“Buonanotte Cosenza”: una canzone, una storia dagli anni ’50 a oggi. Le incisioni di Tajoli, Villa e Gualtieri e la riscoperta di Brunori

Ormai da qualche anno Dario Brunori ha inserito nelle sue scalette cosentine e quindi anche in quella del concerto di Capodanno, la celeberrima canzone popolare “Buonanotte Cosenza”, un classico che risale alla notte dei tempi e che come ogni canzone importante che si rispetti, ha tutta una sua storia alle spalle che merita di essere raccontata organicamente attraverso le sua varie evoluzioni.

Le origini di “Buonanotte Cosenza” risalgono ai primi anni Cinquanta e in particolare a tre grandi cosentini appassionati di musica e parole. Innanzitutto il maestro Giuseppe Gacomantonio, per gli amici Peppino, che è un prozio di Dario Brunori (la cui madre Ilde è una Giacomantonio) e un diretto discendente di Stanislao, al quale è intitolato il Conservatorio di Cosenza. E’ proprio Peppino Giacomantonio l’autore della musica sulla quale sono state poi inserite le parole di Antonio Pietramala e Salvatore Sicilia, che l’hanno indubbiamente impreziosita.

Lauro Raffo

La prima incisione di BUONANOTTE COSENZA a 78 giri risale dunque ai primi anni ’50 del e in rete circola anche il disco della FONIT, che si assunse l’incarico di registrarla con l’orchestra Sciorilli e con la voce di Lauro Raffo, che quindi è stato il primo cantante “ufficiale” del brano. 

Ma l’incisione che ha dato il via alla “leggenda” di “Buonanotte Cosenza” è stata senza dubbio quella affidata alla voce evergreen di Luciano Tajoli, un vero e proprio mito della canzone italiana dell’immediato dopoguerra. Leggendaria rimane la sua capacità di passare dalla mezza voce al falsetto creando quegli “svolazzi” vocali che saranno un po’ il suo “marchio di fabbrica”. Anche Tajoli incise “Buonanotte Cosenza” a 78 giri il 2 ottobre del 1954 come risulta dai documenti ufficiali.

Luciano Tajoli

(Sicilia – Pietramala – Giacomoantonio)
Orchestra diretta dal M°.MARAVIGLIA
Da supporto 78 giri ODEON
N.Catalogo H 18412
N.Matrice Mo 12913
Incisa il 2 Ottobre 1954
LUCIANO TAJOLI
Buonanotte Cosenza
ASCOLTA BUONANOTTE COSENZA CANTATA DA LUCIANO TAJOLI https://www.ildiscobolo.net/public/demo/TAJOLI%20LUCIANO%20-%20Buonanotte%20Cosenza.mp3

Sette anni dopo l’incisione di Luciano Tajoli “Buonanotte Cosenza” fu riscoperta da un altro grande mito della canzone italiana ovvero Claudio Villa, che aveva un legame speciale con la città di Cosenza. Era il 1961 quando Villa incise la canzone come lato B del disco a 45 giri “A tutte le mamme – Buonanotte Cosenza” edito da Vinyl. Il “reuccio” della canzone italiana venne di persona a Cosenza per pubblicizzare il disco nel negozio di articoli musicali di Antonio Pietramala a via Isonzo e in rete ci sono ancora le testimonianze dirette di quel periodo. 

Ma c’è anche di più, “Buonanotte Cosenza” doveva essere anche la colonna sonora del film LA SILA NON E’ TERRA DI BRIGANTI tratto dall’omonimo libro di Salvatore Sicilia. il film non fu poi realizzato ma la canzone ebbe un grande successo, anche nazionale. BUONANOTTE  COSENZA  CANTATA  DA  CLAUDIO  VILLA

Tra gli anni Settanta e Ottanta sarebbe toccato invece al popolare cantante cosentino Mario Gualtieri rinverdire la memoria di “Buonanotte Cosenza”, inserendola sempre e costantemente, con annessi “bis” entusiastici ad ogni concento in giro per i quartieri della città ma anche in tutta la provincia, in Calabria e soprattutto nei suoi indimenticabili tour americani e in particolare canadesi. Una tradizione che è andata avanti fino a pochi anni fa, prima che Gualtieri ci lasciasse nel 2018. BUONANOTTE COSENZA CANTATA DA MARIO GUALTIERI

E così Buonanotte Cosenza “da Cosenza vecchia e dal Conservatorio tanto caro ai Giacomantonio arriva fino al centro città e fino allo stadio San Vito-Marulla…”Con tanto di richiamo finale a “Lupi Alé”, uno degli inni del Cosenza Calcio scritto dal maestro De Lio e cantato da Tonino Lombardi. Aspettando il concerto di Brunori allo stadio. Ma non quello “nuovo” di Franz pennacchio: ci va benissimo quello di adesso ma senza patetici “padrini” politici o, ancora peggio, donne di… Atreju. Come sempre, a futura memoria.