Caso Riace, il Riesame si riserva. Lucano: contro di me un complotto

La corte si ritira e si riserva sulla sentenza. Finisce così l’udienza di Mimmo Lucano, sindaco di Riace arrestato per sfruttamento dell’immigrazione clandestina e abuso di ufficio, davanti il Tribunale della Libertà di Reggio Calabria. Un’accusa assurda figlia di un vero e proprio complotto ordito da Minniti, con la complicità degli ispettori Sprar, e portato a termine da Salvini, contro il sindaco di Riace.

Lucano è colpevole di umanità. La sua colpa è quella di aver costruito un modello di accoglienza basato sull’umanità. E con un esempio che funziona, ogni tentativo di certa politica di trasformare il “sistema accoglienza” in un grande lager a cielo aperto, è risultato vano. Ed è per questo che quella schifezza di Minniti ha pensato bene, aiutato da venduti e infami ispettori dello Sprar, un tempo grandi amici di Lucano, di “tagliare la testa al toro”: se crolla Riace che è l’emblema dell’accoglienza nel mondo, crolla tutto il sistema. Solo così quella munnizza di Minniti avrebbe potuto avere mano libera per mettere in atto il suo squallido e disumano piano: bloccare gli sbarchi per accontentare la pancia del paese, ma allo stesso tempo, dopo aver siglato accordi di morte e tortura con i miliziani libici, soddisfare i desiderata di Francia e Germania, in materia di immigrazione, in cambio di uno sforamento di bilancio del 2,5% (deficit). Che corrisponde a quello che oggi ha fatto Salvini, e il governo giallo/verde.

Per arrivare a questo risultato Minniti aveva bisogno di sconfessare Lucano e Riace per prevenire forti proteste da parte di una opinione pubblica strenuamente al fianco del modello Riace. Giustificare una chiusura senza causa sarebbe stato impossibile. Ed ecco che la “causa” arriva. Minniti chiede e Palla Palla obbedisce.

Oliverio, con l’aiuto di Manoccio (nominato dallo stesso responsabile dell’immigrazione della Regione Calabria), si mettono subito all’opera, e dopo un po’ trovano la persona giusta che può mettere in discussione il modello Riace da un punto di vista gestionale. Una profonda conoscitrice del funzionamento dei progetti Sprar: Enza Papa che da oltre 15 anni gestisce progetti Sprar a Cosenza.

Infatti da operatrice Sprar, la Papa, diventa, non si sa come, dipendente del ministero degli interni e ispettrice Sprar dalla sera alla mattina. Ed è lei che firma la prima relazione contro il modello Riace dove evidenzia tutte le “criticità” amministrative ed economiche, rimandando la relazione anche alla Corte dei Conti, e alla procura di Locri.

Un consiglio: invece di continuare a manifestare con inutili passeggiate che non risolvono niente, invito i difensori  e gli avvocati di Lucano, ad approfondire questo argomento che può mettere in evidenza il complotto studiato a tavolino contro Riace. E scagionare definitivamente Lucano da queste accuse infamanti. Se si scopre il complotto, cadono le accuse (fittizie). Speriamo che qualcuno ci provi.

Dal canto suo Lucano, a fine udienza, si dice sereno, e continua a puntare il dito proprio contro Minniti, Papa e Salvini. E ai tanti giornalisti accorsi davanti il tribunale dice: Riace non morirà, andremo avanti in autogestione. Non voglio più avere niente a che fare con questo governo e certi personaggi che della disumanità hanno fatto la loro bandiera.

Bravo Lucano, finalmente ci sei arrivato, dopo tanto far finta di non vedere, anche tu a capire che per uscire da questa situazione bisogna ricostruire i fatti per come sono realmente andati.