Cosenza. Il totocommissario porta dritti a De Salazar: il colletto bianco giusto per affondare l’Asp! Pasqua fuori dai giochi: è incompatibile

E’ una domenica di passione per il mondo della sanità cosentina, che si appresta a “salutare” con un bel calcione nel sedere uno dei peggiori colletti bianchi della paranza: Antonio Graziano, Antonello per gli amici e Strafalaria per i “nemici”. Trasformista della peggiore specie, intrallazzino e traffichino fino al midollo, pedina essenziale per le manovre della malapolitica della quale è espressione a tutti i livelli e per tutte le cricche. Occhiuto gli ha dato una settimana per “sistemare” le carte e levarsi dai coglioni perché porta sbirri e guai in attesa di tornarsene da dove è venuto e cioè a Crotone. In questi 4 anni ha avuto tutto quello che si poteva avere: è stato addirittura elevato al rango di direttore generale con un concorso truccato e senza titoli, ha fatto mangiare clienti, parenti, amici, fidanzate e chi più ne ha più ne metta con i soldi dei calabresi, ha dato il via a tragicomiche transazioni milionarie con la famigerata banca milanese BFF ed è indagato dalla procura di Milano. Insomma, di tutto di più!

Ora si cerca il suo sostituto e il nostro ragionamento logico, purtroppo, porta ad una sola soluzione. Il primo a tirarsi fuori è stato il volpone Capristo. Il primo a essere “eliminato” è Pasqua. Il genero di Pino Pasqua ha rapporti di lavoro con l’Asp nel settore software di gestione di programmi. Lavora per la Gensan, azienda che ha in corso appalti milionari con l’Azienda sanitaria cosentina. Pasqua di conseguenza è incompatibile con la nomina a commissario dell’Asp. A meno che non voglia far “licenziare” il genero. Giovanni Bisignani, indicato da Capristo, sta per andare in pensione. Neanche l’attuale primario di Cardiologia all’ospedale di Castrovillari può essere nominato. Martino Rizzo viene scartato perché darebbe troppa forza al cognato, il parlamentare di FdI Rapani. Ne resta solo uno: l’attuale commissario dell’Azienda Ospedaliera Vitaliano De Salazar. Nel suo curriculum campeggiano 29 milioni di euro di debiti all’Annunziata nel 2024, ma soprattutto un milione e 300 mila euro di consulenze non sanitarie: è l’uomo giusto per affossare anche l’Asp di Cosenza.