“La Questura di Cosenza e le sue dinamiche disfunzionali”

SEGRETERIA PROVINCIALE ADP COSENZA

Oggetto: “La Questura di Cosenza e le sue dinamiche disfunzionali

La Segreteria Provinciale A.D.P. Cosenza (Autonomi di Polizia) rende noto che nell’ambito della Questura di Cosenza si registrano, da qualche tempo, nel silenzio più assordante, delle criticità strutturali e gestionali.

Le illogiche movimentazioni interne, prive di qualsiasi adesione alle recenti linee d’indirizzo impartite dal Superiore Ministero dell’Interno, anziché basarsi su dinamiche meritocratiche, sembrerebbero piuttosto essere soppiantate da dinamiche opache, molto distanti da processi gestionali sottesi ai capisaldi di legalità e trasparenza che dovrebbero invece caratterizzare il nobile ambiente istituzionale della Polizia di Stato.

La disparità di trattamento poi, nell’ambito delle pari opportunità e dello sviluppo professionale (art. 3 c. 4 lett. d A.N.Q.), che si registra fra gli stessi appartenenti alla Polizia di Stato, lascia intravedere, grazie a talune dinamiche distorte, dei privilegiati direttamente “paracadutati” negli uffici desiderati a discapito di quanti, figli di nessuno, sono in attesa da anni di assegnazione ai medesimi uffici.

Non si può neppure tacere sull’evidente e ormai consolidata “lottizzazione” di taluni uffici “strategici” da parte d’influenti correnti sindacali nonché la “spartizione” dei movimenti interni. Dinamiche che evocano, in un recente passato, quelle registrate nell’ambiente della magistratura, attraverso le correnti interne, col cdt “sistema PALAMARA”. Sintomatica è la notizia di cronaca giudiziaria degli ultimi giorni che ritrae un sistema, oggi finalmente sotto i riflettori della Procura della Repubblica di Roma, basato su concorsi truccati, falsificazioni, raccomandazioni, corruzione, falso, ecc. col coinvolgimento proprio dei vertici di quella sigla sindacale egemone che spadroneggia indisturbata da tanti anni anche nella città di Cosenza, con buona pace della trasparenza gestionale della classe dirigente, asservita ai loro desiderata.

E’ inaccettabile poi che i vertici della filiera di comando possano imporre, ancor peggio se su sollecitazione di una corrente interna, attraverso un asserito “congelamento”, l’obbligo di privilegiare l’interesse di un “singolo dipendente”, a discapito della legittima riorganizzazione di quel Dirigente dell’Ufficio che aveva inteso, nell’ambito di proprie, legittime, prerogative,  ridistribuire il personale dipendente privilegiando, se così fosse stato, la buona amministrazione verso la maggiore convenienza amministrativa e d’imparzialità (art. 97-1 Cost.).

Taluni devastanti messaggi, da parte dell’attuale filiera di comando, non fanno altro che promuovere delle evidenti dinamiche disfunzionali che generano, così, della diffusa demotivazione fra gli operatori. I romantici visionari della giustizia invece, se cadono nel più che probabile peccato di lesa maestà, sono costretti a subire “avvertimenti” a vario titolo. Chi osa fare decisa critica sindacale invece si ritrova esautorato, demansionato e con la riduzione del punteggio di merito annuo: si registrano, altresì, dei curiosi provvedimenti “a garanzia dell’Amministrazione della P.S.” ma attuate a “targhe alterne” !

L’assenza di riscontro, da oltre un anno, a quesiti posti su tematiche delicate e d’interesse collettivo come la trattazione dei reati cd. “codice rosso” da parte dell’Ufficio Denunce (con l’impiego di operatori non adeguatamente formati, art. 5 – L. 69/2019), solleva dei dubbi sulla reale volontà di risoluzione delle criticità rappresentate dal personale addetto, costretto a lavorare in precarie condizione operative. Ufficio quest’ultimo che, a causa di tali criticità, rimane chiuso al pubblico in maniera ormai sistemica, con precise responsabilità gestionali. Per contro invece sono state registrate recenti “lodevoli” interviste giornalistiche, anche televisive RAI, della classe dirigente che enfatizzava i “particolari sforzi della Polizia volti alla prevenzione più che alla repressione”. Attendiamo fiduciosi di riscontrare che, al di là della vuota spettacolarizzazione mediatica e della bulimia da narcisismo da esposizione social, ciò possa trovare reale applicazione, in aderenza all’effettiva efficienza e la buona gestione della Pubblica Amministrazione di cui il cittadino, ha sì, realmente bisogno.

Il fatto che si possano utilizzare certe metodologie gestionali “totalitarie” lascia basiti ma contestualmente si rafforza l’idea che, se si è stati costretti a registrare talune scomposte reazioni vuol dire che la strada è quella giusta. La salvaguardia dei diritti inviolabili degli operatori di Polizia non può aderire a dinamiche, in astratto, volte al compromesso. Se dovessero ripetersi reazioni miserevoli, verranno affrontate con serenità e determinazione posto che è in ballo un diritto sacrosanto, previsto dalla carta costituzionale e che nessun uomo delle istituzioni, ancor più se di alto profilo apicale, potrà mai reprimere.

Il fatto che i vertici della Questura di Cosenza abbiano deciso d’ignorare per lungo tempo, o peggio, di tentare di zittire, attraverso prove muscolari, le legittime doglianze di questa O.S., genera dell’incredulità ma si rafforza l’idea che si debba continuare a battersi pretendendo massima trasparenza gestionale. Per questa O.S. il silenzio è complicità … e questa non starà zitta … Continuerà a battersi per il diritto alla legalità perché intimamente convinti che questo è il Paese che si vuole, quello che si desidera lasciare in eredità ai propri figli e per il quale i propri nonni e genitori si sono battuti sino a perdere persino la loro vita.

Si auspica che il Sig. Capo della Polizia, Prefetto PISANI Vittorio, ponga celermente rimedio su quanto segnalato. Questa O.S. continuerà a farsi parte diligente nell’opera di denuncia, evidentemente sgradita, nell’alveo del proprio legittimo esercizio del mandato sindacale, senza aderire, con colpevole complicità, a dinamiche disfunzionali, scongiurando così le inevitabili ripercussioni negative che potrebbero riflettersi sulla pubblica utenza …

SEGRETERIA PROVINCIALE ADP COSENZA