Parma-Cosenza, il settore Nuclei Sconvolti al Tardini e la “palombella” di Gigi De Rosa

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Sono passati più di trent’anni ma in tanti di noi, ormai attempati ed ex Nuclei Sconvolti, non hanno dimenticato quella giornata al “Tardini” di Parma del 20 novembre 1988. Per ironia della sorte, oggi – a 33 anni di distanza – si gioca praticamente lo stesso giorno di allora.

Il Cosenza neopromosso in Serie B passato da Gianni Di Marzio a Bruno Giorgi, dopo un inizio difficile, aveva trovato la quadratura del cerchio vincendo al San Vito e per giunta in rimonta il derby con la Reggina e aveva successivamente sbancato Monza, pareggiato a Messina e pareggiato in casa col Catanzaro ma solo perché quel venduto dell’arbitro Pairetto aveva annullato un gol regolarissimo di Cozzella al 90′. E così, quel giorno, al “Tardini” di Parma, i Nuclei Sconvolti si erano mobilitati per la trasferta, ovviamente supportati dai tanti cosentini residenti al Nord per motivi di lavoro o di studio. Ed era stata una giornata memorabile. Il Cosenza impose il pari al Parma senza mai difendersi ad oltranza ma anzi attaccando e facendo stropicciare gli occhi ai supporter per il gioco messo in mostra. Il Parma era passato in vantaggio al primo tiro in porta e dopo che i Lupi avevano colpito una traversa (il parmigiano Gelsi nella foga di anticipare Padovano stava per beffare il suo portiere) e dettato legge a centrocampo.

Nella ripresa il dominio dei Lupi era continuato e a un certo punto Bruno Giorgi si decise a sostituire Napolitano con Gigi De Rosa per provare il tutto per tutto. E fu proprio De Rosa a segnare il gol del pareggio, al culmine di una manovra avvolgente iniziata da Bergamini e rifinita da Galeazzi. Gigi De Rosa raccolse la palla e si inventò una meravigliosa “palombella” che si insaccò all’incrocio dei pali e fece esplodere di gioia tutto il settore rossoblù – oltre mille anime – del “Tardini”. Allora forse valeva davvero la pena andare in trasferta e trepidare per i Lupi, con una società che comunque aveva fatto “miracoli” e speso molti soldini per far tornare il Cosenza nel calcio che conta. Oggi invece abbiamo uno squallido affarista che si gonfia il portafogli e non ha nessuna intenzione di far sognare la tifoseria e purtroppo lo sappiamo tutti.