÒ con la sua amica Tiziana ROTA, il 6 novembre 1989.
La delusione per quelle aspettative riposte nel rapporto con Donato BERGAMINI, frantumatesi con la decisione del calciatore di non voler avere più alcun rapporto con lei; l’umiliazione per aver accettato inutilmente (visto l’epilogo della loro storia) incontri occasionali, pur di stargli accanto nella speranza che poi alla fine lui sarebbe rimasto con lei – umiliazione accentuata anche dal fatto che di tali incontri occasionali erano a conoscenza alcune amiche e amici di Isabella INTERNÒ (ad esempio le sorelle Carmela e Barbara DODARO, Paola RUFFOLO, Antonio MAZZITELLI, Luisa MARSICO), avevano trovato sfogo nell’incontro con l’amica Tiziana ROTA, del 6 novembre 1989, alla quale Isabella INTERNÒ, in preda ad una frenetica agitazione, aveva detto di averlo perso per sempre, che preferiva vederlo morto piuttosto che saperlo di un’altra, che doveva trovare qualcosa che lo costringesse a tornare con lei.

Agli inizi di novembre del 1989, Isabella INTERNÒ aveva ancora un barlume di speranza di poter trovare un modo per costringere Donato BERGAMINI a tornare da lei.
In base agli elementi raccolti, la prima volta che Donato BERGAMINI si è mostrato preoccupato e turbato per le conseguenze derivanti dalla fine del suo rapporto con Isabella INTERNÒ è domenica 12 novembre 1989 allorquando, parlando per telefono con l’amica Roberta SACCHI aveva detto che al sud, probabilmente, le cose non erano cambiate, alludendo al fatto che al sud, per questioni di onore, si usava ancora la lupara.

Donato BERGAMINI stava facendo riferimento ad una battuta della SACCHI di qualche mese prima, allorché la donna aveva raccomandato all’amico, che si stava lamentando per il comportamento oppressivo e logorante di Isabella INTERNÒ, di stare attento perché al sud per questioni di onore si usava ancora la lupara e lui, con tono leggero, l’aveva tranquillizzata dicendo che le cose al sud erano cambiate. Al contrario, quel 12 novembre Donato BERGAMINI le aveva detto che probabilmente aveva avuto ragione e che al sud le cose non erano cambiate.
Ciò stava a significare che nelle prime settimane di novembre del 1989, nella vita di Donato BERGAMINI si era verificato un qualche accadimento, legato alla sua decisione di troncare ogni rapporto con Isabella INTERNÒ, che lo aveva portato a non parlarne in termini pacati e tranquilli (come aveva fatto con Michele PADOVANO) o a scherzarci sopra come aveva fatto qualche mese prima con l’amica Roberta SACCHI.

La sera tra il 12 e il 13 novembre del 1989, Donato BERGAMINI aveva passato la notte a Milano, in un albergo di lusso, con una ragazza delle sue parti. Come riferito da Bruno Raimondo CANEO, tra i calciatori si era diffusa la notizia che si trattava della nuova fidanzata di Donato BERGAMINI.
Isabella INTERNÒ era alla continua ricerca di Donato BERGAMINI; questi, la sera di martedì 14 novembre appena rientrato a Cosenza, dirà alla fidanzata Roberta ALLEATI che Isabella INTERNÒ lo aveva cercato.
È allora verosimile ritenere che Isabella INTERNÒ, che stazionava sempre nella zona di Commenda di Rende, dove stavano i calciatori, lunedì 13 novembre possa aver saputo che Donato BERGAMINI non era rientrato a Cosenza, bensì era andato a Milano insieme alla nuova fidanzata.

Ad aggravare lo stato d’animo di Isabella INTERNÒ in quei giorni, era intervenuto un altro episodio. Martedì 14 o mercoledì 15, Isabella INTERNÒ aveva visto Donato BERGAMINI nella piazzetta di Commenda di Rende intrattenersi con la sua compagna di scuola Graziella DE BONIS, per la quale la INTERNÒ non nutriva grande simpatia, essendosi accorta dell’interesse che BERGAMINI aveva per costei. Donato BERGAMINI stava invitando Graziella DE BONIS ad uscire domenica 19 novembre dopo la partita di campionato. Fra Donato BERGAMINI e Isabella INTERNÒ ci fu, invece, solo un saluto e nient’altro.

E allora questa serie di eventi possono aver portato ad insinuarsi in Isabella INTERNÒ un proposito punitivo nei confronti di Donato BERGAMINI.
Non a caso, a distanza di qualche giorno dalla tragica morte del calciatore, Graziella DE BONIS aveva ricevuto una lettera anonima sulla quale c’era scritto che BERGAMINI era morto per colpa sua.
Possiamo ritenere che le parole dette da Isabella INTERNÒ all’amica Tiziana ROTA, la sera del 6 novembre 1989, nascondessero in realtà le sue future prospettive d’azione. Non dobbiamo sottovalutare un elemento importante: Tiziana ROTA era stata un’amica intima e importante per Isabella INTERNÒ nel periodo in cui essa aveva vissuto la sua relazione con Donato “Denis” BERGAMINI. Tra le due donne si era creata una solida vicinanza e solidarietà, particolarmente da parte di Isabella INTERNÒ, tanto da arrivare a confidarle l’episodio dell’aborto.

Non deve quindi stupire se la INTERNÒ, esasperata per la fine del rapporto con Donato BERGAMINI, consapevole che si trovava di fronte ad una separazione definitiva e non momentanea, impossibilitata a trovare occasioni di incontro con il calciatore giacché questi la evitava, trovandosi di fronte un’amica alla quale si era legata nel periodo di frequentazione con BERGAMINI, alla quale aveva rivelato i suoi sogni e le sue
aspettative dal rapporto con il calciatore ma anche i suoi sentimenti di gelosia e possessività, avesse dato sfogo a tutta la sua frustrazione e rabbia, rivelandole in un certo qual modo le sue future prospettive di azione: costringere Donato BERGAMINI a tornare da lei (Isabella continuava a ripetere anche gesticolando in maniera vigorosa che doveva vedere come fare per costringerlo a tornare con lei…lui deve tornare con me! – deposizione Tiziana ROTA) per questo aveva pregato l’amica di stare zitta davanti ai cugini perché non voleva che sapessero che l’aveva lasciata oppure, qualora sarebbe venuta a sapere che BERGAMINI stava con un’altra donna, preferirne la morte (“Denis piuttosto che sia di un’altra preferisco che muoia” sul momento pensai che fosse una frase detta nell’impeto del momento ma quella insisteva anche davanti alle mie rimostranze rispetto ad affermazioni così gravi – deposizione Tiziana ROTA).

Qualora si fosse verificata questa circostanza (Donato BERGAMINI di un’altra donna) Isabella INTERNÒ avrebbe preferito vederlo morto. Ed è durante l’ultima settimana di vita di Donato BERGAMINI che ragionevolmente la INTERNÒ aveva maturato la consapevolezza che il calciatore aveva un’altra ragazza. Per lei, svanita oramai ogni speranza, era stato utile mettere al corrente i genitori del fatto che BERGAMINI l’aveva lasciata, per sempre, e non voleva più saperne. Naturalmente la notizia non avrebbe suscitato nei familiari la <<giusta reazione>>, se ad essa Isabella INTERNÒ non avesse affiancato quella, dirompente, dell’aborto praticato a loro insaputa, nel luglio del 1987.

Per Isabella INTERNÒ non era stato difficile far credere ai genitori che Donato BERGAMINI era il responsabile della sua decisione di abortire, in quanto si era rifiutato di sposarla, pur essendo lei già al quinto mese di gravidanza, <<costringendola>> in un certo senso a prendere quella decisione – quando la gestazione era arrivata oltre il limite di legge previsto in Italia – accompagnandola a Londra, in una clinica privata, e sostenendo tutte le spese necessarie.

La zia di Isabella INTERNÒ, Assunta TREZZI, a luglio del 1987 aveva detto a Donata BERGAMINI che la nipote aveva deciso di abortire perché il fratello non aveva voluto sposarla, a dimostrazione che per la INTERNÒ, e per la sua famiglia, il matrimonio era più importante che la garanzia di BERGAMINI di riconoscere e mantenere il figlio.

L’interessante conversazione intercorsa nel 2013 tra Isabella e Catia INTERNÒ dalla quale emerge quanto per Isabella INTERNÒ fosse importante far credere, anche ai familiari a Torino, che i genitori non avevano mai avuto notizia dell’aborto, ha portato ad avanzare l’ipotesi che l’episodio dell’aborto ha rappresentato per Isabella INTERNÒ lo strumento con il quale instillare nei suoi genitori la determinazione a punire Donato BERGAMINI.
Agli occhi di Francesco INTERNÒ e TENUTA Concetta, Donato BERGAMINI, sulla base del resoconto fatto loro dalla figlia, si era reso responsabile di non averla voluta sposare quando era rimasta incinta, <<costringendola>> in questo modo ad abortire, mettendone altresì a repentaglio la vita perché l’interruzione era intervenuta in uno stato avanzato di gravidanza, e di averla poi lasciata nel momento in cui si era stancato di lei.

I genitori di Isabella INTERNÒ potevano, quindi, aver cercato l’aiuto dei familiari più stretti, magari quei cugini che la INTERNÒ aveva incontrato quando si trovava insieme a Tiziana ROTA – il 6 novembre 1989 – allorquando aveva invitato l’amica a non parlare più di BERGAMINI perché se questi cugini avessero scoperto che l’aveva lasciata, sarebbero stati in grado di ammazzarlo, per l’onore della famiglia (“…mentre si avvicinavano i cugini Isabella – uno dei quali è stato riconosciuto in Dino Pippo INTERNÒ – cambiò tono e atteggiamento e mi disse la frase già riferita “zitta se lo vengono a sapere sono capaci di ammazzarlo”– deposizione Tiziana ROTA).