Reggio, presentato “Gotha” di Claudio Cordova: il legame indicibile tra ‘ndrangheta, massoneria e servizi deviati

Presentato il libro Gotha del giornalista Claudio Cordova

Fonte: Reggio Today

“È uno dei “segreti di pulcinella” più clamorosi del nostro Paese. Parliamo della stretta commistione e connessione tra criminalità organizzata, Stato e associazioni iniziatiche”. A cercare di mettere in ordine alcuni dei tasselli di questo intricatissimo puzzle è il giornalista Claudio Cordova con il libro inchiesta: “Gotha – il legame indicibile tra ‘ndrangheta, massoneria e servizi deviati”.

Il voluminoso testo che raccoglie le tante inchieste che documentano questo inquietante collegamento, è stato presentato ieri pomeriggio, nell’aula magna Ludovico Quaroni della facoltà di Architettura dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Hanno preso parte al dibattito: Michele Albanese, giornalista de “Il Quotidiano del Sud”, che da anni vive sotto scorta per le minacce della ‘ndrangheta e Antonino Monteleone, inviato de “Le Iene”, storica trasmissione Mediaset. Il dibattito è stato moderato dal giornalista Mario Meliadò.

L’accurato lavoro di ricerca fatto dal giornalista reggino in questi anni, si avvale della prestigiosa prefazione del procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero de Raho, e non tratta dell’omonimo processo che, nel 2016, svelò i vertici della ‘ndrangheta reggina, la cosiddetta “cupola”, come si potrebbe facilmente dedurre dal titolo. Il termine Gotha, in questo caso, assume diverse e sorprendenti sfumature. Il lavoro di Claudio Cordova, iniziato all’incirca quattro, cinque anni fa, e mai abbandonato, affonda le proprie radici nella storia della ‘ndrangheta.

È un excursus storico che parte dagli anni ‘60 e che arriva sino ai nostri giorni. Cordova indaga sul lato più oscuro della criminalità organizzata, con l’obiettivo di scrostare l’immagine, tuttora presente, soprattutto fuori dalla Calabria, di una ‘ndrangheta agro-pastorale, fatta di riti ancestrali e folklore. “L’obiettivo di questo libro – ha dichiarato l’autore – è quello di far fare i conti a questo Paese con la ‘sua’ storia e fargli capire come in alcune vicende fondamentali entrino delle dinamiche molto torbide”.Ciò che emerge dalle ricerche di Cordova, come racconta egli stesso “è come la ‘ndrangheta, in accordo con altre mafie, soprattutto con cosa nostra e camorra, entri in alcune delle vicende più oscure della storia d’Italia: dal tentato Golpe Borghese, alla strategia della tensione, passando per il rapimento di Aldo Moro, fino ad arrivare alla P2, ai traffici di rifiuti tossici e radioattivi e agli attentati contro le istituzioni negli anni ’90”. È questo quello che, spiega ancora il giornalista, mi ha colpito maggiormente “scoprire legami e collegamenti che nemmeno io avrei potuto immaginare”.

Cordova svela amicizie, relazioni e collegamenti di livello altissimo da parte di alcune tra le famiglie più potenti della ‘ndrangheta e rivela un sistema di potere radicato e quindi capace non solo di sopravvivere e rafforzarsi nel tempo, ma anche in grado di rigenerarsi, di mutare, nonostante le sanguinose guerre tra clan, le uccisioni, gli arresti. Perché non sono solo gli uomini a rappresentare la forza della ‘ndrangheta, ma sono, soprattutto, i legami con il mondo istituzionale e i segreti da tutelare a renderla inespugnabile.

“È una verità però – sottolinea Antonio Monteleone – che, fatica a rivelarsi, il libro può rappresentare uno scalino per riuscire a guardare  al di la del muro e cominciare a vedere nella sua interezza ciò che accade in questa città e non solo”.

Il libro conferma un’amara realtà che descrive una ‘ndrangheta che si infiltra ovunque: nella politica, nell’economia, nel sociale, nella chiesa e negli ambienti para-istituzionali, come massoneria e servizi segreti deviati.