Le mosse di Meloni tra realismo e vassallaggio

di Gianfranco Pasquino

Fonte: Domani 

Velocissima, Giorgia Meloni ha reso nota la sua valutazione pochissimo tempo dopo il successo della “operazione militare speciale” (sic) di Donald Trump contro il corrotto presidente del Venezuela Nicolás Maduro.
In Venezuela, ha scritto, il presidente Usa ha effettuato «una azione difensiva legittima» contro «un regime mai riconosciuto». Dunque, non ci sarebbe stata nessuna violazione del diritto internazionale, nessuna lacerazione della sovranità nazionale del Venezuela, nessuna inaccettabile interferenza nella politica interna dello stato latino-americano.

L’interpretazione
Un regime autoritario non riconosciuto deve sapere, se si concorda con ’interpretazione Meloni, che è inevitabilmente esposto a interventi dall’esterno. Deve prenderne atto e con lui di conseguenza anche gli altri protagonisti politici dovranno essere pienamente consapevoli che il non riconoscimento spalanca finestre di opportunità a qualsiasi eventuale incursione da fuori. Taiwan, de te fabula narratur.
La presidente del Consiglio italiana non ha mai nascosto che vuole avere e mantenere un rapporto molto stretto e privilegiato con Trump. Questi la ha regolarmente omaggiata e ricompensata con dichiarazioni gratificanti, al limite dell’imbarazzo, e con numerose photo opportunities.

A sua volta, ripetutamente, Meloni ha sottolineato che il suo obiettivo politico di fondo consiste nel proporsi e fungere come pontiera fra l’Unione europea e la Casa Bianca. I risultati concreti, per l’Unione e per l’Italia, del pontieraggio meloniano sono difficili da soppesare, ma le buone intenzioni del governo italiano non sono certamente sfuggite negli ambienti che contano vicino a Trump. Poi, naturalmente, contano anche altri fattori nella scelta di Meloni di non prendere mai le distanze dal presidente Usa. Tecnicamente, i Maga sono sovranisti per eccellenza. Di qui, incidentalmente, non poche perplessità nella base trumpista, ma non soltanto, sulla opportunità (non sulla legittimità, quel che decide Trump è automaticamente legittimo) dell’incursione in Venezuela.

Invece, non si è manifestata nessuna perplessità di Meloni e dei suoi perfettamente allineati portavoce. Quando si presenta l’occasione, e l’autoritarismo di Maduro la offriva su un piatto di petrolio pregiato, bisogna prenderla al volo: sfruttabile e giustificabile.

La premier realista?
Messa in conto una posizione diversa, molto diversa, ma non limpida e non fortissima, dell’Unione europea, Giorgia Meloni riesce ad apparire concreta e realista. No, il problema Venezuela non è sparito, ma, l’Ue non ha mai saputo affrontarlo, mentre Trump ha quantomeno risolto il problema Maduro.

Non c’è nessuna indicazione che Trump voglia incoraggiare una transizione democratica, ma, sostengono granitici i meloniani, buona parte delle sinistre italiane ha mostrato un’alta soglia di tolleranza per i populismi “progressisti” (troppo vero).
D’altronde, se si ponesse l’obiettivo della democraticità del regime, con quale credibilità Meloni, Tajani e molti ministri italiani potrebbero affermare la bontà, la rilevanza e l’efficacia del Piano Mattei con i governanti africani non-democratici? L’intervento venezuelano di Trump, le sue minacciose parole rivolte alla Groenlandia, a Cuba, che cadrà da sola (ma l’elettorato del segretario di Stato Marco Rubio scalpita per fornire più che un aiutino), e, diversamente, alla Colombia e al Messico, senza dimenticare il Canada, significano che il tycoon immobiliarista non è interessato alla (ri)costruzione di un nuovo ordine (meno che mai liberale) internazionale.

A questo immane compito, la presidente del Consiglio non sembra disponibile a dedicare la sua attenzione. L’Unione europea ha posizioni sfumate, tutte da affinare e da rendere più incisive e perseguibili. Dal canto suo, Meloni pensa che solo Trump ha abbastanza potere, se non per fare ordine, per tenere sotto controllo il disordine. Per non subire contraccolpi meglio non criticarne le mosse. Ma il dopo-Trump, è il mio empio desiderio, potrebbe non essere molto lontano.