Gli uffici dell’Asp di Cosenza riaprono i battenti dopo un weekend di fuoco, probabilmente l’ultimo del direttore generale più intrallazzone dell’ultimo decennio. Occhiuto cerca misure correttive su questo gran carrozzone, dando la parvenza di voler ripulire la facciata, ed eliminando quindi il direttore generale Antonio Graziano (tra meno di una settimana se ne tornerà a Crotone), ma comunque garantendogli una rendita per i prossimi tre anni per ripagarlo dei servizi resi: approvazione bilanci farlocchi, transazioni assurde e finite nel mirino di sbirri e magistrati per giunta non calabresi, sistemazione di amici, acquisto di ambulanze rottamate e tanto altro…
Ma mentre accadono queste cose, i due scienziati alla pari di Graziano, il gatto e la volpe, al secolo Remigio Magnelli, in arte Fra’ Remigio da Varagine e l’ingegnere Antonio Capristo, in arte ”ricchie i lupu” (basta guardare la foto!) ma sarebbe meglio “ricchie i vurpa”, con l’avallo della “panza” di Graziano continuano nel loro lavoro di combinaguai. Eh sì, perché, quando loro fanno qualcosa devi già prevedere il prossimo guaio che si può verificare. I due nei giorni scorsi, nel loro anonimato per i caggi – hanno messo persino le iniziali RM e AC -, come in delibera, si sono prenotati a restare in servizio fino a 70 anni. Come dire: nonostante possiano andare in pensione stiamo ancora qui…
La loro carriera di esperti marpioni non può fermarsi! Loro sulla poltroncina all’Asp ci sono incollati con l’Attak, quello super per tutti i materiali, anche per le facce di culo come le loro senza vergogna e senza infamia.
“Radio corridoi Asp” racconta che negli uffici si stavano già avevano preparato champagne e fuochi d’artificio, contando i giorni per il loro pensionamento, ma la grande delusione è arrivata quando hanno letto le due delibere, la numero 64 dell’08/01/2026, oggetto: art.1, c. 165 legge 30 dicembre 2024, n. 207: “trattenimento in servizio del dipendente M.R. matr. 1053585 fino al compimento del settantesimo anno d’età”, e la delibera n. 51 del 08/01/2026 oggetto: “art.1, c. 165 della l. 30 dicembre 2024, n.207: trattenimento in servizio del dipendente C.A., matr.1050327, fino al compimento del settantesimo anno d’età”.
Le due delibere, già pubbliche e all’occhio di tutti presentano alcune caratteristiche similari: sicuramente la normativa utilizzata per il mantenimento in servizio – art.1, c. 165 legge 30 dicembre 2024 -, che stabilisce che “le esigenze organizzative possono essere quelle di attività di tutoraggio e di affiancamento ai neoassunti e quelle riconducibili ad esigenze funzionali non diversamente assolvibili, da intendersi come espletabili solamente dal personale individuato;”. Fin qui sembrerebbe tutto normale: cosa faranno di male il gatto e la volpe? Si potrebbe pensare che volgeranno attività di tutoraggio e di affiancamento. E invece no, non è così! Perché la circolare del Ministero della Pubblica amministrazione nel fornire “Indicazioni applicative del ricorso al trattenimento in servizio di cui all’articolo 1, comma 165, della legge 30 dicembre 2024, n. 207”, specifica che “Con particolare riferimento al personale dirigenziale, è possibile confermare o conferire (nuovi) incarichi anche per una durata inferiore a quella minima triennale prevista dall’articolo 19, del decreto legislativo n. 165 del 2001, mentre per la durata massima del contratto restano salvi i limiti vigenti, ovviamente nel rispetto dell’ulteriore limite riferito al settantesimo anno di età. A tal proposito si conferma che anche in questo caso (come in tutti quelli che prevedono la possibilità di conferire incarichi al personale in quiescenza o trattenuto in servizio a mente di altre disposizioni normative) non opera il divieto di cui all’articolo 33, comma 3, del decreto-legge n. 223 del 2006, relativo al divieto di conferire incarichi dirigenziali a soggetti che abbiano raggiunto l’età del pensionamento…”.
RASSEGNATEVICCI! Diceva un amico nostro… Altro che tutoraggio e affiancamento, largo ai giovani. Il gatto e la volpe rimangono ai loro posti di direttori di UOC e di dipartimento, altro che calci in culo per tutte le porcate che hanno fatto firmare a Graziano, a questi due gli viene consentito di continuare imperterriti a fare quello che hanno fatto per una vita.
Ma il bello di tutto ciò sono le firme degli atti. La delibera di Capristo firmata da Frà’ Remigio, quella di Magneli, proposta da Capristo come Capo Dipartimento, la Dott.ssa Fabiola Rizzuto firma come Direttore Amministrativo la delibera di Remigio Magnelli e propone la delibera di Capristo come UOC Gestione Valorizzazione Sviluppo E Formazione Risorse Umane, Tutto in famiglia, tutto… fra di loro. Ciliegina sulla torta: vi diamo le date di nascita dei due marpioni, chissà gli portassero male… Magnelli 4 dicembre 1959 Capristo 6 agosto 1959… Prima o poi anche voi arriverete a 70 anni.









