Babbi, spie e Calabria (di Saverio Di Giorno)

di Saverio Di Giorno

Babbi e spie. Il titolo dell’inchiesta mandata in onda da “Report” su Rai 3 ha aperto un inquietante spaccato su un periodo recentissimo della storia d’Italia. Ovvero la caduta del Conte 2. Che dietro la caduta di quel governo non ci fosse solo la questione ufficiale del Recovery era intuibile quasi immediatamente, tuttavia ieri sera i sospetti si sono appesantiti con un video che vede protagonisti Renzi e un importante 007, Marco Mancini. Ai lettori di Iacchite’ questo nome non è nuovo. Ma come il materiale scoperto da Report può aiutare a chiudere un cerchio che parte da lontano? E cosa c’entra la Calabria?

Andiamo per ordine. Secondo la ricostruzione di Report sulla caduta del governo Conte 2 può aver influito la delega ai servizi. Queste voci erano arrivate anche a Iacchite’ e oltre alla delega ai servizi, verrebbe da aggiungere, c’è anche la riforma della giustizia che vede da una parte l’ex ministro Bonafede e dall’altra Renzi e Salvini osteggiarla e discuterne in una famosa cena anche con importanti magistrati. Questa tuttavia è una costola più ampia, ma che è bene tenere a mente per aver chiaro il quadro generale.

I posti di vertice dei servizi sarebbero contesi in una guerra intestina ai servizi segreti e nelle mire di un importante, ed evidentemente abile (se non altro per l’insieme di questioni in cui si trova invischiato) agente, Marco Mancini. Questo conferma un quadro che si era già tratteggiato per tempo in questo articolo ( http://www.iacchite.blog/catanzaro-lombra-dei-servizi-segreti-sulla-guerra-tra-procure/) Mancini aspira a risalire la cresta cavalcando l’onda nell’ambito dei servizi di sicurezza nazionali”. E come farebbe Mancini a fare la sua scalata? Ci arriviamo. Bisogna prima capire chi è Mancini in Calabria oltre alle questioni internazionali.

Mancini, si scriveva, aveva in Calabria un avversario e un alleato. L’avversario era il procuratore generale Otello Lupacchini e l’alleato Nicola Gratteri. La vicinanza tra Gratteri e Mancini è supportata da più episodi. Le testimonianze di collaboratori di giustizia – quali Cisterna – che raccontano di operazioni per il rinvenimento di esplosivi (ad esempio l’operazione Bumma curata allora da Gratteri) avvenuta, secondo le testimonianze dopo una soffiata dei servizi segreti. In quegli anni Peppe Scopelliti veniva descritto come sotto attacco da parte della ‘ndrangheta anche a causa di questi attentati prontamente sventati. Come quello a Palazzo San Giorgio di Reggio Calabria, per esempio. Su queste operazioni ricostruite in Teorema Cosenza ci sarebbe la mano  di Mancini.

Non solo, ma i servizi segreti avrebbero dato una mano anche nella cattura di latitanti. Teorema Cosenza riporta un episodio raccontato dall’avvocato Marra, al processo Gotha: Fichera, sottoufficiale del Ros di Reggio Calabria, chiede a don Strangio «se è in condizione di far fare ai carabinieri del Ros delle operazioni, l’arresto di qualche latitante, affermando che questa cosa l’aveva concordata con i dottori Cisterna e Gratteri, cosa alla quale io non ho mai creduto. Don Pino Strangio chiese se fosse possibile trasferire un detenuto del luogo da un carcere all’altro. Il latitante da poter far prendere era Francesco Strangio, alias Ciccio “Boutique”. Si trattava di un tentativo di accordo, ma la cosa cadde nel nulla, nonostante le pressioni di Fichera». E poi ancora «Fichera disse che Gratteri era a conoscenza di questa situazione, ma io non ci ho mai creduto, Fichera voleva solo riaccreditarsi con il Ros». Non deve quindi apparire strano se nella puntata di ieri, una delle intervistate, Cecilia Marogna, collaboratrice del cardinale Becciu, vicina ad ambienti della massoneria, dice che ha avuto contatti con Mancini e uomini dei servizi anche in operazioni di sequestro di persona.

(Per la ricostruzione Teorema Cosenza https://www.amazon.it/Teorema-Cosenza-Lesistenza-masso-mafiosa-dimostrata/dp/B08CP7LMP4)

Cosa c’entrano questi episodio con le vicende calabresi e poi con la caduta di Conte 2? Forse niente, e sono solo destini paralleli che si intrecciano però è difficile crederlo ripercorrendo gli avvenimenti. Ritorniamo a quanto è stato già scritto: il piano di Mancini per la scalata. “… Il suo piano è semplice: accusare, trovare e magari anche inventare prove contro il procuratore Lupacchini e i procuratori di Paola e Castrovillari, Bruni e Facciolla, notoriamente i suoi più stretti collaboratori…” Quelle, assurde, contro Facciolla le scova Gerardo Lardieri, braccio destro di Gratteri e il procuratore di Castrovillari viene fermato proprio mentre conduceva un’indagine che stava coinvolgendo il giglio magico renziano e i suoi amici paramafiosi della sanità privata calabrese che si appropriano del Gruppo Novelli grazie al Mise di Calenda e Teresa Bellanova.

Da una parte la vicinanza tra Gratteri e Mancini, dall’altra quella tra Gratteri e Renzi. Ieri sera Report chiude il triangolo mostrando i rapporti tra Renzi e Mancini. Tutto legittimo anche se strano (all’ombra di un autogrill), ma tutto quantomeno inopportuno. E lo sarà ancora di più quando le accuse rivolte a Facciolla cadranno al processo, come pare molto probabile.

Per quanto riguarda Lupacchini invece dopo essere rimasto isolato o inascoltato anche quando faceva segnalazioni al ministero (qui uno dei casi http://www.iacchite.blog/castrovillari-le-talpe-del-ministero-della-giustizia-e-linerzia-di-bonafede) ha fornito l’occasione del trasferimento su un piatto d’argento ai suoi detrattori nell’arcinota intervista al TgCom.

Per quanto riguarda Conte … tutti sanno come è andata perché nessuno si è fatto abbindolare con la storiella del Recovery raccontata da Renzi. Non può essere solo quella, se non altro perché quello di Draghi è sorprendentemente simile a quello di Conte, ma tutti stanno in silenzio.