Dal 30 dicembre scorso abbiamo aperto il vaso di pandora di Altomonte e come accade spesso in Calabria lo stiamo facendo in perfetta solitudine. Lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose è una faccenda molto grave ma nonostante la relazione del ministro dell’Interno (che abbiamo già pubblicato) e quella del prefetto (che stiamo pubblicando) si percepisce nettamente la sensazione che manchi qualcosa. Per esempio: tutti sanno – anche le pietre ormai… – che il riferimento politico principale di questa “banda” di faccendieri e mafiosi è l’assessore regionale Gianluca Gallo, cassanese come… i Forastefano e primatista assoluto di preferenze alla Regione sia nel 2021 (20.000 preferenze) sia nel 2025 (addirittura 30.000!!!). Tutti sanno che l’ormai ex sindaco di Altomonte Giampietro Coppola ha fatto parte fino a poco tempo fa della struttura del potentissimo assessore, tutti sanno dei legami che ci sono tra il Gallo cedrone e tutti quei soggetti del Comune con i quali ha posato fino a pochi mesi fa. Il vicesindaco Provenzale è uno dei suoi grandi elettori, il consigliere comunale Giuseppe Capparelli alias “putigheddra” è stato nominato addirittura commissario di Forza Italia dopo il successo elettorale del 2021. Eppure del Gallo cedrone nella relazione non c’è traccia,
Ma c’è ancora di più. Tutti sanno a Cassano ma anche ad Altomonte che il Gallo alle ultime elezioni regionali ha marciato insieme ad Elisabetta Santoianni, risultata eletta insieme a lui e quindi neo consigliera regionale. Tutti sanno che i figli del Gallo e della signora Santoianni sono fidanzati e di conseguenza li chiamano i “consuoceri” ma non basta. Tra i loro sostenitori non ci sono soltanto i faccendieri che hanno posato nella foto sopra ma ce n’è un altro del quale si parla a lungo nelle relazioni del ministro dell’Interno e del prefetto di Cosenza.
E si tratta di quel dipendente comunale di nome Franco Garita, che è nipote diretto del defunto boss Saverio Magliari e che viene definito come “fulcro dell’attività amministrativa del!’Ente in termini totalizzanti” a prescindere dalle aree di competenza dei singoli uffici, ruolo assunto di fatto dal Garita e che ha trovato conferma anche in sede di dichiarazioni rese in sede di audizione presso la commissione d’indagine. Lo conferme anche l’atteggiamento prevaricante capace di incidere direttamente sugli esiti di procedure di gare nelle quali ricopriva l’incarico di responsabile unico del procedimento e, in un caso, anche senza rivestire alcun ruolo formale.
E adesso è spuntata fuori anche una bella foto che ci restituisce in pieno l’immagine della “candida” neo consigliera regionale Elisabetta Santoianni mentre banchetta con un bel gruppo di “famiglia” nel quale campeggia proprio a capo della tavola il Franco Garita di cui sopra. E non si tratta di una foto scattata da chissà chi ma viene proprio dal profilo FB della signora Santoianni, che poco più di un mese fa non aveva trovato di meglio che… pubblicarla.
Dunque, a capo tavola festoso e allegro c’è proprio Franco Garita mentre alla sua destra c’è Orlando Berlingieri, che è il marito della Santoianni, ovviamente presente anche lei in foto. Di fronte a loro c’è Ernesto Conforti, cugino di primo grado di Orlando Berlingieri, che è stato nominato segretario particolare della struttura della Santoianni alla Regione dopo la vittoria. La foto, per essere precisi fino in fondo, è stata scattata domenica 28 novembre e postata sui social. L’allegra tavolata sta festeggiando l’elezione della Santoianni e il risultato elettorale ottenuto ad Altomonte con oltre 450 voti. Naturalmente la Santoianni è stata sostenuta dal sindaco Coppola e da tutta la sua paranza su ordine del Gallo cedrone. Il marito della Santoianni è di Altomonte ed è legato a doppio filo con la famiglia del Garita, per quanto se ne sa anche da comparaggio. Peccato che non se ne faccia menzione nella relazione del ministro e del prefetto. E a quanto pare ci sarebbero anche altre circostanze abbastanza imbarazzanti che non hanno trovato spazio nelle relazioni e delle quali avremo modo di scrivere a stretto giro di posta.









