Catanzaro. Ma perché Fiorita si appiattisce sul presidente parassita?

Il primo Capodanno Rai è stato celebrato (visto che ormai si tratta di… una funzione!) tre anni fa a Crotone e servì a Occhiuto per portare il sindaco Voce sotto i vessilli del suo potere. Il secondo Capodanno Rai si è celebrato invece a Reggio Calabria ed è servito a Occhiuto per incoronare Francesco Cannizzaro nuovo caudillo della città (anche se non è per niente certo che ci riesca). Il terzo Capodanno infine si è svolto da pochi giorni a Catanzaro ed è servito a Roberto Occhiuto per tentare di mettere le mani sulla città, in vista delle prossime elezioni comunali, designando il fido Filippo Mancuso come uno dei probabili papabili al trono.

Quello che sfugge anche alle analisi politiche più benevole é sul perché il sindaco Nicola Fiorita abbia assunto una postura da esecutore svolgendo un ruolo da vassallo nei confronti del presidente di regione.

Giuseppe Falcomatà, in occasione del Capodanno Rai dell’anno scorso, ha mantenuto una dignità che la carica di primo cittadino gli imponeva, trattando da pari a pari con Occhiuto il parassita. All’epoca mise in piedi un programma di iniziative comunali, dall’albero super tecnologico allo spettacolo dei droni sullo Stretto, di cui nel bene e nel male si parló rendendolo protagonista.

Invece, quest’anno, Nicola Fiorita ha sposato una linea di appiattimento totale sul Capodanno Rai esaltandone in ogni circostanza l’importanza per il futuro della città. Non vogliamo dire che doveva arrivare a rifiutare l’evento. Ma arrivare a descriverlo come di un evento storico per il futuro della città ce ne corre. Per due buonissimi motivi: il primo è che facendo così ha dato un attestato alle politiche e alle scelte di Occhiuto. Il secondo è che ha caricato di attese benefiche un evento che già in premessa aveva tutte le caratteristiche per essere un fattore di critica e di divisione nell’opinione pubblica cittadina.

Nicola Fiorita si è attirato le critiche di mezza città per non aver saputo imporre soluzioni equilibrate.
I commercianti di Catanzaro centro sono incazzati neri con lui. Anche quelli di Lido si aspettavano chissà cosa dalla serata. A Catanzaro centro mai si era visto un Capodanno così triste. Basti pensare che il mercatino di Natale su Corso Mazzini è stato sbaraccato il 31 mattina e i localini del centro hanno dovuto mettere un po’ di musica a proprie spese per attirare qualche anima viva la notte del nuovo anno. Mai una notte di Capodanno così desolante. Non si capisce perché, ai due maxi schermo piazzati a Giovino, non si sia pensato ad un altro da mettere in piazza Prefettura per ravvivare il centro storico che avrebbe anche portato ad un maggiore coinvolgimento dei cittadini del centro e ad una minore ressa a Lido, anche se le presenze sono state minori rispetto alle attese.

In questo modo si è arrivati all’assurdo che Roberto Occhiuto si prende le lodi, e non sappiamo di cosa, e Nicola Fiorita fa da parafulmine alle scelte al minchiam del presidente di regione sposandole acriticamente. Eppure Nicola Fiorita avrebbe dovuto ricordarsi dell’altra iniziativa farlocca che Roberto Occhiuto ha affibbiato alla città di Catanzaro per anni. Stiamo parlando del grande festival del cinema, il Magna Magna Graecia Festival dell’amico GianMelo Casadonte che per anni si è svolto sul lungomare di Lido senza vedere arrivare un turista in città attirato dall’evento. Solo dopo anni, capita la “sòla”, il festival è stato costretto a traslocare a Soverato. Forse anche in conseguenza della perdita del suo ideatore GianMelo Casadonte della direzione del teatro Politeama. Naturalmente le nostre sono solo opinioni anche se basate su fatti precisi. Per non parlare del suo silenzio assertivo sulla presunta inaugurazione della Metropolitana di cui Occhiuto si è preso tutti i meriti anche se fu pensata ai tempi di Agazio Loiero.

Per completare la frittata Nicola Fiorita non trova di meglio che prendersela con un giornalista di Fanpage che ha osato criticare il Capodanno Rai definendolo una parodia della tv russa esiliato a Catanzaro. Non l’avesse mai detto, Fiorita si è inalberato per l’orgoglio dei catanzaresi ferito a morte. Ha preso il telefono ed ha cazziato personalmente il direttore di Fanpage vantandosi della correzione parziale dell’articolo. Qualcuno di Catanzaro controvento, paladini della democrazia e della libera informazione, gli faccia presente che si chiama censura.

Nicola Fiorita farebbe bene a riflettere su queste considerazioni e ad effettuare un cambio di passo alla sua amministrazione. Ci creda: non è copiando Roberto Occhiuto nella sua politica dello spettacolo che sarà riconfermato sindaco della città. Non è con il Capodanno Rai, o con la tappa del Giro d’Italia o con il concerto di Jovanotti che conquisterà il consenso dei cittadini. Pensi ai problemi concreti dei quartieri periferici abbandonati a se stessi e si confronti con la gente comune uscendo dal suo cerchio magico. PS A proposito, farebbe meglio il sindaco Fiorita a trovare un po’ di tempo per far finire al più presto i lavori presso la biblioteca comunale De Nobili che da mesi non si può richiedere manco un libro in prestito.