el quartiere di Arghillà, a Reggio Calabria, la sicurezza continua a rimanere una promessa non mantenuta. Nonostante gli annunci ufficiali e i richiami istituzionali, la presenza dello Stato sul territorio appare sempre più come un’illusione, mentre i cittadini attendono risposte concrete che tardano ad arrivare.
A lanciare l’allarme, in una nota, è il sindacato autonomo di polizia (Sap) di Reggio Calabria che denuncia ancora una volta una situazione insostenibile e paradossale.
“Formalmente, infatti – si legge nella nota -, con il decreto ministeriale sulle sedi disagiate del 2025, esiste un posto fisso di polizia ad Arghillà, dipendente dalla questura di Reggio Calabria e istituito sulla base di concrete esigenze di sicurezza pubblica. Nella realtà, però, tale presidio risulta chiuso da oltre un anno.
Appare quindi evidente come, nonostante gli sforzi dichiarati dal governo, manchi una reale volontà di garantire una presenza stabile dello Stato in quel territorio”.
Un presidio fantasma
“Il posto fisso di polizia di Arghillà non è stato formalmente soppresso, ma continua a rimanere inattivo, trasformandosi di fatto in un simbolo di promesse disattese e di una sicurezza solo annunciata.
Un presidio che esiste sulla carta, ma che non opera concretamente, lasciando i cittadini privi di un punto di riferimento fondamentale per il controllo del territorio e la tutela dell’ordine pubblico.
In assenza di una presenza strutturata, continua e capillare, si ricorre a interventi sporadici e occasionali, quasi “a chiamata”, con servizi straordinari che durano il tempo di una passerella istituzionale e che non incidono realmente sulla quotidianità dei residenti.
I cittadini, ormai, non si accontentano più di operazioni temporanee, ma chiedono un presidio stabile che rappresenti un punto di ascolto, supporto e riferimento costante. Nonostante i ripetuti e accorati appelli del Sap, ad Arghillà continua a mancare quel presidio che, negli anni passati, era stato garantito grazie al senso del dovere, all’empatia e all’impegno delle poliziotte e dei poliziotti, capaci di ottenere risultati significativi sotto ogni profilo. Ai cittadini restano solo l’attesa e il “carbone”, senza risposte alle loro legittime aspettative”.
Il segretario provinciale del Sap di Reggio Calabria, Pasquale Toscano, sottolinea come “i residenti del quartiere siano stanchi di attendere: non chiedono miracoli, ma semplicemente di poter vivere in sicurezza nel proprio territorio”. La segreteria provinciale del Sap reggino ribadisce che anche quest’anno l’unico “regalo” che i cittadini rischiano di ricevere è quello dell’insicurezza e dell’abbandono istituzionale di un quartiere importante della città di Reggio Calabria.
Il Sap, “riafferma con forza che la sicurezza non è un costo, ma un investimento e, pertanto, non può restare una favola natalizia. È necessario riattivare immediatamente il posto fisso di polizia di Arghillà, dotandolo di personale, mezzi e strumenti adeguati, per restituire dignità e sicurezza ai cittadini e garantire una presenza reale, concreta e costante dello Stato sul territorio. Perché – conclude la nota – la sicurezza non la portano né Babbo Natale né la Befana, ma deve essere garantita dalle istituzioni, così come previsto dalla Costituzione e dalla normativa vigente”.









