Omicidio Bergamini. La Stampa: “I fantasmi di Isabella. Gelosa e possessiva, così ammazzò Denis”

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Non si trattò né di suicidio né di incidente stradale. Denis Bergamini, centrocampista del Cosenza trovato morto il 18 novembre 1989 sotto le ruote di un camion su una statale calabra, fu ucciso dalla ex fidanzata in concorso con altre persone per il momento rimaste ignote. Per gelosia e per “onore”. Isabella Internò è a giudizio per omicidio volontario aggravato. Oggi è stata celebrata la seconda udienza in Corte d’Assise a Cosenza.

La Polizia giudiziaria di Castrovillari ha ripercorso l’intera vicenda in un’informativa compresa nel fascicolo, che consta di 1700 pagine. La conclusione è che si trattò di un omicidio. La prima teste dell’accusa è l’ispettore capo della Polizia giudiziaria di Castrovillari Ornella Quintieri, che ha ascoltato i testimoni e ha curato da vicino l’ultima attività investigativa, ripercorrendo tutto l’iter dell’inchiesta. Ne aveva scritto nell’edizione del 19 marzo 2021 La Stampa do Torino. 

di Niccolò Zancan

Fonte: La Stampa

Lei scriveva lettere d’amore. “Ho sempre voglia di te e quando mi dici che magari non puoi venire, sto tutto il pomeriggio a pensarti”. Lei era gelosa, possessiva, ossessionata.

«Ricorreva a forme di controllo continue e asfissianti, tipo quella di nascondersi per spiare Denis quando rientrava a casa, di annusare i vestiti per accertarsi di eventuali profumi di altre donne, di sottoporlo a perquisizioni».

Sognava di sposarlo, ma Isabella Internò era stata lasciata. L’amore era finito. Per questo sarebbe stato ucciso Denis Bergamini, il centrocampista biondo, il ragazzo gentile, il giocatore del Cosenza morto la sera del 18 novembre 1989 sotto le ruote di un camion al km 401 della Statale 106 all’altezza di Roseto Capo Spulico.

Non un suicidio, nemmeno un incidente stradale. Non c’entravano il totonero, lo spaccio di droga e l’acquisto di una Maserati. Secondo la polizia giudiziaria di Castrovillari, che ha ripercorso l’intera vicenda con un’informativa di 1700 pagine, è stato un omicidio. Dopo 31 anni, una sola persona è iscritta nel registro degli indagati, l’ex fidanzata del calciatore, Isabella Internò. Ma l’inchiesta lascia intendere che sarebbe stato un omicidio deciso in famiglia, anche alla luce di un aborto che l’aveva “disonorata”. Bergamini attirato in una trappola, proprio con la scusa di parlare di quell’argomento. Bergamini soffocato con un sacchetto di nylon. Bergamini steso a bordo strada per inscenare il suicidio, lì dove è stato trovato dal camionista che l’ha investito.

«Si ritiene che i genitori della Internò fossero a conoscenza del piano criminoso della figlia, ma la loro partecipazione non può essere ritenuta una mera connivenza passiva. Per quel che riguarda gli altri complici, ovvero i due giovani visti sulla scena del crimine subito dopo la commissione del reato, si ritiene che essi siano da ricercare sempre nella famiglia più stretta della Internò, ma i dati raccolti non consentono di addivenire all’individuazione di costoro».

Dopo tre inchieste archiviate, ora una persona è accusata di omicidio volontario in concorso con ignoti. Il gup dovrà decidere se rinviare a giudizio Isabella Internò. L’ex fidanzata di Denis Bergamini non ha mai commentato le indagini e anche il suo avvocato, Angelo Pugliese, adesso preferisce non rilasciare dichiarazioni. Resta questa montagna di carte, intercettazioni e verbali.

Il compagno di squadra Sergio Galeazzi: “Denis era una persona pulita, cioè un ragazzo che non fumava, non beveva. Quando si usciva bisognava litigare per pagare, perché voleva essere lui a farlo”. L’allenatore Gianni Di Marzio: “Personalmente ho sempre manifestato la mia idea completamente differente dall’ipotesi del suicidio di Denis”.

Denis Bergamini, nato ad Argenta nel 1962, in provincia di Ferrara, era arrivato in Calabria nell’estate del 1985. Aveva conosciuto Isabella Internò grazie al portiere Luigi Simoni. Lei era minorenne, lui aveva 23 anni. La lettera del 20 novembre 1986. “Spero che tu mi voglia ancora bene, perché sai benissimo che io per te vado matta”. Si erano lasciati tante volte. Litigi, ancora tentativi. Ad aprile del 1989 lui cercava di chiudere. C’è un biglietto…

«Ciao Isa, vorrei che tu passassi delle feste in maniera più serena, comunque vadano le cose rimarrai sempre nel mio cuore. Forse non potrai mai comprendere la mia amarezza per questa avventura finita male, ma a quella decisione ci ho pensato tante volte e non ce l’ho proprio fatta. Un bacione amicone del cuore. Denis».

Pagina 106 dell’informativa: “La gelosia ossessiva di Isabella Internò”. Lei che non rivolge parola alle potenziali rivali, lei che ferma al semaforo dice “puttana” a un’amica di Bergamini. Aveva capito che non lo avrebbe più riconquistato. Scrivono gli investigatori: «Avrebbe preferito vederlo morto piuttosto che saperlo di un’altra». Erano i tempi raccontati da Michele Padovano. l’ultimo compagno di casa di Denis Bergamini: “Eravamo dei ragazzi, giovani, famosi, ricchi… Ci trovavamo i bigliettini sulla macchina. A lui, a Bergamini, molti più di me, lui era un sex symbol proprio”.

La sorella, Donata Bergamini, ha sempre combattuto per la verità: “Siamo stati talmente ingannati, presi in giro… E’ stato faticoso arrivare qui. Eppure era tutto chiaro fin dall’inizio”.

Nell’ultima intervista a Video In Denis Bergamini disse: “Prendo quello che viene. Mi piace vivere!”. Non voleva suicidarsi. Non si è tuffato sotto a quel camion. Aveva cominciato un’altra storia d’amore. Per questa ragione, secondo la procura di Castrovillari, fu ucciso il mediano dai modi gentili.