Truffe a Calabria Verde: Codacons e M5s chiedono la testa di Pignanelli

Gaetano Pignanelli

“Il presidente Oliverio si affretti a dare mandato all’Ufficio Legale per costituirsi parte civile in nome e per conto della Regione, quale parte lesa soprattutto nei confronti di alti funzionari della Regione, accusati di una gestione tanto disinvolta quanto criminale”. Lo afferma in una nota Francesco Di Lieto del Codacons, che così continua: “Siamo i primi a riconoscere innocente chiunque non sia stato condannato con sentenza passata in giudicato purtuttavia siamo convinti che la Regione, che vede coinvolti in un processo propri alti funzionari, debba far valere il danno all’immagine causato dagli stessi all’Ente con il loro operato, che se confermato dal Giudice, è fatto estremamente grave”.

Le vicende giudiziarie che vedono tristemente protagonista Calabria Verde, Ente “in house” della Regione, impongono una scelta di legalità da parte di chi rappresenta tutti i Calabresi.
Il Codacons invita, pertanto, Oliverio “in questo triste momento” a dare un segnale forte e chiaro, costituendosi parte civile.
“Qualora, invece, non ritenesse di costituirsi parte civile ne troveremmo l’unica motivazione nella conoscenza in capo all’Ente, che Lei rappresenta, dell’estraneità dei Suoi Funzionari coinvolti, ed allora – conclude Di Lieto – corra in loro soccorso a perorare la loro legittima innocenza”.
Il Codacons conclude con l’auspicio di trovare la Regione il 17 settembre in Tribunale per tutelare tutti i Calabresi.

5STELLE: “OLIVERIO RIMUOVA PIGNANELLI”

“Il rinvio a giudizio di Gaetano Pignanelli – affermano in una nota i parlamentari calabresi del M5s – impone al governatore Mario Oliverio di rimuovere il dirigente dall’incarico apicale, essendo inopportuno consentirgli, come nulla fosse, di mantenere quella poltrona di potere. Indipendentemente dall’esito del processo, è evidente che Pignanelli, imputato per truffa, non può restare al suo posto. Le accuse sul suo conto sono gravissime. Per i magistrati l’eterno braccio destro del governatore, già al vertice dell’ufficio legale della Provincia di Cosenza negli anni in cui l’ente era presieduto da Oliverio, avrebbe esercitato pressioni volte a favorire il rilascio della concessione per tagli boschivi a un imprenditore, pare suo compare d’anello, prima che questi depositasse l’apposita istanza”.

“Inoltre, il capo di gabinetto – proseguono i parlamentari calabresi del M5s – avrebbe poi intimato di revocare provvedimenti di sospensione dell’attività di taglio adottati nei confronti del suo amico, come lui di San Giovanni in Fiore, di cui è pure originario il presidente della Regione. Il quadro accusatorio fa ipotizzare una gestione regionale delle procedure pubbliche basata su rapporti personali all’interno di una cerchia di compaesani del governatore, che, peraltro, ha piazzato in uffici chiave della Regione, come risaputo, diverse persone a lui vicine provenienti da San Giovanni in Fiore. Adesso – è detto ancora nella nota – Oliverio sia risoluto: sostituisca Pignanelli, perché è inconcepibile che questi possa ancora svolgere un ruolo pubblico cruciale, per cui è indispensabile la garanzia d’imparzialità assoluta”.