Maduro è comunista? Non mi risulta

di Michele Santagata

Maduro è comunista? Non mi risulta. Il solo fatto di essere l’erede di Chávez o di citare Simón Bolívar non basta certo a giustificare questa definizione.
Conviene invece alla propaganda fascista — che prova periodicamente a riemergere dalla fogna della storia — definirlo così. È un espediente utile ad affibbiare al comunismo il primato della brutalità, della dittatura e della vocazione autoritaria. Caratteristiche che, com’è noto, i fascisti non hanno mai praticato… almeno secondo il loro racconto.

Per loro, tutto il male che esiste nel mondo è sempre e comunque opera del comunismo. E tutti i dittatori sono comunisti. Lo ripetono ossessivamente non perché sia vero, ma come tentativo di cancellare dalla storia tutto l’orrore da loro prodotto e come vendetta per essere stati sconfitti da chi, a quei tempi, credeva nel comunismo. Quello vero. Quello che, ancora oggi, sulla faccia della terra non si è mai realizzato. Proprio come il cristianesimo: per quanto possiamo dirci cristiani, a oggi il Regno di Dio sulla Terra non sembra essersi mai compiuto. E questo perché nessuno vive davvero seguendo alla lettera il Vangelo.
Lo stesso vale per il comunismo: c’è chi lo ha elaborato come ideale di emancipazione, ma tutti quelli che hanno provato a tradurlo in realtà — con l’eccezione di Cuba, comunque piegata da sessant’anni di embargo — hanno finito per lasciare dell’idea originaria poco o nulla.

Così anche per la democrazia. Se ne discute fin dai tempi dei filosofi greci e, nonostante ciò, ancora oggi siamo costretti a definirle democrazie imperfette. Perché un conto è dirsi, o essere definiti, comunisti, cristiani o democratici; un altro è esserlo davvero nei fatti.
Non è facile essere coerenti con i propri ideali: è roba da santi o da rivoluzionari veri, specie quando quegli ideali richiedono — a differenza del fascismo — coscienza, conoscenza, riflessione. Esattamente ciò che il fascismo, a cui basta obbedire, semplificare, schierarsi, teme.
Il comunismo, quello vero, come il Vangelo, è un’idea di fratellanza e uguaglianza: trasformare il mondo in una grande famiglia, dove la competizione è sostituita dalla cooperazione. Tutto qui.
Chi si dice comunista ma non lavora per questo non è un comunista, anche se gli altri lo chiamano così. Così come non è cristiano chi non segue i dettami di Cristo, anche se si sente cristiano e viene riconosciuto come tale.
Qualcuno diceva che il problema non è tanto fare la rivoluzione — un popolo affamato, nel mondo, si trova sempre — quanto riuscire, una volta conquistato il potere, a mantenere vivi gli ideali della rivoluzione. E Maduro quegli ideali, se mai li ha avuti, l ha persi a via via. Detto questo: no all’imperiliasmo americano.