Omicidio Bergamini, l’intercettazione: “Mio zio Franco Internò era già a Roseto”

Sono passati tre giorni dall’ultima drammatica udienza del processo per l’omicidio volontario pluriaggravato di Denis Bergamini e la portata delle conseguenze delle quattro testimonianze fa emergere chiaramente che abbiamo assistito al crollo della famiglia Internò. L’uno contro l’altro, menzogne dopo menzogne, “sceneggiate” tragicomiche per evitare le testimonianze stesse: di tutto, di più.

La ricostruzione delle vicende che hanno caratterizzato la sera del 18 novembre 1989 è disarmante. Roberto Internò è stato coinvolto per andare a prendere Isabella a Roseto Capo Spulico ma non si capisce da dove parte, con chi parte e cosa apprende: un guazzabuglio indecente, nel quale anche un bambino si accorgerebbe che c’è gente che sta mentendo spudoratamente. E le prove più schiaccianti sono contenute nelle conversazioni intercettate tra Roberto Internò e la moglie Michelina Mazzuca. 

La seguente trascrizione viene ritenuta utile a far emergere la diretta volontà di Roberto Internò, cugino di Isabella Internò e fratello di Dino Pippo, a far tacere la moglie Michelina Mazzuca, tant’è che svariate volte, anche in maniera violenta a livello verbale (e non solo, come avverrà in un’altra intercettazione) la invita a farsi i fatti suoi e a stare zitta.

La “paura” dello stesso è legata al fatto che la moglie, già escussa dalla procura di Castrovillari nel 2017, possa aver detto cose che lui per ovvi motivi non conosce e che potrebbe dire ancora cose contraddittorie o peggio compromettenti.

Particolare ritenuto “molto importante” è il fatto che Roberto Internò durante la discussione colloca lo zio Franco Internò (padre di Isabella) già là, facendo ritenere agli scriventi che lo stesso verosimilmente si trovasse già a Roseto Capo Spulico e quindi non è partito da Rende così come dichiarato. Non solo: in una parte della conversazione, Roberto Internò si lascia sfuggire che è andato a prenderli… lasciando chiaramente capire che c’era lo zio Franco insieme a Isabella alla caserma dei carabinieri di Roseto e che quindi li ha trovati già là…

TESTO DELLA TRASCRIZIONE

ROBERTO: Meno parli meglio è Miché!!! E’ una cosa seria Miché!!! Cerca di parlare il meno possibile…

MICHELINA: Devo ricordarmi (bestemmia i morti al marito) quello che gli ho detto quella mattina… Sono partita da Santa Chiara (bestemmia i morti al marito di nuovo…) solo guai mi avete portato…

ROBERTO: Michè che ho un coltello nelle mani… me ne vado

MICHELINA: vabbè, e che vuoi fare? Stavo facendo mente locale di quello che gli ho detto, digli le stesse cose pure tu… Dobbiamo dire le stesse cose!!! Io gli ho detto, mi ha fatto la domanda a me… dov’eri quella sera? Hai capito che trabocchetto che mi ha fatto?

ROBERTO: Lasciami fregare, non me ne frega niente, io ero a Santa Chiara quella sera…

MICHELINA: Dopo ti ha chiamato tua sorella, quella, e sei andato con zio Franco poverino ad accompagnarlo, capocchione che sei tu… non hanno visto credo nulla… perché sono andati direttamente alla caserma, non è così?!? E ha interrogato a Roberto e altre persone. E lei quando se n’è venuta?

ROBERTO: Tu non sai niente (bestemmia i morti alla moglie)

MICHELINA: Tu me l’hai raccontato!

ROBERTO: Tu devi solo dire che è la verità che sono andato là! Gli devi dire che è andato a prendere la cugina alla caserma dei carabinieri

MICHELINA: Ah… eravate tutti quanti alla caserma, tu non hai visto niente sulla via, no? Ok, ma il padre, tu e tua cugina siete andati alla caserma. ok…

ROBERTO: Era già là… era là!!!

MICHELINA: Chi! Ah, tu eri alla caserma con Isabella e tuo zio! Isabella era già alla caserma sola e poi siete andati voi a prenderla e intanto vi hanno interrogato, no?

ROBERTO: Non mi ha interrogato nessuno a me… Sono rimasto in macchina io

MICHELINA: A te no? Dimmele queste cose no? Tu sei andato lì, poi sei rimasto in macchina e sono andati il padre e la figlia alla caserma? E poi ve ne siete venuti a Cosenza? E’ così?

ROBERTO: Ma perché mi devi complicare la vita? Eravamo a Santa Chiara ed è arrivata la telefonata… a zio Franco l’ha chiamato la figlia… dicendo che Isabella era dai carabinieri a Roseto… Era alla caserma e siamo andati io, zio Franco e zia Cettina… a prendere Isabella, è salita e ce ne siamo venuti… io non ho visto niente

MICHELINA: Ma a te non ti hanno interrogato proprio quando sei andato a Castrovillari?

ROBERTO: Che c’entra Castrovillari? Tu fatti i cazzi tuoi con questo Castrovillari…

MICHELINA: Quando ti hanno interrogato a te?

ROBERTO: Ma a te sono affari che non ti riguardano!

MICHELINA: Allora a te quella sera non ti hanno interrogato no? In quel momento no… Poi ti hanno chiamato no? All’attimo dell’incidente non ti hanno chiamato… tu sei andato a prendere tua cugina e te ne sei venuto a Cosenza…

ROBERTO: Ma che gli hai raccontato? A me non mi ha interrogato nessuno…

MICHELINA: Non quella volta… l’altra volta non sei dovuto…

ROBERTO: Che c’entra? Dopo vent’anni m’hanno chiamato a me…

MICHELINA: Dopo vent’anni… tu hai detto che sei andato a prendere tua cugina… e sei rimasto in macchina? E sta zia Cettina? Io non lo sapevo di sta zia Cettina, questa è un’altra cosa che non sapevo… Io so che tu sei andato a prendere Isabella con tuo zio Franco, a prendere a lei, poi tuo zio è andato alla caserma, tu sei rimasto in macchina e sta zia Cettina dov’era?

ROBERTO: Era dentro la macchina, non è scesa, non hanno interrogato nessuno quel giorno…

MICHELINA: Ma tu che devi temere? E tu dov’eri? Eri qua…

ROBERTO: Io non temo niente perché non ho fatto niente! Io sono solo andato a PRENDERLI!!! Con la macchina…

MICHELINA: Stai tranquillo… quelli vogliono sapere come mai tua cugina ha chiamato a te…

ROBERTO: A me non mi ha chiamato…

MICHELA: Ma tuo marito che cosa c’entrava quella sera a Castrovillari? Che gli dovevo dire io? Come mai tuo marito è andato…

ROBERTO: Tu gli hai detto che mi ha chiamato mia cugina?

MICHELINA: Noooo, ma perché mi rinfacci le parole?

ROBERTO: A ME MI HA CHIAMATO MIO ZIO!!! ERA GIA LA’, NO CHE MI HA CHIAMATOOOOO!!!! Parla di meno, meno parli e meglio è…

MICHELINA: Chi? Che è successo il fatto e Roberto come ha fatto a capire… perché la cugina gliel’ha raccontato in macchina… tu come fai a sapere… La domanda che mi ha fatto a me: come mai tuo marito era a Castrovillari? Perché lo zio gli ha detto di accompagnarlo… Però perché tuo marito è andato là? Perché tuo marito si trovava là? E io che gli avrei dovuto dire? Mio marito è andato là perché ce l’ha portato lo zio… per favore mi accompagni a Roseto? E noi eravamo tranquilli da mia suocera, poi è arrivata la telefonata dello zio e gli ha detto per favore mi accompagni a Roseto? Poi quando è tornato, lui ha detto che erano stati… E tu come fai a saperlo che era morto?!? E mica c’ero io…