Calabria 2021, Roberto Occhiuto: il re dei parassiti (sociali). 10 anni in Regione, cosa ha fatto?

Tra i personaggi che suscitano più ribrezzo fra quelli che circondano il plurindagato e il superindebitato sindaco fallito Mario Occhiuto, al primo posto c’è il fratello Roberto, che qualcuno chiama anche Fra’ Gaudenzio, candidato designato per il centromafia, scusate centrodestra, alla Regione Calabria.

Definirlo un parassita sociale è poco. Non rende “giustizia” alla schifezza umana che rappresenta, e allo squallore che incarna. Robertino è un personaggio privo di etica sociale, e disconosce completamente il significato della “morale politica”. Roberto è stato il primo della famiglia Occhiuto a capire che con la politica si mangia, eccome se si mangia! Al pari di suo fratello Mario è incapace a procurarsi da vivere, per se e per la propria famiglia, attraverso un onesto lavoro. Roberto è una vita che campa sulle spalle dei cittadini o sulla “vigna” (visto che si tratta di produzione di vino) di qualche minchione massone che lo finanzia. Il parassita sociale di cui sopra ha sempre sfruttato e strumentalizzato la gente con la scusa della politica, come fa la sanguisuga con la sua vittima: si attacca al corpo “e tannu u lassa quannu sa sucatu tuttu u sangu”. Un incrocio tra un broker politico e un incantatore di serpenti. Perché è sul bisogno della gente che ha costruito la sua carriera politica. La falsa promessa e la menzogna sono le sue armi preferite. Strumenti che ha imparato ad usare dopo tanti anni da “seminarista al servizio di certo clero”.

A vederlo non si direbbe che dietro quel faccino da chierichetto, da bravo ragazzo della porta accanto, si nasconde, in realtà, un feroce affamatore di popolo. È la rappresentazione plastica della banalità del male. Il classico frustrato che predica bene in pubblico e razzola male in privato. Robertino come Mario è un fallito. Lavorativamente parlando non ne ha azzeccata una. E come Mario si è riempito di debiti per via della loro propensione alla bella vita: macchinoni, piscina, viaggi, ville e attici. Ma la bella vita costa e il misero stipendio da parlamentare non basta neanche a pagare le bollette. Tant’è che come Mario, anche Roberto, è un assiduo frequentatore del tribunale fallimentare. Chi li conosce intimamente di loro dice: sono sempre alla ricerca di denaro. Da qui la necessità di utilizzare la politica come strumento per ripianare la loro disastrosa situazione economica.

Roberto è stato l’ispiratore segreto della candidatura di Mario alla presidenza della Regione Calabria, salvo poi proporre la povera Santelli e adesso proporsi lui stesso per quella che è a tutti gli effetti l’ultima spiaggia per la famiglia Occhiuto. Ed è qui che viene fuori tutto lo squallore umano e politico di quest’uomo che pensa di nascondere il suo marciume dietro qualche abitino firmato, o di eliminare la puzza di profittatore con qualche goccia di costoso profumo. Da quando è partita la loro privata campagna elettorale per le regionali, Fra’ Gaudenzio non fa altro che parlare dei danni prodotti da chi ha amministrato la Calabria nelle ultime legislature.

Quello che dimentica di dire, però, è che dal 2000 al 2010 lui ha bivaccato come consigliere di maggioranza prima, e come vicepresidente del consiglio regionale dopo, negli uffici della Regione. Dieci anni trascorsi da politico, prima di Forza Italia e poi Udc, alla regione che evidentemente, Fra’ Gaudenzio ha dimenticato, ha cancellato, ha rimosso. Quali sono state le sue azioni politiche in quegli anni (non parliamo del secolo scorso, ma di qualche anno fa) per la Calabria e i calabresi ci piacerebbe lo dicesse nei suoi penosi comizi. Cosa ha fatto per la sanità, per i trasporti, per i lavoro, per l’ambiente, per le infrastrutture. Ve lo diciamo noi cosa ha fatto: è rimasto per dieci anni chiuso nel suo ufficio insieme all’allora fido segretario Giuseppe Cirò, a sbrigare pratiche agli amici degli amici a prezzo fisso: 20% di commissione. Tant’è che tutti gli impiegati, i funzionari e i dirigenti regionali li chiamavano, come ha ricordato Katya Gentile in un suo scritto, mister 20%. Questo ha fatto, ed oggi se la sanità è allo sfascio, se i trasporti non funzionano, se la Calabria è ultima su tutto, la colpa è degli altri. Lui non c’entra. Quando c’era lui in Regione, tutto andava bene: la sanità funzionava, la disoccupazione non esisteva, e i treni arrivavano in orario. Ecco, la prossima volta che appare in pubblico a dire che la Regione Calabria è allo sbando, qualcuno glielo ricordi.