CASALI DEL MANCO. Sete in Presila: Rubinetti a secco anche in inverno e la Politica si volta dall’altra parte
Sembra un paradosso, quasi una beffa: vivere ai piedi della Sila innevata, circondati da boschi rigogliosi, e non avere l’acqua per farsi una doccia o cucinare.
Eppure, a Casali del Manco, l’emergenza idrica è diventata la nuova, drammatica normalità in tutte le stagioni. Ma a far bollire il sangue dei residenti non è solo l’ormai quotidiano problema con cui fare i conti, quanto l’arrogante atteggiamento di persone che “giocano a fare gli amministratori” e che sono incapaci di ammettere i propri limiti e la loro scarsa attitudine alla risoluzione dei problemi.
Eppure ad oggi sono stati spesi già 1,5 MILIONI – mutuo complessivo di 2,5 MILIONI – per la captazione delle acque, ma nonostante ciò non sono stati in grado di risolvere il problema della carenza idrica che, da tre anni a questa parte cioè da quando amministrano loro, si è acutizzato in quanto oggi sono interessate dal problema anche località che in passato lo erano solo marginalmente.
Ma andiamo per ordine: 1) Durante l’ultima campagna elettorale, in una trasmissione televisiva su un’emittente locale, la futura sindaca dichiarò pubblicamente:”il problema dell’acqua con l’amministrazione Pisani 2.0 non esisterà più”.
2) Nel SETTEMBRE del 2024 si teneva un consiglio comunale straordinario durante il quale tecnici ed assessori, nella specie l’ing. Celestino e l’assessore Ferraro, il primo con la consueta saccenza, il secondo con il solito paternalismo ironico, assicuravano che il problema della carenza idrica sarebbe stato risolto entro il mese di DICEMBRE 2024.
3) Nel NOVEMBRE 2025 la sindaca, con il petto gonfio di orgoglio e con la commozione negli occhi, trasmetteva sui social un video in cui testualmente diceva che nei rubinetti dei casalini: “erano stati immessi 30 litri di acqua al secondo dalle sorgenti”.
In realtà, nonostante l’iniziale entusiasmo, qualcosa lasciava presagire che si trattasse solo della solita attività propagandistica ed in effetti, già dal giorno dopo la trasmissione del video, dalla pagina fb del Comune, si leggevano comunicati con cui si annuncia la chiusura dei rubinetti.
4) Difatti si è arrivati a GENNAIO 2026 e i rubinetti di Casali del Manco continuano ad essere a secco.
Amministratori incapaci di porre l’attenzione su questioni la cui risoluzione necessita dedizione, tempo e studio, orizzontalisti del presente che non sanno guardare al domani, come se il futuro fosse un concetto astratto che riguarda solo gli altri.
Amministratori, ci verrebbe da chiedere, ma quali amministratori?
La vicesindaco- fantasma DE DONATO che quando appare e se lo fa, arreca solo danni all’erario dell’ente.
RIZZUTI detto anche “l’assessore sì, sì” che fa su e giù da Modena per mantenersi il posto di lavoro e poco del suo tempo dedica ai problemi della cittadinanza che amministra. L’assessore FERRARO non pervenuto, un personaggio, che ha come unico scopo esistenziale il “sacro” giorno dell’accredito dello stipendio ma che invece, se avesse un minimo di coscienza, dovrebbe dimettersi seduta stante, viste le promesse non mantenute proprio sul tema idrico (consiglio comunale straordinario del 17/09/2024).
La LEONETTI che vive nel suo regno, la biblioteca, dove ha sistemato amici e parenti.
E mentre costoro sono impegnati ad inscenare inutili teatrini, con la sindaca che organizza conferenze, monologhi, durante i quali si autoincensa per i suoi successi, i cittadini sono stremati, le famiglie con bambini e ammalati non riescono a gestire l’emergenza continua ed i casalini tutti impossibilitati a fronteggiare la carenza idrica.
Eppure l’acqua è un bene pubblico. Chi si dichiara di sinistra, dovrebbe abbracciare e fare sua questa idea, per garantire alle attuali generazioni e a quelle future il godimento di questo bene fondamentale.
Un concetto, questo, che dovrebbe andare oltre la semplice gestione idrica: tocca i diritti umani fondamentali, la democrazia e il rapporto tra cittadino ed Ente.
L’emergenza idrica a Casali del Manco non è più tollerabile, i cittadini non si dissetano ascoltando inutili scuse o promesse irrealizzabili.
È ora di smettere di guardare alla questione idrica in termini emergenziali ma piuttosto iniziare a considerare l’acqua una risorsa del territorio.
Il tempo della superficialità è scaduto, basta progetti inutili come quello del gas radon o della navetta sociale, basta accendere mutui anche per eseguire lavori ordinari, i casalini pretendono competenza e responsabilità.









