L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA FA MALE ALLA CALABRIA!
OGGI SABATO 2 MARZO PRESIDIO ALLA PREFETTURA VERSO IL GRANDE CORTEO CITTADINO DEL 23 MARZO!
Il Parlamento sta procedendo a passi forzati all’approvazione della cosiddetta Autonomia Differenziata. E’ un processo che parte da lontano e che in questo Governo trova semplicemente il maggiore e più determinato esecutore ma che va avanti da trent’anni, quale che sia il colore politico dei governi e delle maggioranze parlamentari che si sono succeduti nella più totale continuità. L’obiettivo di questo piano è affossare ancora di più quello che rimane del servizio pubblico in Italia e attaccare frontalmente i diritti sociali e il concetto di eguaglianza.
Al di là della propaganda governativa sul maggiore ruolo assegnato alle Regioni, il progetto concretamente rappresenterà un ulteriore disimpegno dello Stato nel finanziamento del settore pubblico e questo comporterà l’ennesimo regalo ai privati, i padroni della sanità in particolare, chiamati a riempire quegli spazi lasciati liberi dal pubblico per mancanza di risorse e investimenti.
Determinerà pure il vertiginoso crollo dei livelli dei servizi nelle regioni meridionali, a cominciare dalla Calabria, dove inevitabilmente crescerà l’emigrazione. In questi territori, in cui le aspettative di vita, l’occupazione, i salari sono già di gran lunga più bassi della media nazionale ed europea, dove il sistema pubblico non è già in grado di fornire nemmeno i livelli minimi di assistenza, non possiamo rimanere inermi verso questo ennesimo tentativo di calpestare i nostri diritti e il nostro futuro.
Assistiamo quotidianamente ad un sistema sanitario pubblico che offre servizi sempre peggiori con liste d’attesa lunghissime e una carenza cronica di personale, infrastrutture e risorse, contemporaneamente ad un settore privato che specula sulle inefficienze del servizio pubblico e lucra milioni di euro, arricchendosi a dismisura e rendendo inaccessibili le cure a milioni di lavoratrici e lavoratori.
Fa sorridere d’altro canto chi, ora all’opposizione, vorrebbe intestarsi la battaglia contro l’Autonomia Differenziata, facendo finta di dimenticare che fino all’anno scorso ha tra l’altro governato con molti di quelli che sono al governo oggi, condividendone ogni voto parlamentare. E‘ stato il centrosinistra ad aprire la strada a questo processo con la riforma del Titolo V in Costituzione, vero e proprio grimaldello per i processi di regionalizzazione dei servizi pubblici, e la concessione di maggiore autonomia alle regioni del Nord, come volevano in primis Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna tutte insieme amabilmente.
Un processo che si è sostanziato con le politiche di smantellamento dei servizi sociali (sanità e scuola pubbliche in primis), di attacco ai salari e ai diritti sul lavoro, di aumento smisurato della precarietà e dello sfruttamento. Scelte politiche volute dai Padroni e dai Banchieri che hanno causato l’allargamento delle diseguaglianze sociali e territoriali e le oscene devastazioni ambientali in nome della crescita a dismisura dei profitti e delle rendite, la pervasiva militarizzazione e la partecipazione ai criminali preparativi di guerra.
Per questo il nostro scendere in piazza oggi sabato 2 marzo contro l’Autonomia Differenziata è scendere contemporaneamente in piazza contro le riforme che stanno smantellando la Scuola pubblica come l’ultima revisione targata Valditara dei tecnici e professionali, contro la devastazione della Sanità pubblica, per l’introduzione del Salario minimo e di una Legge che introduca il reato di Omicidio sul Lavoro, per l’introduzione di una tassazione che colpisca i grandi patrimoni, per il drastico taglio delle spese militari, l’invio di armi in giro per il mondo, il rifiuto della guerra e l’opposizione ai disegni imperialista. Verso il grande corteo cittadino del 23 Marzo, mobilitiamoci!
USB, Collettivo “La Base”, Fronte della Gioventù Comunista, Potere al Popolo, Aula Studio Liberata, Comitato “PrendoCasa”, FEM.IN., Collettiva “Medusa”
COMUNICATO STAMPA LA BASE COSENZA
Il senatore Mario Occhiuto, attraverso un post Facebook riguardo ai manifesti da noi affissi (e firmati) contro il disegno di legge dell’Autonomia Differenziata, ha ribadito quello che è chiaro a tutti:
1) in questo Paese non è più legittimo contestare la classe politica nel merito della loro attività di rappresentanti del popolo.
2) l’Autonomia Differenziata sarà la definitiva mazzata sulle spalle dei territori meridionali. La secessione dei ricchi.
In piena continuità con il clima repressivo delle ultime settimane, le sue parole gridano addirittura al terrorismo e minacciano denunce a nostro carico. Sinceramente penoso e con un’idea del fare politica che si limita evidentemente alle passeggiate dentro e appena fuori i palazzi romani.
Non si può forse protestare? Non si può essere in disaccordo con un disegno di legge che decreta la fine di ogni speranza per una terra da cui noi giovani siamo costretti a scappare?
Caro senatore, sono proprio le regioni del Nord, dove siamo costretti ad emigrare, a beneficiare dell’Autonomia Differenziata, non di certo la Calabria.
Se le regioni più ricche tratterranno buona parte del gettito fiscale e lo reinvestiranno in servizi regionali migliori e all’avanguardia, ci saranno meno soldi nelle casse dello Stato per finanziare i vostri tanto acclamati livelli essenziali di prestazione (LEP).
La coperta è troppo corta e voi lo sapete.
D’altronde, in ambito sanitario, è dal 2001 che esistono i livelli essenziali di assistenza (LEA) e da allora, in Calabria, non sono mai stati soddisfatti. Come vede, il fatto di definire dei livelli essenziali non implica che questi vengano rispettati.
Ma soprattutto, perché dovremmo accontentarci di livelli essenziali? Le malattie arrivano senza badare al luogo di residenza presente sulla carta d’identità, pretendiamo gli stessi servizi di qualità di cui dispone un cittadino lombardo.
La sanità, l’istruzione, i trasporti e tanto altro dovrebbero essere servizi garantiti in modo omogeneo in tutto il Paese, l’Autonomia Differenziata aumenterà drasticamente e definitivamente le differenze che già spaccano il Paese.
In conclusione, le condizioni che avete posto perché l’Autonomia Differenziata venga realizzata sono specchietti per le allodole.
Quello che accadrà è che tutte le carenze dei servizi pubblici verranno compensate da grandi investimenti privati; e noi lo sappiamo cosa fanno i privati quando hanno campo libero nei servizi fondamentali, lo abbiamo scoperto sulla nostra pelle: pensano solo al loro profitto. Tagliano, licenziano, riducono le prestazioni all’osso pur di garantirsi un ampio margine di guadagno.
Quindi senatore Occhiuto, forse non è tanto l’uso del suo volto pubblico in manifesti ironici ad irritarla; forse a preoccuparla sono il dissenso e le parole chiare sulle conseguenze dell’Autonomia Differenziata. E quando chi governa ha paura del dissenso, allora intimidisce e prova a spostare l’attenzione su altro.
Saremo in piazza sabato 2 marzo e poi di nuovo il 23, perché chi questa terra la vive o vorrebbe viverla, la ama e rispetta ha il diritto di protestare e opporsi all’ennesima ingiustizia sociale.