San Giovanni in Fiore, ragazza aggredita e ferita in un locale: salvata dall’intervento di altri giovani che hanno costretto l’aggressore alla fuga

San Giovanni in Fiore – La notte si tinge di paura in Sila. In un locale che avrebbe dovuto essere luogo di svago e socialità, una ragazza ventenne di San Giovanni in Fiore è stata aggredita da un ragazzo armato di coltello, che l’ha immobilizzata, procurandole profondi tagli al volto e alla gola. Secondo le prime informazioni che trapelano, sembra che l’aggressore sia l’ex fidanzato della ragazza. Il sangue della giovane ha macchiato la notte, simbolo crudo di quanto il nostro territorio stia perdendo il senso della sicurezza e della dignità. Solo l’intervento tempestivo di altri giovani presenti ha evitato l’irreparabile, costringendo l’aggressore a fuggire tra urla e panico. Sul posto sono subito intervenuti i carabinieri e i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure e trasportato la ragazza d’urgenza all’ospedale di Cosenza. Per fortuna, si è progressivamente ripresa e non è in pericolo di vita. Ma la ferita più grande, però, è quella che la comunità sente sul cuore: la percezione che nessun luogo sia più sicuro.

San Giovanni in Fiore non può diventare teatro di episodi che gridano vendetta nell’indifferenza. La violenza armata non è solo cronaca nera: è una ferita aperta sulla vita quotidiana, sul futuro dei nostri giovani, sul tessuto sociale. Non ci sono attenuanti, non ci sono scuse. Chi dovrebbe garantire sicurezza e legalità deve fare di più. Chi invece semina terrore deve rispondere di ogni ferita inflitta, con la certezza della giustizia. Il ragazzo che ha aggredito – che evidentemente conosce bene la sua vittima, considerato che in paese le voci che fossero legati stanno iniziando a dilagare  – deve essere punito in maniera esemplare. In una Calabria che continua a far parlare di sé per sangue e paura, questa notte a San Giovanni in Fiore deve suonare come un campanello d’allarme: basta con l’apatia, basta con il silenzio, basta con il lasciare che la violenza diventi routine. Ogni cittadino ha diritto a uscire di casa senza il terrore di essere aggredito.