Dipendenze in Calabria, l’allarme del Crea: “Età del primo contatto a 12 anni, boom di coca e l’ombra del Fentanyl”

COMUNICATO STAMPA

DIPENDENZE IN CALABRIA: L’ALLARME DEL CREA CALABRIA. ETÀ DEL PRIMO CONTATTO AI 12 ANNI, BOOM DI COCAINA E L’OMBRA DEL FENTANYL.

CALABRIA – Il fenomeno delle dipendenze in Calabria sta attraversando una mutazione silenziosa ma devastante, mentre l’attenzione pubblica, politica e mediatica sembra essere svanita. Il CREA Calabria (Coordinamento Regionale dei Servizi per le Dipendenze Accreditate), per voce della sua Presidente, lancia un grido d’allarme: siamo di fronte a un’emergenza generazionale senza precedenti che unisce vecchi veleni e nuove minacce letali.

I dati del monitoraggio 2025 sono inequivocabili: l’età media del primo consumo è crollata alla soglia dei 12-13 anni. ” Siamo di fronte ad un’epidemia invisibile”, dichiara la Presidente del CREA Calabria “Si inizia con cannabinoidi ad alta concentrazione prima ancora della licenza media,”. “Ma ciò che sconvolge è la diffusione capillare della cocaina, ormai percepita come sostanza ‘da prestazione’ e accessibile a tutti, che sta devastando la salute mentale di giovani e adulti. Non è più la droga d’élite, è un veleno di massa che alimenta l’economia illegale della nostra Regione. E’ il ritorno prepotente dell’eroina e l’esplosione del crack, sostanze a basso costo che stanno devastando i nostri centri urbani”.

Il CREA Calabria pone l’accento su una minaccia globale che ha iniziato a mostrare i suoi segnali anche nel nostro territorio: l’ingresso degli oppioidi sintetici. “Dobbiamo alzare la guardia sul Fentanyl. Basta una dose infinitesimale per uccidere. Il rischio che venga mischiato ad altre sostanze a insaputa del consumatore è altissimo. Non possiamo aspettare una strage per intervenire: serve una rete di allerta rapida e laboratori di analisi capaci di intercettare queste sostanze prima che arrivino in strada.”Accanto alle sostanze chimiche, emerge il pericolo delle “droghe digitali”. Smartphone, gaming compulsivo e social media stanno alterando i circuiti cerebrali della gratificazione nei giovanissimi. “Il digitale è il nuovo spaccio,” continua la Presidente. “Le dipendenze tecnologiche portano all’isolamento sociale (Hikikomori) e fungono spesso da porta d’ingresso verso l’uso di droghe pesanti, utilizzate come tentativo di automedicazione per l’ansia indotta dallo schermo.” Inoltre il sistema dei SER.D. Pubblici è sotto organico e le Comunità Terapeutiche, ultimo baluardo sul territorio, hanno necessità di un sostegno strutturale.

Nonostante la gravità del quadro, il CREA Calabria denuncia una preoccupante rimozione sociale del problema.”Si parla sempre meno di dipendenze proprio quando il fenomeno diventa più aggressivo. La droga è stata normalizzata nei linguaggi giovanili e le istituzioni sembrano aver ridotto il tema a una questione di ordine pubblico, dimenticando che si tratta di una vera emergenza sanitaria ed educativa. La Calabria non può limitarsi alla gestione dell’emergenza nei Pronto Soccorso.”

Il CREA Calabria chiede alle Istituzioni di: Attivare progetti di prevenzione primaria nelle scuole medie: Intervenire sugli adolescenti prima del primo contatto.

Potenziare la rete dei Servizi privati Accreditati per le Dipendenze: Supportare le strutture accreditate che operano in condizioni di cronico sotto-finanziamento.

Costruire un Piano Straordinario Fentanyl: Attivare protocolli di sicurezza e formazione per operatori del pubblico e del privato accreditato e forze dell’ordine. “Non possiamo permetterci di perdere una generazione nell’indifferenza. Ogni giorno di silenzio è un pezzo di futuro che la Calabria regala alla criminalità”-

La Presidente del CREA CALABRIA Vittoria Scarpino