Assenti dall’ultimo Consiglio comunale il vicesindaco di Tropea, Roberto Scalfari, e l’assessore Erminia Graziano ed assenti anche gli altri consiglieri di minoranza ed il consigliere di maggioranza Saverio Vallone (che hanno ormai mollato il sindaco Macrì e il suo capo Mangialavori), a permettere con la sua presenza in aula l’approvazione del Piano strutturale comunale è stato il consigliere di minoranza Massimo L’Andolina (che alle scorse comunali si era candidato a sindaco contro Giovanni Macrì).
Ad intervenire sulla vicenda è l’ex consigliere comunale Massimo Pietropaolo: “Abbiamo un consigliere di minoranza che si presenta in Consiglio comunale per mantenere il numero legale ad una compagine allo sfacelo con la speranza di succedere a Macrì nella carica di sindaco e sperando di ricevere l’appoggio della ex maggioranza. Come si chiama questo atteggiamento che ha consentito al sindaco Macrì l’approvazione del Psc, la cui amministrazione è sottoposta al vaglio della Commissione prefettizia di accesso agli atti per verificare eventuali infiltrazioni o condizionamenti mafiosi? Uno che ha tenuto il gioco alla maggioranza e che fino a ieri ha attaccato chi, anche da delegato alla pubblica istruzione, ha sempre combattuto ogni forma di compromesso politico, come si chiama? Chi spesso non si è presentato in Consiglio comunale ma ha dato una mano per la sopravvivenza di una maggioranza in disfacimento: questo atteggiamento come si chiama? Trasformismo? Tradimento del mandato elettorale dei propri elettori? Chi ha tradito i propri elettori, Pietropaolo opponendosi con le parole e i fatti a operazioni che tendevano a privatizzare il patrimonio immobiliare pubblico, ad esempio Palazzo Giffone oggi acquisito dal Comune di Tropea, o chi ipocritamente ha mantenuto il numero legale alla maggioranza in declino consentendo l’approvazione del Piano Strutturale comunale e conseguentemente lo sfruttamento edilizio della Perla del Tirreno? Auguro alla città di Tropea che la Commissione di accesso agli atti faccia luce anche sugli interessi, speriamo legittimi, che le lobby del cemento hanno sulla Perla del Tirreno”.
Il piano di Mangialavori&Macrì
Massimo Pietropaolo non si ferma però qui e dopo il comunicato stampa del sindaco di Tropea si chiede “quali siano le restrizioni ereditate dal passato che potranno essere superate con il nuovo Piano strutturale comunale. Quelle che finora – spiega Pietropaolo – hanno in qualche modo salvaguardato la città di Tropea consentendole, nonostante la cattiva politica, di mantenere una propria identità storica, artistica, strutturale, urbanistica? Di fronte a questo scenario il consigliere Massimo L’Andolina ha consentito, con la sua presenza, ad una compagine in cui erano assenti il vice sindaco Roberto Scalfari e l’assessore Erminia Graziano, il consigliere Vallone, di approvare il Psc e l’annesso Reu, un atto fondamentale che rispecchia l’indirizzo politico della risicata maggioranza consiliare. Perché? Perché questo atteggiamento di ipocrita astensione, di ignavia politica di fronte a un provvedimento, l’adozione del Psc con l’annesso Regolamento edilizio urbanistico, che rappresenta uno dei due atti più importanti di un’amministrazione comunale, essendo l’altro l’approvazione del bilancio alla cui approvazione la Prefettura di Vibo ha dovuto, in un recente passato, diffidare l’amministrazione comunale ancora per poco in carica? A tutto ciò è sotteso forse un accordo politico che prevede, nel caso in cui l’amministrazione comunale venga sciolta su input del Ministero dell’Interno, l’appoggio del centrodestra a trazione Mangialavori, grande sponsor del sindaco di Tropea Giovanni Macrì e del presidente della Provincia Corrado L’Andolina, nipote del consigliere Massimo, alla candidatura a sindaco di Tropea? I fatti – conclude Pietropaolo – e non le posizioni politiche ipocrite, sveleranno presto la verità”.