Padrone e Sotto: il “centrosinistra” che si inchina alle cliniche
Nota stampa Potere al Popolo Catanzaro
Le affermazioni del dott. Puzzonia (“Già DG dell’AO di Cosenza e già DS dell’AO di Catanzaro” e storico esponente della “sinistra” catanzarese) non sono un’analisi storica, ma un “inchino” inaccettabile ad un sistema che confonde il diritto alla cura con il diritto al profitto.
Il messaggio è chiaro: l’obiettivo è garantire il fatturato, non la salute.
Citare le vecchie Mutue per giustificare l’attuale strapotere dei privati è un paradosso: il SSN del 1978 è nato proprio per superare il sistema caotico, diseguale e dispendioso delle casse mutue, istituendo il Fondo Sanitario Nazionale per superare quella frammentazione e liberare i cittadini da un sistema diseguale, garantendo a tutti il diritto alla cura, universalistico appunto, le cui risorse finanziare devono essere attinte dalla fiscalità generale.
Sostenere che non vi sia scandalo nel conflitto d’interessi in Commissione Sanità è un insulto alla logica.
Il messaggio è chiaro: l’obiettivo è garantire il fatturato, non la salute.
Citare le vecchie Mutue per giustificare l’attuale strapotere dei privati è un paradosso: il SSN del 1978 è nato proprio per superare il sistema caotico, diseguale e dispendioso delle casse mutue, istituendo il Fondo Sanitario Nazionale per superare quella frammentazione e liberare i cittadini da un sistema diseguale, garantendo a tutti il diritto alla cura, universalistico appunto, le cui risorse finanziare devono essere attinte dalla fiscalità generale.
Sostenere che non vi sia scandalo nel conflitto d’interessi in Commissione Sanità è un insulto alla logica.
Il dott. Puzzonia dovrebbe spiegarci come concilia la sua posizione con quella espressa dal segretario del suo partito, Sinistra Italiana, Pignataro.
Il dott. Puzzonia tenta maldestramente di ingraziarsi i “padroni delle cliniche” ricorrendo ad un paragone tanto sciocco quanto fuorviante: mette sullo stesso piano i medici di base e i grandi proprietari della sanità privata.
Si tratta di una mistificazione della realtà.
Il dott. Puzzonia tenta maldestramente di ingraziarsi i “padroni delle cliniche” ricorrendo ad un paragone tanto sciocco quanto fuorviante: mette sullo stesso piano i medici di base e i grandi proprietari della sanità privata.
Si tratta di una mistificazione della realtà.
C’è una differenza abissale tra un medico di famiglia, che è un lavoratore convenzionato che presta un servizio capillare sul territorio, e un imprenditore della sanità che gestisce capitali milionari.
Il medico di famiglia non decide i budget regionali né firma i contratti di accreditamento; il proprietario di una clinica che siede in Commissione Sanità, invece, si trova nella posizione assurda di poter scrivere le regole e decidere i finanziamenti che andranno a beneficiare le sue stesse aziende. Equiparare queste due figure serve solo a nascondere una verità scomoda: che si sta permettendo a chi “vende salute” di controllare chi la deve garantire.
Il medico di famiglia non decide i budget regionali né firma i contratti di accreditamento; il proprietario di una clinica che siede in Commissione Sanità, invece, si trova nella posizione assurda di poter scrivere le regole e decidere i finanziamenti che andranno a beneficiare le sue stesse aziende. Equiparare queste due figure serve solo a nascondere una verità scomoda: che si sta permettendo a chi “vende salute” di controllare chi la deve garantire.
La difesa del capitale che proviene da questo “centrosinistra” è l’ennesima testimonianza di una complicità con una casta che si arricchisce sulla sofferenza dei calabresi.
È intollerabile che mentre a Catanzaro la TAC del “Ciaccio” risulta ferma — quasi un silenzioso regalo alle strutture accreditate — ci venga propinata la favola della “integrazione”. Questa non è integrazione, è cannibalizzazione del pubblico a vantaggio del privato.
È ora di rivendicare una sanità totalmente pubblica e accessibile.
La salute è un diritto, non una merce da barattare. Ed è inaccettabile che proprio chi si dichiara “di sinistra” si affretti ad inginocchiarsi dinnanzi i potenti per aiutarli ad aumentare il profitto sulle nostre vite.
È intollerabile che mentre a Catanzaro la TAC del “Ciaccio” risulta ferma — quasi un silenzioso regalo alle strutture accreditate — ci venga propinata la favola della “integrazione”. Questa non è integrazione, è cannibalizzazione del pubblico a vantaggio del privato.
È ora di rivendicare una sanità totalmente pubblica e accessibile.
La salute è un diritto, non una merce da barattare. Ed è inaccettabile che proprio chi si dichiara “di sinistra” si affretti ad inginocchiarsi dinnanzi i potenti per aiutarli ad aumentare il profitto sulle nostre vite.









