Omicidio Bergamini, l’incidente probatorio e le prove cristallizzate del delitto. Le risposte dei periti agli avvocati della Internò e di Pisano

Stiamo ripercorrendo le tappe che hanno portato all’udienza di incidente probatorio del 29 novembre 2017 successiva alla riesumazione del corpo di Denis Bergamini. Un’udienza nella quale i professori incaricati dalla procura di Castrovillari e i periti hanno stabilito senza possibilità di dubbi o equivoci che Denis Bergamini è stato ucciso (https://www.iacchite.blog/omicidio-bergamini-lincidente-probatorio-smaschera-gli-assassini-chiari-segnali-di-asfissia-dai-prelievi-sulla-laringe/). E il professore Crisci e la dottoressa Buonomo hanno spiegato con dovizia di particolari e cognizione di causa che Denis è stato ucciso per asfissia meccanica violenta (https://www.iacchite.blog/omicidio-bergamini-lincidente-probatorio-la-glicoforina-inchioda-la-interno-denis-ucciso-con-asfissia-meccanica-violenta/). Quella che segue è l’ultima parte dedicata all’incidente probatorio, quella nella quale si certifica che le prove sono cristallizzate e saranno chiare PER TUTTI quando arriveremo all’inevitabile processo contro – per il momento – la sola Isabella Internò, che deciderà se continuare a proteggere i suoi complici o – finalmente – parlerà e dirà la verità che nasconde dietro la foglia di fico del suicidio da oltre 30 anni.

La dottoressa Carmela BUONOMO, su domanda dell’avvocato Domenico MALVASO – difensore di Raffaele PISANO (il camionista) – ritorna a spiegare perché hanno scritto <ovviamente tale ipotesi concernente la vitalità o meno delle lesioni, non può avere valore di certezza tecnica in quanto l’exitus si è verificato in maniera molto ravvicinata rispetto
all’investimento, non consentendo l’estrinsecazione dei fenomeni reattivi dei tessuti che sono indicatori di vitalità>: “quando noi parliamo di valore di certezza tecnica, ci riferiamo ad una zona grigia, piccola, piccola, che non è comprovabile dal punto di vista, diciamo, metodologico, dal punto di vista anticorpi, certezza tecnica, anticorpi perché mancavano i granulociti neutrofili. Quindi io devo pensare che la morte sia stata ancora più subitanea degli 11 minuti. Quando io dico l’estrinsecazione ai fenomeni reattivi dei tessuti, sono quelli dei granulociti neutrofili che io non ho visto, perché i granulociti neutrofili arrivano all’11mo minuto se il paziente è ancora in vita… allora il sangue se c’è è lì in maniera meccanica, nel senso se una persona è in vita. Il granulocito neutrofilo no, perché corrisponde a citochine e a situazioni di danni tessutale, che lo richiamano in loco e ci mette 11 minuti il granulocito neutrofilo a risentire delle citochine tessutali del tessuto danneggiato. Questa è la reattività dei tessuti. Quindi non è come il globulo rosso, per questo a livello internazionale la glicoforina viene considerato l’anticorpo più importante con il rilevatore di segni di vitalità.”

Il professore CRISCI spiega all’avvocato MALVASO perché ha escluso il trascinamento: “…il tipo di lesività non è compatibile con un semplice, cioè è compatibile con il sormontamento di un mezzo pesante, dotato di moto non solo lento, lentissimo… sono da sormontamento,
perché una lesione da urto, vede Avvocato, ma questi sono i trattati di medicina legale che ci dicono queste cose, poiché l’incidente stradale rientra nei grandi traumatismi, noi nell’ambito di un urto, non è che noi andiamo ad urtare solo la parte del bacino di sinistra e lo andiamo poi a schiacciare in quel modo. Chiaro che in un urto, la prima parte che si trova di fronte ad un veicolo… noi addirittura a volte, quante volte abbiamo visto lesioni ad esempio dovute al paraurti, oppure lesioni dovute ad altre parti meccaniche del mezzo, oppure al frontale del mezzo. Qui manca tutto assolutamente. Qui teniamo, le ripeto, un torace che è indenne, cioè tranne questa lesione sull’addome, per il resto un viso indenne, mani indenni, piedi indenni, gambe indenni, cioè tutte queste fasi non si vedono mai anche nel c.d. investimento, perché poi è chiaro che noi parliamo – no? – in questi casi di investimento proprio, improprio, poi ognuno lo può… anche in quello improprio. Addirittura noi abbiamo visto casi emblematici, quando il cofano dell’auto è particolarmente basso, addirittura viene caricato, c’è la fase del caricamento e si ritrova il corpo poi nella parte posteriore dell’auto…”.

L’avvocato Domenico MALVASO chiede al professore Antonello CRISCI se dagli accertamenti svolti fossero in condizione di dire la distanza temporale tra l’asfissia meccanica e la morte. Il professore risponde “credo…tempo brevissimo…”.

Su domanda dell’avvocato Angelo PUGLIESE, legale di Isabella INTERNÒ, il professore CRISCI spiega cosa vuol dire enfisema polmonare riscontrata nei polmoni di Donato BERGAMINI: “…è stato poi riscontrato da tutti i medici legali… è l’enfisema polmonare… l’enfisema polmonare in un giovane di 27 anni, lei non se lo spiega altrimenti. Con
che cosa? Con un meccanismo asfittico. Il polmone che fa? Cerca di acchiappare aria dall’esterno, visto che quest’aria non gli arriva dall’esterno, a questo punto lui si dilata, si rompe e mano a mano si fanno queste rotture dei setti… rottura setti ed enfisema polmonare… io ho potuto [solo] notare la fotografia fatta dal professore Avato su quei polmoni che erano iperdistesi e quasi uscivano dal torace in un giovane di 27 anni”.

A questo punto l’avvocato Angelo PUGLIESE chiede se l’enfisema polmonare possa essere un artefatto putrefattivo. Risponde la dottoressa Carmela BUONOMO: “noi sui preparati i fenomeni putrefattivi a 53 giorni li abbiamo visti, e sono quelli circolari delle putrefattive, che non rompono i setti… oppure se rompono i setti li rompono in un determinato modo, sempre circolare in modo che si riconosca l’artefatto putrefattivo.
Quando noi parliamo di fibroenfisema acuto, parliamo delle zone conservate perché altrimenti non potevamo esprimerci morfologicamente su un artefatto. L’artefatto c’è ed è circolare, in alcune zone, in alcuni vetrini ma il fibroenfisema acuto con rottura dei setti è presente, morfologicamente evidenziabile e non si confonde con l’artefatto da bolla, putrefattiva… noi abbiamo fatto il controllo in termini positivo sul tessuto a 53 giorni di un rene… allora io ho fatto la glicoforina sul prodotto Avato ed era una glicoforina positivamente brillante… brillante significa colorata positivamente. Positiva, cioè quindi abbiamo avuto il controllo, cioè vuol dire che la glicoforina funzionava su quel tessuto.
L’abbiamo fatto sui tessuti putrefatti. A livello di laringe la glicoforina era incredibilmente altrettanto brillante, sulla laringe. L’abbiamo fatta sull’osso e non c’era”.

Il Procuratore della Repubblica, Dottor Eugenio FACCIOLLA, chiede al professore Antonello CRISCI se in sede di esame peritale, al momento dell’impiego della glicoforina qualcheduno dei consulenti presenti avesse osservato qualcosa o fatto delle obiezioni. Ecco la risposta del professore CRISCI: “…se lei legge, signor Procuratore, oltre alla prima, anche la seconda pagina e tutte le altre pagine, noi alla fine abbiamo sempre chiesto a tutti i presenti… abbiamo sempre chiesto <<c’è qualcuno che vuole osservare qualcosa?>> per cui abbiamo concluso sempre dicendo <i presenti nulla osservano>…nessuno ha fatto alcun tipo di eccezione né sul metodo né su nulla. Noi addirittura, vede, abbiamo fatto questo passaggio in più, che all’inizio non avevamo pensato dopo l’autopsia. Prima di fare l’esame istologico, e gli esami li abbiamo fatti vedere a tutti i presenti attraverso un video di un computer, in modo che loro potessero vedere ciò che la Buonomo stava vedendo, e in più altri si sono alternati al microscopio per esaminare e per fare eventuali osservazioni che avremmo chiaramente accolto… abbiamo riconvocato le parti prima, per dire <vorremmo fare questi campioni, siete d’accordo?>>, qualcuno ha detto ne vorremmo fare anche altri>> li facciamo e li abbiamo fatti”…