Cosenza. Occhiuto, Guarascio e quei conti che non tornano

foto FRANCESCO ARENA - GAZZETTA DEL SUD

Dopo la promozione in Serie B del 2018, negli ambienti sportivi (ma anche politici) della città di Cosenza si discuteva molto della “guerra” scoppiata tra il sindaco Occhiuto e il presidente del Cosenza Calcio Guarascio per la gestione dello stadio “Gigi Marulla”. Occhiuto, in particolare, si era “ricordato” nell’estate 2019 che il patron dei Lupi gli doveva versare un po’ di soldini e non aveva perso l’occasione per rinfacciare al suo amico tutta una serie di sgarbi ricevuti. Guarascio, dal canto suo, aveva ricordato al cazzaro la figura di cacca interplanetaria di Cosenza-Verona e c’era stato addirittura bisogno del presidente della Lega di Serie B per fare da mediatore tra i due “amici” che non si parlavano più. Poi è passata un po’ d’acqua sotto i ponti e con qualche mediazione provvidenziale il rapporto tra i due era stato ricomposto, al punto che oggi Occhiuto potrebbe infierire sul Guarascio “retrocesso” ed invece gli tende addirittura una mano per “ripescarlo”.

A nostro modestissimo avviso, però, c’era qualcosa che non tornava in quella “guerra improvvisa” e le motivazioni non possono che essere ricercate nei rapporti professionali e affaristici tra i due, che – come tutti sanno – mettono in ballo milioni e milioni di euro e quando ci sono soldi di mezzo si mettono in discussione anche amicizie consolidate. Per non parlare di quando – magari – su quei soldi hanno messo gli occhi anche la magistratura e le forze dell’ordine. Fatto sta che oggi, con il dissesto finanziario del Comune di Cosenza acclarato da tutti, i lavoratori dell’azienda di Guarascio spesso e volentieri non possono ricevere puntualmente gli stipendi perché il Comune non paga e la “tarantella” dello scaricabarile delle colpe (ovviamente sulle spalle di chi lavora) va in scena quasi ogni mese.

Se a Cosenza ci fosse stata un’opposizione seria, non c’è dubbio che avrebbe scavato a fondo sul legame torbido e oscuro tra il sindaco della città e il titolare dell’appalto per i rifiuti, che per uno “strano caso” è anche il presidente della squadra di calcio. Roba che “La Piovra” sembra quasi una storiella da dilettanti.

Ma dove si è visto un rapporto più insanamente organico tra il sindaco di un comune e il presidente di un club concessionario dell’azienda che fa la raccolta dei rifiuti? Su questo avrebbero dovuto riflettere anche i tifosi rossoblu. Siamo dunque davanti a un caso oltremodo inusuale. Sappiamo bene che il tifo annebbia – per usare un eufemismo – ma poi non ci lamentiamo se viviamo in una società marcia.

E allora, visto che anche nel giornalismo e più in generale nel mondo dei media, l’omertà si taglia a fette, proviamo noi – come al solito – a fare un po’ di chiarezza. Non perché confidiamo nell’intervento di qualcuno (ché tutti sappiamo che al posto della procura qui a Cosenza abbiamo il porto delle nebbie!) ma giusto per amore di verità.

Il presidente (reduce da interdizione per un anno per corruzione) del Consorzio Valle Crati Maximiliano Granata è uno che ci tiene molto alla legalità. Un giorno sì e l’altro pure, se non gli garba quello che dici o quello che scrivi, ti dice o ti manda a dire che ti denuncia in procura…

Eh sì, perché in procura ci lavora la moglie, il giudice Lucia Marletta, bravissima persona, per carità, ma con un marito quantomeno imbarazzante. Talmente imbarazzante che da paladino della legalità è stato interdetto dai pubblici uffici per un anno con le pesanti accuse di abuso d’ufficio, corruzione elettorale e anche turbativa d’asta. Sì, perché alla procura di Cosenza, nonostante i pianti amari della Marletta, non hanno potuto fare a meno di “vedere” che suo marito ha fatto di tutto per “turbare” la gara del 2011 per la gestione dei rifiuti, vinta da Ecologia Oggi ovvero l’azienda del presidente del Cosenza Calcio Eugenio Guarascio. 

All’epoca, Granata non era ancora il numero uno del Consorzio Valle Crati, ma era lì in agguato, pronto a scalzare prima Alessandro Tenuta (sindaco di Marano) e poi Marco Oliverio (sindaco di Pedace). Non riuscendoci, ha provato in mille modi a inficiare quella gara, che poi Ecologia Oggi vinse nella primavera del 2011.

Un paio d’anni dopo, invece, a Granata il blitz al Valle Crati riuscì e da allora si è “impegnato” con tutte le sue forze, ancora una volta, per creare problemi ad Ecologia Oggi ed al suo patron Eugenio Guarascio. Che nel frattempo, dall’estate del 2011, era diventato anche il presidente del Cosenza Calcio dopo l’ennesimo, disastroso fallimento. Occhiuto, infatti, appena vinte le elezioni, gli aveva subito affibbiato la patata bollente, visto che il signor Guarascio era (ed è) il titolare di un meraviglioso appalto da 8 milioni all’anno.

18 settembre 2015

Nel cantiere di via Popilia, che ospita la base operativa di Ecologia Oggi, c’era una forte agitazione. Ormai da mesi andava avanti un duro scontro tra l’azienda del patron Eugenio Guarascio e del suo braccio destro Rita Scalise e i lavoratori.

I consiglieri di opposizione dell’epoca, Giuseppe Mazzuca, Sergio Nucci ed Enzo Paolini, avevano denunciato che l’azienda avrebbe avuto intenzione di sostituire personale proprio e in servizio da tempo con nuovi lavoratori provenienti dalla città di Lamezia Terme.

Il feeling tra le tute gialle e Guarascio era finito da tempo. La goccia che aveva fatto traboccare il vaso? Non c’è dubbio. A marzo 2015 era emersa in tutta la sua gravità una questione spinosa. Parliamo della presunta irregolarità tra quanto dichiarato da Ecologia Oggi a titolo di pagamento degli stipendi e quanto effettivamente percepito dalle tute gialle.

Maximiliano Granata era stato il primo a denunciare profili illegali su tutta la matassa, riferendone in maniera ufficiale in due diverse sedute della Commissione Controllo e Garanzia.

Granata era arrivato anche alla decisione di bloccare i trasferimenti delle risorse finanziarie da destinare a Ecologia Oggi per la copertura dei costi del personale se non avesse ricevuto delucidazioni precise da parte della proprietà. Da allora però non ha più insistito sulla questione.

LA SEDUTA DELLA COMMISSIONE

Ma lasciamo che a parlare sia proprio Granata, il quale, nel corso di una delle due sedute della Commissione Controllo Garanzia, ha dichiarato: “… Abbiamo sempre sollevato questo problema e pertanto vogliamo fare chiarezza. Il 5 febbraio 2014 scrivevo a Ecologia Oggi per acquisire formalmente la dotazione organica al momento della sottoscrizione dell’appalto., la dotazione organica attuale, il personale assunto alla data della stipula del contratto e così via. Mi è stato consegnato un progetto con l’elenco dei dipendenti relativo ai soli anni 2011 e 2012, con l’omissione dell’elenco inerente l’anno 2013. Peraltro, si tratta di documenti che rimangono del tutto inefficaci e privi di validità perché non c’era nessuna firma, né da parte del rappresentante legale Eugenio Guarascio né da parte dell’amministratore delegato. Abbiamo anche chiesto la documentazione rispetto alle persone licenziate e decedute ma non abbiamo ricevuto nulla. In sostanza, ci sono stati forniti solo prospetti presunti e non certo il costo reale sostenuto dall’azienda”.

Eppure, Granata era stato pesantissimo: “Paghiamo 5 milioni 500mila euro a Ecologia Oggi per 137 dipendenti ma i costi reali che sostiene l’azienda sono circa 4 milioni 500mila euro”.

Secondo Granata, dunque, Ecologia Oggi avrebbe percepito in maniera molto dubbia circa un milione di euro in più rispetto al dovuto.

Voci sempre più insistenti e ormai dilaganti riferiscono che esiste un prospetto presentato da Ecologia Oggi nel quale sono annotati gli stipendi dei lavoratori, che però stranamente non corrispondono ai Cud rilasciati dalla stessa azienda per la dichiarazione dei redditi.

“… Il ruolo del Consorzio Valle Crati – dichiarava Granata davanti alla Commissione Controllo e Garanzia – è quello di tutelare i lavoratori. Il Comune di Cosenza paga 5 milioni 500mila euro per 137 unità. Serve un controllo sul dato di partenza e anche il ruolo della Commissione è quello di controllare per verificare se corrisponde al reale costo del personale. Dalle carte in nostro possesso abbiamo potuto notare sensibili differenze retributive tra il costo e quanto si è effettivamente percepito…”.

Non mancano gli esempi. “Per esempio, un lavoratore avrebbe percepito 15mila euro all’anno in più di quanto percepito realmente. Queste somme devono andare ai lavoratori e se il Comune di Cosenza sborsa soldi in più, è bene che i dipendenti ne siano al corrente…”.

Se fosse vero quanto dichiarato da Granata, saremmo stati davanti a un caso evidente di appropriazione indebita da parte di Ecologia Oggi. Eppure Granata, che di solito “minaccia” sempre esposti e denunce in procura, non ha fatto nessun passo ufficiale.

Le tute gialle lo hanno capito e hanno iniziato ad attaccarlo frontalmente. E lui, il prode Granata, che faceva e che fa? Si nascondeva e si nasconde dietro un dito?

21 ottobre 2015

Questo è il testo di un volantino che girava all’interno del cantiere di via Popilia di Ecologia Oggi il 21 ottobre 2015. E che spesso in questi anni è tornato di grande attualità.

Ecco il testo integrale del volantino.

Oggi è tutto chiaro leggendo le pubblicazioni sul giornale Iacchite’. Finalmente si capisce il complotto ordito nella nostra azienda contro le tute gialle.

Resta da capire se Ecologia Oggi è vittima oppure carnefice.

Procediamo con ordine.

Sin dall’inizio abbiamo sentito puzza di bruciato quando il presidente del Consorzio Valle Crati Maximiliano Granata aveva denunciato in Commissione Controllo e Garanzia al Comune che Ecologia Oggi “rubava”. Però stranamente non ha presentato nessuna denuncia in procura.

Maximiliano Granata,e Occhiuto

Nel frattempo diverse fatture sono state bloccate all’azienda e sono iniziate le classiche multe per vari disservizi, chiaramente artefatti, alzando sempre più il tiro verso lo spazzamento.

Seppure il servizio sia svolto da anni dalle tute gialle, vari presidenti delle cooperative hanno lasciato intendere che l’amministrazione Occhiuto avrebbe fatto di tutto per far assegnare il servizio a loro. E infatti, parte una serie impressionante di contestazioni da parte dell’azienda alle tute gialle. Lavoratori che hanno dato il massimo contribuendo al raggiungimento di obiettivi importanti per la raccolta differenziata e regalando anche al Comune il titolo di “riciclone”.

Ma qualcuno, insieme al Comune, dice che bisogna licenziare più di 20 lavoratori per pianificare le assunzioni di 25 dipendenti delle ex cooperative del Comune transitati in Ecologia Oggi.

I lavoratori licenziati, tuttavia, hanno vinto le cause di lavoro e sono stati reintegrati quasi immediatamente.

Tracciato questo disegno contro le tute gialle, oggi dopo quanto ha scritto Iacchite’ riguardo alcune intercettazioni nelle quali un esponente di un clan affermava che “le cooperative erano un affare loro”, capiamo quello che ci è capitato per fare spazio a chi, con 3 milioni di euro (i soldi dell’appalto delle cooperative), si poteva caricare un bel peso dalle spalle. Come?

Assumendo e dando in subappalto alle cooperative lo spazzamento.

E infatti così avvenne, ben sapendo che dopo aver vinto un bando da svolgere per il Comune di Cosenza, le cooperative non potevano assolutamente usufruire di un subappalto da un’azienda che già ne gestisce uno per conto del Comune.

Invece Ecologia Oggi lo ha fatto in maniera illegale, assumendo presidenti e soci di cooperative.

Grazie a Iacchite’ per averci fatto capire cosa ci è successo e cosa ci sta succedendo. Tutto ha un senso: l’appalto dello spazzamento è un affare di famiglia e questo lo confermano anche i silenzi del Consorzio Valle Crati.

Fin qui il testo del volantino. La prova provata che le cooperative stavano subentrando alle tute gialle risiede nelle buste paga… Clamorosamente truccate.

Da allora (siamo ad ottobre 2015) Granata deve aver stretto qualche accordo inconfessabile con Guarascio se è vero (com’è vero) che non ha più detto una sola parola su Ecologia Oggi. In compenso, tuttavia, ha iniziato una corte spietata a molti dipendenti di Ecologia Oggi, riuscendo soprattutto grazie a loro ad ottenere i voti necessari per far eleggere il fratello Vincenzo al consiglio comunale.

Li impegnava in lavori privati, come ha accertato la procura, ma prometteva anche posti di lavoro profetizzando scenari politici futuri e raccontando storielle per portarli dalla sua parte. Cianciava, in particolare, di un nuovo soggetto che avrebbe gestito tutta la partita dei rifiuti e dell’ambiente e che avrebbe fatto capo a lui. Decine di dipendenti gli hanno creduto e hanno votato quell’incapace del fratello “prestanome” di Granata.

Finite le elezioni (siamo nell’estate del 2016) ed eletto addirittura anche il fratello di Granata, Guarascio – con grande abilità – ha posto le basi per vincere ancora l’appalto dei rifiuti in maniera da rimanere ancora a Cosenza alla “modica cifra” di 8 milioni all’anno, togliendosi dagli zebedei i dipendenti non graditi e imbarcando i clienti dell’assessore Vizza e del sindaco. Occhiuto lo ha “benedetto”, il presidente ha finalmente ottenuto la Serie B con il Cosenza e si pensava che adesso vivessero tutti felici e contenti… E invece no!

Ci dev’essere qualche scheletro che è uscito fuori dall’armadio per andare a farsi una passeggiata, specie dopo l’eliminazione del dirigente che firmava tutto ovvero il solito Bartucci alias Rino lo zerbino e la circostanza deve avere molto infastidito il sindaco più cazzaro d’Italia. A questo punto, Occhiuto è passato all’attacco e in un infuocato consiglio comunale a giugno 2019 aveva dato ufficialmente l’avviso di sfratto a Guarascio… salvo poi essere travolto dai debiti e dal dissesto. Al patron di Ecologia Oggi e del Cosenza Calcio mandiamo volentieri un messaggio: se ha qualcosa da dire, la dica subito… Per mesi non abbiamo ricevuto risposta ma proprio l’altro giorno abbiamo appreso che il patron, proprio per questo articolo che avete appena letto, ci ha denunciato. Sarà un piacere coinvolgere tutti i protagonisti di questa bella storiella. Noi siamo pronti, alla prossima!