Catanzaro-Cremonese, molto più di attacco contro difesa

La doppia sfida della semifinale playoff tra Catanzaro e Cremonese parte stasera al Ceravolo per concludersi sabato 25 maggio allo Zini e che vive di un equilibrio sottilissimo.

Il doppio 0-0 della stagione regolare non riesce a raccontare fino in fondo la complessità della gara, anche a livello tattico. In primis perché i grigiorossi hanno sfidato i calabresi in due momenti complessi: alla prima di campionato, quando in panchina c’era ancora Davide Ballardini, e nel momento forse più delicato della gestione di Giovanni Stroppa.

Quel che è certo che di fronte ci sono due squadre che vogliono gestire il pallone, con un possesso medio che oscilla tra il 56% grigiorosso e il 57,5% dei giallorossi, le due squadre al vertice della categoria sotto questo aspetto. Il controllo della sfera, però, sembra essere utilizzato in modo differente, quasi opposto.

A mostrarlo, in parte, sono anche i numeri relativi ai passaggi filtranti, che aiutano a spiegare (seppure non in modo esaustivo) quanto una formazione riesca ad attaccare in modo diretto. In questo aspetto il Catanzaro ne tenta in media uno più a partita della squadra di Stroppa, che in termini pratici significa provare un passaggio capace di superare l’ultima linea avversaria, e quindi potenzialmente liberare un uomo solo davanti al portiere. Una differenza che si sostanzia anche in sette posizioni di distanza in questa speciale classifica, a favore dei calabresi.

Al contrario della vocazione verticale del Catanzaro, c’è una Cremonese che ama progredire più a piccoli step. Una differenza che emerge anche dal confronto dell’intensità nel pressing che vede i grigiorossi al terzo posto e i calabresi nelle ultime tre della B, segno di come i giallorossi amino difendersi bassi per giocare in ripartenza.

La vocazione delle due squadre si traduce anche attraverso i numeri di attacco e difesa. Quest’ultima punto forte di una Cremonese che è risultata essere la meno perforata della stagione regolare, mentre la capacità realizzativa ha tenuto in alto la formazione di Vivarini, anche nel primo turno playoff.

Se è vero che a livello di gol segnati i giallorossi sono in vantaggio (59-50), non così in termini di occasioni create sia per quantità (14,22 tiri ogni 90’ per i grigiorossi, quasi tre in più dei ragazzi di Vivarini) che di qualità (64,30 expected Goals*, quasi 15 punti in più degli avversari). Il Catanzaro, a differenza, della Cremonese, ha overperformato in termini realizzativi, segnando più di quanto prodotto, mentre i girigiorossi troppo spesso non sono riusciti a concretizzare la mole di chance costruite.

Al tempo stesso, a dispetto di un atteggiamento più conservativo e basso in fase difensiva, il Catanzaro ha subito 18 reti più dei grigiorossi nel campionato regolare. Non solo: i calabresi subiscono di media circa due tiri a partita più della Cremonese.

La doppia semifinale tra Cremonese e Catanzaro si giocherà dunque su caratteristiche peculiari, che in stagione regolare hanno prodotto un doppio pareggio a reti inviolate, ma che possono dare vita a gare interessanti, anche dal punto di vista tattico. Per i grigiorossi, in particolare, potrebbe essere l’efficacia nel pressing e la conseguente capacità di proteggere la linea di difesa, la chiave per limitare le ripartenze calabresi (l’arma preferita degli uomini di Vivarini), mentre una presenza costante nella metà campo avversaria potrebbe logorare la tenuta di un Catanzaro che ha dimostrato di non essere impermeabile.