Sanità privata, arroganza infinita. I boss mandano lo “scagnozzo” Paolini a bussare a denari dal commissario

29

Sanità pubblica e sanità privata. Oggi che lo scempio della politica calabrese è stato smascherato in tutta Italia, finalmente gli addetti ai lavori stanno iniziando a farsi qualche domanda sui giochi politici che hanno arricchito una lobby di potere tra le più collaudate in assoluto: quella degli imprenditori delle cliniche private convenzionate. Il gioco è semplice: affossare gli ospedali pubblici e favorire sfacciatamente le strutture private. Una pratica che a Cosenza e provincia tocca il suo livello più alto e incredibile nel silenzio totale dei media di regime, tutti profumatamente finanziati con pagine e banner di pubblicità. Quello che ci auguriamo, dal momento che siamo in perfetta solitudine nel denunciare quanto avviene nella nostra realtà, è che adesso che siamo in difficoltà, la gente possa finalmente capire e formarsi un’opinione con dati di fatto.

Intanto, però, i boss della sanità privata, che continuano a disporre come meglio credono dei media di regime, fanno circolare messaggi inaccettabili attraverso quello che dovrebbe essere il loro portavoce, ovvero il presidente dell’Aiop, ma in realtà è a tutti gli effetti il loro scagnozzo. Parliamo dell’avvocato Enzo Paolini. In un lunghissimo “avvertimento” al commissario Longo, mistifica la realtà come peggio non potrebbe e lamenta che “… proprio nel corso dello scoppio dell’emergenza Covid, la Regione Calabria, l’Ufficio del Commissario ad acta, tutte articolazioni locali delle Asp e delle Aziende Ospedaliere, a fronte delle ripetute e formali manifestazioni di disponibilità espresse da questa Associazione, hanno totalmente ignorato le strutture private presenti su tutto il territorio calabrese, che avrebbero potuto dare un grande sollievo nella lotta al Covid, ma soprattutto supportare le strutture ospedaliere pubbliche sottoposte a particolare pressione da parte della popolazione anche per prestazioni no Covid…“. E non solo, perché lamenta (addirittura!) di non aver ricevuto “ristori” dalla Regione e dal commissario…

Ora, per evitare di scadere in espressioni volgari – che beninteso ci starebbero tutte visti i soggetti di cui trattiamo – lasciamo che a rispondere a questo delirio sia il professore Paolo Maddalena, vicepresidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”, che ci fa inquadrare bene la questione a livello nazionale e ci fa capire meglio quanti milioni di euro “girano” e i meccanismi che sono alla base del business della sanità privata.

Gli effetti negativi del neoliberismo sono venuti in evidenza in occasione del corona virus.
Si deve ricordare al riguardo che i nostri governi, dopo aver tagliato drasticamente 72.000 posti letto, 8 mila dottori e 25 mila infermieri, mai rimpiazzati, hanno fatto in modo che il governo attuale sia stato costretto a chiamare in soccorso le strutture ospedaliere private a causa della mancanza di posti letto per la terapia intensiva negli ospedali pubblici.
L’associazione Aiop (l’Associazione italiana ospedalità privata) – così come ha fatto in Calabria per bocca dello “scagnozzo” Paolini – si è dichiarata e continua a dichiararsi disponibile a questo fine. Sennonché non è affatto chiaro se questo aiuto richiederà ulteriori spese da parte dello Stato.

Si deve sapere infatti che le cliniche private sono molto spesso “convenzionate”, il che significa che, oltre a far pagare il paziente che chiede di esser curato da loro, esse chiedono un rimborso allo Stato, asserendo di aver erogato alcune prestazioni ai singoli con un prezzo inferiore a quello dovuto.

Parlando soltanto della Lombardia, è da sottolineare che l’ammontare dei contributi concessi dallo Stato alle cliniche private di questa regione è di 7 miliardi su un totale destinato alla sanità pubblica di 17,4 miliardi (in Calabria, nonostante la popolazione sia nettamente inferiore, la sanità privata si “pappa” 4 miliardi all’anno, ndr). 

Come si legge nell’articolo della Gabanelli del 2 febbraio 2018 apparso sul Corriere della Sera dal titolo: Sanità, il “buco” dei rimborsi (http://www.iacchite.blog/sanita-il-buco-dei-rimborsi-per-gli-imprenditori-delle-cliniche-private-convenzionate-di-milena-gabanelli/), per le cliniche private ottenere una convenzione significa avere trovato una gallina dalle uova d’oro.

In altri termini tali cliniche triplicano il costo delle prestazioni mediche, in modo arbitrario, facendo in genere pagare un terzo ai privati cittadini e il resto allo Stato e senza essere controllate rispetto alla qualità dei servizi offerti. È dimostrata così l’assoluta incoerenza di un sistema economico predatorio di stampo neoliberista, che, anziché andare incontro alle esigenze del Popolo, finanziando la ben più economica attività del servizio pubblico nazionale, regala denaro pubblico a singoli imprenditori privati.

È da notare che alcuni ospedali pubblici, come quello di Tor Vergata a Roma, hanno fabbricati che potrebbero ospitare qualche migliaia di letti e sono inattivi per mancanza di fondi. E allora ci si chiede: perché tutti i soldi destinati alla sanità, non vengano destinati alle strutture pubbliche, ma sprecati e dissipati fra strutture private?

Non diciamo che deve essere soppressa la sanità privata, ma questa, come prevede per le scuole private l’articolo 33 della Costituzione, deve essere esercitate “senza oneri per lo Stato”. Questo assurdo deve finire!

Speriamo che chi ci legge abbia capito fino a dove può arrivare l’arroganza infinita dei boss della sanità privata e la faccia di culo del loro squallido “scagnozzo”. A futura memoria.