Omicidio Bergamini, oggi inizia l’escussione dei testimoni dell’accusa

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Oggi nel Tribunale di Cosenza è in programma la seconda udienza del processo per l’omicidio volontario e pluriaggravato di Denis Bergamini. Imputata di concorso in omicidio con l’aggravante dei futili e abietti motivi e della crudeltà l’ex fidanzata del calciatore, Isabella Internò, che da 32 anni continua a sostenere che Bergamini si sarebbe suicidato quando ormai esistono certezze scientifiche, ampiamente dimostrate nell’incidente probatorio del 2017, che hanno stabilito che Denis è stato prima ucciso per asfissia meccanica violenta e poi steso sull’asfalto per essere sormontato dal camion che attendeva sul posto, a Roseto Capo Spulico.

Nella prima udienza la Corte d’Assise, presieduta da Paola Lucente (a latera Marco Bilotta) ha ammesso i circa 200 testi delle parti (223 per la precisione), ad eccezione dei periti già escussi per l’incidente probatorio. Si procederà all’acquisizione delle sit e della produzione documentale.

Nell’udienza di oggi, inizierà l’escussione dei testimoni dell’accusa: per oggi sono previste le deposizioni di Ornella Quintieri e Pasquale Pugliese, ovvero gli agenti di polizia giudiziaria che hanno svolto l’ultima attività investigativa.

Nella prima udienza il pubblico ministero Luca Primicerio, dopo aver chiesto l’escussione dei suoi consulenti e dei medici legali che si sono succeduti nell’esame della vicenda nel corso di tutti questi anni, ha ricordato che l’incidente probatorio ha dimostrato con certezza scientifica che Bergamini è stato soffocato e che non c’è nessuna traccia di lesioni da trascinamento e la tensione aumenta.

Anche l’avvocato della famiglia Bergamini, Fabio Anselmo, ha chiesto e ottenuto l’ammissione dei testi, ma prima ha ricostruito quanto accaduto nel corso degli anni e ha definito inevitabilmente il caso Bergamini “un processo dove si processa un altro processo”. Prima ha parlato del grottesco processo nella pretura di Trebisacce, dov’era già chiarissimo che Denis era stato ucciso ma i giudici fecero finta di nulla e poi ha pronunciato la parola magica: “Cucchi”. Eh sì, appena l’avvocato della Internò, tale Angelo Pugliese, ha sentito la parola “Cucchi” ha alzato in maniera stridula e quasi isterica il suo già sgradevole tono di voce e ha chiesto soccorso alla Corte… Per Fabio Anselmo non sono poche le analogie con il caso di Stefano Cucchi, pestato a morte da tre carabinieri e il solo accenno al geometra romano ha fatto saltare i nervi al legale cosentino. E c’è la netta sensazione che i richiami all’omicidio di Cucchi continueranno nel corso di questo lungo processo.