(Fabrizio Goria – lastampa.it) – Quasi un miliardo di euro. È questo il conto dei nuovi rincari che si abbattono sul 2026 e che, secondo le stime di Assoutenti, valgono 900 milioni di euro complessivi, frutto di una somma di aumenti su carburanti, tabacchi, pedaggi e servizi. La voce più pesante riguarda il gasolio, con 552 milioni di maggiori entrate attese per lo Stato nel corso dell’anno, seguita dai rincari su sigarette e prodotti da fumo, stimati in altri 213 milioni. Una stangata che apre l’anno che si è appena concluso con un impatto diretto sui bilanci familiari e che riaccende l’allarme sul potere d’acquisto, a fronte di stipendi stagnanti.
Dal primo gennaio è entrata in vigore una raffica di rialzi che attraversa settori diversi e che in parte discende dalle misure della legge di Bilancio. Il capitolo più immediato è quello dei carburanti. Con il riallineamento delle accise deciso dal governo, il gasolio diventa più caro di 4,05 centesimi al litro, mentre la benzina beneficia di una riduzione equivalente.
I pedaggi autostradali
A crescere sono anche i pedaggi autostradali, con un adeguamento medio all’inflazione dell’1,5 per cento applicato alla quasi totalità delle concessioni. Restano escluse alcune tratte, come la A10 e la A12 del Tirreno, la A5 e la A21 di Ivrea-Torino-Piacenza e le autostrade A24 e A25 di Strada dei Parchi. Su altre arterie l’aumento è più marcato: l’1,925 per cento sulla Salerno-Pompei-Napoli e l’1,46 per cento sull’Autostrada del Brennero, la cui concessione è scaduta ed è in corso il riaffidamento. Un ritocco che rende più costosi gli spostamenti quotidiani e i viaggi di lavoro.
Le sigarette
Il nuovo anno porta con sé anche sigarette più care. La manovra introduce un aumento progressivo delle accise nel triennio 2026-2028 su sigarette, sigaretti (cigarillos) e tabacco trinciato. Per il 2026 l’incremento medio è di circa 15 centesimi a pacchetto, destinato a crescere negli anni successivi. L’impatto stimato da Assoutenti è di 213 milioni di euro solo per quest’anno. Gli aumenti riguardano anche le sigarette elettroniche, ampliando la platea dei consumatori coinvolti.
Rischi sugli acquisti online
Una misura che colpisce in particolare gli acquisti online effettuati tramite piattaforme di e-commerce asiatiche, come Temu, Shein e JD, e che rischia di tradursi in ulteriori aumenti dei prezzi finali per i consumatori. Che negli ultimi due anni hanno incrementato in modo significativo i consumi attraverso questi canali. Spesso grazie a una massiccia campagna pubblicitaria delle piattaforme stesse sui social media con TikTok e Instagram.
Tobin Tax
Novità anche su altri fronti. Come quello della Tobin Tax, che raddoppia. Da gennaio l’aliquota dell’imposta sulle transazioni finanziarie passa dallo 0,1% allo 0,2% se la cessione avviene su mercati regolamentati e dallo 0,2% allo 0,4% negli altri casi. Allo stesso tempo, sale dallo 0,02% allo 0,04% l’aliquota sulle negoziazioni ad alta frequenza, sempre più utilizzate dalle principali case d’affari nazionali e non.
Accanto agli aumenti, ci sono alcuni rincari evitati. Per tutto il 2026 resta sospeso l’aggiornamento biennale delle multe stradali previsto dal Codice della strada. Inoltre, negli aeroporti di Rimini, Forlì e Parma viene prorogata l’esenzione dall’addizionale comunale sui diritti d’imbarco. Ancora, sono rinviate al primo gennaio 2027 anche la sugar tax sulle bevande edulcorate e la plastic tax sulla plastica monouso.
Il quadro complessivo resta quello di un avvio d’anno segnato da nuovi balzelli. Una somma di interventi che, messi insieme, rischia di comprimere ulteriormente il potere d’acquisto, dopo una fase già segnata da inflazione e costi energetici elevati. E che, con i salari fermi come spesso riconosciuto dall’Ocse, può limitare i consumi degli italiani in una fase storica di crescita fragile e disomogenea.









