di Riccardo Colao
Fonte: L’Italiano
PRIMO TEMPO – Frosinone-Catanzaro, stadio Stirpe. Arbitra Dionisi. Aquile in tenuta bianca con bordi rossi e niente gialli (insomma una specie di tenuta barese) e “Leoni” nella tradizionale casacca “gialla” con risvolti azzurri. Si parte con un minuto di raccoglimento in memoria delle vittime in Svizzera nella tragedia della notte di San Silvestro. Il silenzio assoluto e un applauso rende onore alla memoria degli sfortunati adolescenti.
Parte bene il “Catanza” che dimostra di non subire timori reverenziali nei riguardi della “capolista”. Primi tiri in porta di marca catanzarese. Ci prova subito un mobilissimo Pittarello con il destro al 2′. Al 5′ scorre un brivido per i tifosi giallorossi: l’errore di Petriccione favorisce Vernazze ma il suo tiro va oltre la traversa. All’11’ scambio Iemmello, Pittarello e ancora Iemmello col pallone che finisce di poco a lato. Al 17′ un parapiglia in area protetta da Pigliacelli … il batti e ribatti però non produce null’altro che qualche sussulto e tante grida dagli spalti con Antonini che sbarra la strada del gol quasi sulla linea di porta.
Oseremmo dire che le emozioni siano affidate a qualche imprecisione nei passaggi da una e dall’altra sponda. Al 25′ Pigliacelli sbroglia la matassa dopo un guizzo offensivo di Raimondi e immediatamente dopo rileviamo il calcio piazzato di Calò che va a spegnersi sulla sinistra di Pigliacelli. Al 29′ è un retropassaggio di Iemmello che rischia di aiutare il Frosinone tuttavia c’è sempre lui, il super Pigliacelli a non far passare “lo straniero”. Campanello d’allarme che trilla per le Aquile molto eleganti nei fraseggi e che a tratti appaiono distratte. Al 32 lo zar tenta di farsi perdonare l’ingenuità che poteva costare caro ma il colpo mancino (impiega il sinistro) non gli riesce e la sfera s’invola più in alto della traversa. Tre minuti più tardi è il frusinate Cichella a restituire la cortesia con un’azione identica. Le reti continuano a restare inviolate nonostante la mole di gioco e i tentativi come quello di Pittarello che va a scontrarsi con Palmisani e spreca l’ennesima grand’opportunità. Negli ultimi minuti annotiamo un corner (il primo) per il Catanzaro, un fallo di mano in area non preso in considerazione da Dionisi (e neppure dal Var) e l’ammonizione per Pontisso. Il minuto di recupero non aggiunge nulla di più al primo tempo che ha divertito ed emozionato pur non concedendo nessun gol.
E qui ci sarebbe da aggiungere qualcosa sulle squadre che producono panna montata e non perforano le reti. Un po’ come “il tirar seghe ai grilli” (Gianni Brera dixit) operatività che non produce vittorie. Che dire? Menzioni speciali per Frosinini, Favasuli, Antonini e Brighenti. Bene Cassandro e Cisse. Grande impegno per Iemmello, per Petriccione e qualche ingenuità per Pittarello che comunque va premiato. Pigliacelli (che tra l’altro qui a Frosinone lo ricordano tutti per via della promozione con la quale acquistò anche la cittadinanza onoraria) è sempre una garanzia. Il risultato ad occhiali? Va bene lo stesso. Non era e non è una gara facile da vincere per nessuno e sia Aquilani che Alvini non vogliono perderla. Dagli altri campi arrivano risultati come quello del Venezia che è in vantaggio allo stadio del Tricolore sulla Reggiana per 2 reti ad una. Stante così le cose, i lagunari si troverebbero ad un punto dal Frosinone. La situazione potrebbe spingere Alvini ad osare. Non sappiamo se ciò potrà essere o meno un vantaggio per Aquilani, ma bisognerà tenerne conto…
SECONDO TEMPO – Si riparte dopo quasi quindici minuti di “chiacchiere e pinzillacchere” in tribuna come negli spogliatoi e bastano 30 secondi per far scaturire scintille per un fallo su Brighenti. Per i ciociari si pongono in evidenza Oyono e l’ex Koutsoupias ma solo per le botte che somministrano ai difensori: Brighenti è costantemente preso di mira. Dionisi vigila e parla a muso duro ma di cartellini gialli nemmeno l’ombra dello sventolio. Al 51′ è ancora Pittarello su input di Cisse a tentare la via del gol… lui calcia … il bersaglio non lo trova facilmente. Tre minuti più tardi è Iemmello a spingersi quasi a tu per tu con la retroguardia ciociara ed a sparare a botta sicura dall’altezza del dischetto di rigore…Palmisani intuisce e neutralizza; poi sulla respinta è ancora Pittarello a mangiarsi un gol fatto. Roba da non credersi. La lista nella saga delle occasioni mancate inizia a farsi preoccupante.
Al 58′ quelle gran brave persone che vivono di Var richiamano Dionisi per segnalare l’intervento di Frosinini che nel tentativo di difendersi alza troppo la gamba destra alla maniera degli atleti di kung fu. Come volevasi dimostrare il richiamo si tramuta nell’espulsione per Frosinini e il “Catanza” si ritrova in dieci al 58′. L’inferiorità numerica produce nella gestione arbitrale una serie di decisioni del tutto sballate che penalizzano ulteriormente la formazione di Aquilani. Rispoli entra al posto di Iemmello e Verrengia subentra a Pontisso. Queste le mosse del mister giallorosso che è costretto necessariamente far di necessità virtù.
Al 67′ la pressione del Frosinone frutta il primo corner per i padroni di casa che tentano di sfondare il bunker aquilano. Ovvio che nelle condizioni in cui si trova la formazione giallorossa anche lo spettacolo cala vistosamente e comincia a tirare un venticello che punta tutto sul finale nella gestione del pallone. Importante il possesso palla e soprattutto far trascorrere i minuti limitando l’aggressività. Al 71′ la girata al volo di Raimondo concede a Pigliacelli di spiccare il plateale e spettacolare volo d’angelo che evita la rete ma non il corner. Alvini ne profitta per maturare tre cambi. Richiama gli ammoniti Calvani e Oyono assieme a Vernazze e getta nella mischia energia fresca per l’assalto finale.
Al 74′ è Favasuli che se ne va con una piroetta e punta diritto verso la porta ciociara; Cittadini intuisce il pericolo e lo falcia. Dionisi è obbligato ad ammonirlo e a concedere la punizione dal limite della lunetta. Calcia Petriccione, la palla è respinta dalla barriera, lui ci riprova ma il tiro giunge sbilenco e Palmisani gestisce. La verità è che anche in inferiorità numerica il “Catanza” non molla e lotta come se fosse ancora al gran completo. Dionisi che francamente (detto tra noi) sta arbitrando molto male: interpreta le pause come tentativi di rubare secondi e consegna “gialli” nemmeno fossero libri di narrativa…cagionando una pressione psicologica che è deterrente per le micce catanzaresi
Poi un corner (anche qui attribuito e non veritiero) ben battuto consegna al Frosinone la palla del vantaggio all’ex Monterisi che di testa supera Antonini e si aggiudica il gol del vantaggio. Ci sono due calciatori del Frosinone che stazionano al di là della linea dei difensori catanzaresi ma qui il VAR si addormenta e il gol è convalidato. Mancano nove minuti al termine del tempo regolamentare ed è un peccato perché i giallorossi non meriterebbero di perdere, almeno per quello che abbiamo visto in campo. Undici contro undici le cose non sarebbero andate in tal verso. Non si comprende come ma il minutaggio per il recupero è un “regalo” di sette minuti. 420 secondi che francamente non si sono mai sprecati. Ne sarebbero bastati due o tre ma è evidente che qualcuno con la coscienza sporca tenta di metterci del suo e non si comprende se a vantaggio o a svantaggio del Catanzaro. Poi lo si capisce bene quando a tempo scaduto va in rete in contropiede Ghedjemis e si chiude sul 2 a 0!.
CONCLUSIONI – Conclusa la prima trasferta in terra ciociara – purtroppo con la battuta d’arresto si volta pagina e si pensa già a quella lagunare. Il Venezia attende l’arrivo delle Aquile al “Penzo”. Reggiana-Venezia si è conclusa sul risultato di 1 – 3 e quindi la situazione in classifica è ora la seguente: Frosinone 41 e Venezia 38. Il banco di prova dello Stirpe non è stato superato come si sperava e non certo per demerito dei ragazzi di Aquilani. Il “Catanza” resta pur sempre in zona playoff e l’importante sarà non affondare nelle gelide e scure acque della laguna contro una formazione che nel girone d’andata è stata battuta e domata. Per il Frosinone ci sarà tempo e modo per regolare i conti al Ceravolo! Dal “Benito Stirpe” è tutto. Un pochino “inkazzati” (a dire il vero)…comunque e sempre… Giallorossamente vostro
Riccardo Colao









