Cosenza, piazza Fera: quando la Finanza filmava il summit fratelli Occhiuto-Clini-Barbieri

La notizia circolava ormai da qualche mese già ad ottobre del 2019 ma nessun media se l’era “sentita” di lanciarla, tutti intimiditi o addirittura ricattati dalla strapotenza dei fratelli Occhiuto e dei loro “protettori”. Fino a che non era stata resa pubblica da Fabio Buonofiglio sul sito jonico “AltrePagine”. Ma per arrivare alla celebrazione dell’udienza preliminare e al sacrosanto rinvio a giudizio per associazione a delinquere transnazionale abbiamo dovuto attendere quasi un anno. Complici i continui rinvii e poi, come se ancora non fossero bastati, anche l’ernergenza virus. In ogni caso, anche il solo avviso di chiusura indagini reso noto ad ottobre 2019 aveva “azzoppato” senza riparo le ambizioni di Occhiuto per le Regionali alla guida del centrodestra. Visto che Salvini gli ha…. preferito il suo vicesindaco, l’ormai defunta Jole Santelli. Oggi il Cazzaro verde come suo solito sta per fare una tragicomica “piroetta” sulla candidatura del fratello di Occhiuto, e magari sarà opportuno rinfrescare la memoria a qualcuno perché “Robertino”, il fratello minore e più “furbo” di Occhiuto è stato anche suo complice nei tanti atti delinquenziali che ha compiuto.

E allora procediamo con ordine.

Del rapporto tra Mario Occhiuto e l’ex ministro dell’Ambiente Corrado Clini, hanno scritto e detto anche giornalisti di grido. Clini ha governato il ministero, anche nella funzione di direttore generale, per oltre 25 anni. Ci arrivò in quota Psi (lo volle Giorgio Ruffolo) dopo una breva carriera alla corte di Gianni De Michelis. 25 anni in cui Clini è stato spesso il vero ministro gestendo progetti di bonifica e cooperazione per miliardi di euro.

Clini, tra le altre cose, ha una società che si chiama Dfs. Lavora moltissimo in Cina. Sì, perché in Oriente Corrado è conosciutissimo: ha incarichi e consulenze con università e istituzioni cinesi. D’altronde coi fondi del suo ministero, i cinesi hanno costruito il loro ministero dell’Ambiente. A Shanghai, invece, c’è il padiglione italiano e altri progetti italiani del “Sino-italian cooperation program” si ritrovano un po’ in tutta la Terra di Mezzo.

Occhiuto e la Hauser
Occhiuto e la Hauser

“… Il suo progettista preferito è l’architetto Mario Occhiuto, con studio a Roma, Pechino e Cosenza, città di cui è sindaco dal 2011 e che governava fino a ieri con l’assessore all’Ambiente Martina Hauser, compagna di Clini (che in città si vedeva spesso, da ministro persino a inaugurare il canile)…”.

– Tratto da “I 25 anni del sistema Clini”: Valeria Pacelli e Marco Palombi –

LE AZIENDE DI OCCHIUTO E REPORT

Tra i progetti più importanti realizzati da questa società per conto del ministero dell’Ambiente appare, quindi, anche la costruzione della sede dell’omologo dicastero cinese di cui Mario Occhiuto è stato il progettista.

Report di Milena Gabanelli ha scavato a fondo. Luca Chianca, il giornalista che ha ricostruito il sistema Clini, ha sottolineato come il sindaco Occhiuto, appena eletto, nomini ad assessore all’Ambiente, Martina Hauser, moglie dell’ex ministro nonché anche socia in molti affari dello stesso Clini. «Con Martina a Cosenza – evidenzia Chianca – arrivano anche 450mila euro dal ministero e tra i diversi incarichi spuntano le società che formano la Dfs».

Per essere più precisi: stipulazione per conto del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare col Comune di Cosenza di alcuni accordi, tra i quali quello firmato il 18/04/2013 in qualità di Ministro dell’Ambiente (reato ministeriale per cui separatamente si procede, descritto solo in quanto attuativo del programma criminoso del reato associativo), e Mario Occhiuto, riguardante la “Promozione di progetti comuni finalizzati all’analisi, riduzione e neutralizzazione dell’impatto sul clima del Comune di Cosenza con l’obiettivo di realizzare un modello di Comune sostenibile”.

Complessivamente, per effetto delle condotte descritte, il sodalizio otteneva la disponibilità di 112.522.490,22 Euro, pari alla somma dei finanziamenti erogati dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, alle società ad esso riconducibile, su un complessivo stanziato di 230.196.586,03 Euro per i vari progetti in esame. Reati commessi con l’aggravante di cui agli artt. 3 e 4 della legge n. 146/2006, avendo gli imputati costituito un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato al fine di commettere più reati transnazionali in cui sono persone offese il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, in persona del ministero pro tempore o funzionario delegato, rappresentato dall’Avvocatura Generale dello Stato.

OCCHIUTO, CLINI E L’APPALTO DI PIAZZA FERA

Da qui ai rapporti tra Clini e Occhiuto con ricadute dirette su Cosenza, il passo è molto breve e – di norma – il procuratore Gratteri dovrebbe fare qualche domanda ai suoi colleghi perché dovrebbe sapere che la Guardia di Finanza ha indagato a lungo anche per l’inchiesta di Piazza Fera/Bilotti sul rapporto tra Clini e Occhiuto. Il sindaco probabilmente lo sa già, ma gli ricordiamo che su di lui erano puntate le telecamere della Finanza a Roma quando, insieme al fratello Roberto e al titolare del gruppo Barbieri, Giorgio, oggi ai domiciliari perché considerato affiliato al clan Muto, aveva incontrato il superministro Clini.

Barbieri non aveva ancora vinto l’appalto.

Si tratta di quelle intercettazioni ambientali con tanto di video che abbiamo visto a ripetizione anche in inchieste più importanti come Mafia Capitale. Tanto per rendere l’idea, si ascolta anche quello che dicono i personaggi ripresi e intercettati.

La Finanza ha consegnato alla Dda di Catanzaro quelle immagini e quel sonoro ormai da più tempo. Sì, perché alla procura di Cosenza quel buffone dell’ex procuratore Granieri e i suoi pm venduti hanno addirittura archiviato l’inchiesta costringendo le Fiamme Gialle a rivolgersi alla Dda. E prima o poi, caro OGGHIUDO, tutti i nodi vengono al pettine. Perché non basta avere Granieri, Spagnuolo e magari anche Gratteri dalla sua parte. Ci sono anche magistrati onesti e integerrimi come Pignatone, oggi in pensione e chi lo ha sostituito. Che alla fine imporranno anche ai corrotti di fare il proprio dovere.