Cosenza, Pecoraro e la leggenda del “quarto piano”

MITCH

Il 28 marzo del 2018 si è congedato da Palazzo dei Bruzi, per raggiunti limiti di età pensionistica l’ingegnere Carlo Pecoraro, Capo del Dipartimento Tecnico e Dirigente del settore Ambiente ed Edilizia Privata del Comune di Cosenza e per molti anni Dirigente del settore Infastrutture e Mobilità di Palazzo dei Bruzi. Carlo Pecoraro ha voluto salutare colleghi ed amministratori nel corso di un incontro svoltosi nel suo mitico e leggendario Ufficio al quarto piano di Palazzo dei Bruzi.

Scendo da questo treno – ha detto Pecoraro – dopo un viaggio lungo 40 anni, che ha attraversato oltre 20 consiliature: un cammino spesso faticoso e difficile, assolutamente entusiasmante e indimenticabile, un percorso affrontato senza soste e sempre di corsa. In questi ultimi anni – ha poi aggiunto rivolgendosi al Sindaco Occhiuto – ci siamo cimentati anche nell’alta velocità e, nonostante il materiale rotabile un po’ datato, credo che abbiamo retto bene! Sono orgoglioso di quello che ho fatto e credo di aver contribuito, insieme a tutti voi, a realizzare qualcosa di bello e di buono per la nostra città…“.

Fin qui l’ufficialità e l’ipocrisia, tipiche di questo sistema di potere marcio e corrotto. Anche noi vogliamo “omaggiare” l’ingegnere Pecoraro, rallegrandoci non certo dei trascorsi del personaggio in questione ma solo per il fatto che finalmente è finita la sua era. Sono anni ormai che vi raccontiamo di abusi d’ufficio al Comune di Cosenza. Affidamenti diretti illegittimi, somme urgenze per gli amici, incarichi a creditori e pretoriani, e sperperi vari. E gira vota e riminia, in ogni presunto illecito, in cui ci siamo imbattuti, almeno in quelli degli ultimi 10 anni, c’è sempre lui, il dirigente comunale direttore del dipartimento tecnico, ingegnere Carlo Pecoraro.

Occhiuto e il capo dei suoi scagnozzi, Pecoraro (seduto vicino a lui sul divano)

Cresciuto nel codazzo di Adamo, e messo al servizio di Franco Ambrogio, inizia la sua ascesa professionale all’inizio del 2000. Anno in cui è risultato vincitore del concorso per 8 posti di dirigente bandito dal Comune di Cosenza. Dal 2000 ad oggi ha ricoperto i seguenti incarichi: Dirigente Servizio Edilizia Urbana; Dirigente Servizio Progettazione Urbana; Dirigente (ad Interim) Servizio Archivio – Elettorale; Dirigente Servizio Progettazione Opere Pubbliche; Dirigente (ad Interim) Servizio Gestione Reti; Dirigente Settore Lavori Pubblici e Reti Infrastrutturali -Ciclo Integrato; Direttore del Settore 11° Trasporti e Attività Economiche; dal 2011 è Direttore del II Dipartimento Tecnico e (ad interim) Direttore del Settore 11° Trasporti e Attività. Scusate se è poco. Una carriera niente male. Sicuramente fatta per meriti. Non dubitiamo.

Dubitiamo invece di molti atti che portano la sua firma. A spulciare le carte, pare abbia il vizio di affidare lavori anche sopra i famigerati 40.000 euro, a chi vuole lui, e a chi gli dice il padrone. La sua specializzazione è quella di far passare per urgente quello che urgente non è. Un maestro. Scrive relazioni affascinanti su lavori la cui improcrastinabilità diventa seconda solo di fronte al conclamato arrivo sulla terra di un asteroide. Un artista del fasullo.

Questa sua arte, affinata sempre più negli anni, gli ha permesso di sguazzare come ha voluto. Chiama chi gli pare e decide lui il prezzo. 500.000, 345.000, 267.000, euro, prego prendete, tantu su sordi di caggi. La gara per l’appalto? Non c’è bisogno. Perché il lavoro è sicuramente urgente, perciò niente burocrazia, autorizzazioni, prassi, regole, etica, e doveri, non c’è tempo per queste cazzate. E’ a rischio l’incolumità dei cittadini. E si sa che l’ingegnere ci tiene a noi. Ma anche ai suoi amici, e per queste cose serve la pronta cassa. Perché il lavoro è tanto e gli amici tengono famiglia.Nell’era Perugini raggiunge l’apice del suo splendore e attivismo. Voi direte, come è possibile questo, lo sanno tutti che l‘amministrazione Perugini è passata alla storia per l’immobilismo, e tu ci parli di attivismo. Chi caggi ca siti, immobilismo per noi, non per loro. Perché le carte in quegli anni fischiavano. Viaggiavano alla velocità della luce. Pratiche che si risolvevano in quattro e quattr’otto. Sempre per cose urgenti. Ricordiamolo.

La saggia regia del cardinale Franco Ambrogio, che come si sa preferisce l’ombra, alla luce, a quei tempi permette al duo di concludere affari a destra e sinistra. Arraffano che è una bellezza. Somme urgenze a tanto al chilo. Solo per gli amici ovviamente. Pecoraro ha tanto da apprendere dal cardinale, il quale ha capito le potenzialità del suo figlioccio, e lo istruisce bene. Gli spiega il trucchetto dei debiti fuori bilancio. Gli insegna come taroccare un atto. Come aggirare regole e norme. L’ingegnere si dimostra un ottimo apprendista, e subito da dimostrazione al maestro delle sue capacità. Con un atto amministrativo, che calcisticamente parlando potrebbe essere paragonato ad un goal di Maradona, per la sua bellezza, elargisce agli amici un bel 500.000 euro per un lavoro urgente. Franco (Ambrogio, già cardinale) è contento, il ragazzo può camminare da solo.

L’ULTIMA INCHIESTA

Per continuare il “ritratto” dell’integerrimo (?!?) dirigente, ci limiteremo a ricordare, in estrema sintesi, le risultanze dell’indagine della procura di Cosenza (ed è quanto dire!) sugli affidamenti diretti giustificati con la formula della somma urgenza da parte del Comune di Cosenza il 2 novembre 2017.
Il procuratore Gattopardo aveva addirittura sottolineato la “scelta assolutamente arbitraria della somma urgenza” con la quale sono stati affidati gli appalti e lo spezzettamento in più procedure distinte (da qui il nomignolo di appalti-spezzatino) per evitare di bandire regolari gare europee. Sono state esaminate più di 5mila determine dirigenziali. Quelle per le quali sono stati individuati illeciti ammontano ad oltre due milioni di euro.

Spagnuolo rivelò che la procura aveva chiesto misure più ampie (leggi arresti) per tre dirigenti comunali ma il gip ha optato soltanto per l’emissione di misure interdittive riconoscendo veridicità per il 98% dei capi di imputazione.

I dirigenti del Comune di Cosenza colpiti da interdittive dai pubblici uffici, a seguito dell’ operazione della Guardia di Finanza sull’affidamento di una serie di lavori da parte dell’ente, sono Arturo Mario Bartucci, responsabile Ambiente e Ciclo dei rifiuti; Carlo Pecoraro, responsabile del Settore Ambiente e Edilizia Privata, e Domenico Cuconato (deceduto), responsabile dell’ Ufficio Piano Sociale. Sono stati sospesi ciascuno per periodi che vanno dai tre ai sei mesi. L’imprenditore coinvolto è il cosentino Francesco Amendola. Gli avvisi di garanzia erano stati notificati ad Antonio Amato; Antonio Scarpelli; Vincenzo Rubino; Ferruccio Stumpo; Francesca Filice; Michele Fernandez; Renato Cerzosimo; Pasquale Perri; Ivan Mandarino; Pietro Mazzuca.

Non tutti sono stati rinviati a giudizio ieri dal gup Letizia Benigno, ma poco importa. I reati contestati ai diversi indagati, per le singole fattispecie, vanno dalla corruzione per atto d’ufficio all’abuso d’ufficio.
L’attività di indagine si è concentrata principalmente sui lavori affidati con il sistema del cottimo fiduciario dal Comune di Cosenza ad un numero ristretto di imprese, senza il rispetto dei principi di rotazione e di trasparenza, in violazione all’art.125 del D.Lgs. n. 163/2006 – cd. Codice degli appalti (oggi art. 217 D.Lgs.50/2016).

L’analisi delle circa cinquemila Determine dirigenziali del Comune di Cosenza prese in considerazione hanno evidenziato anomalie nell’utilizzo della procedura di affidamento dei lavori in economia, nella non osservanza del principio di rotazione, trasparenza e parità di trattamento previsto al comma 8 dell’art 125 nonchè nell’affidamento dei lavori, molto spesso al di sotto dei 40.000 euro, ad un numero ristretto di operatori economici, anche in violazione del divieto di frazionamento previsto al comma 13 dell’art 125.

Le indagini hanno altresì dimostrato come il mancato rispetto della normativa vigente in tema di affidamento dei lavori sia collegata all’ottenimento di altre utilità, per sè o per i propri familiari, da parte di alcuni dipendenti e dirigenti del comune di Cosenza.
L’importo complessivo contestato, in riferimento ai lavori affidati da parte del Comune di Cosenza, nelle annualità dal 2012 al 2015, è pari ad € 2.150.595,00 (oltre IVA).
Le indagini, svolte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Cosenza, hanno consentito alla Procura della Repubblica prima di richiedere ed ottenere il provvedimento notificato agli indagati e adesso il rinvio a giudizio per nove di loro. All’epoca scrivevamo: arrivederci Pecoraro e mi raccomando, non provi a tornare, per carità. Ma oggi tutti sanno che il Pd ha appena ufficializzato la candidatura del rampollo di Pecoraro, il giovane Vittorio e questo – come capiscono anche i bambini – sarà un ritorno del dirigente corrotto a tutti gli effetti e checché ne dica la feccia del Pd, con a capo il sempre più tragicomico e imbarazzante presidente del Consiglio… Mazzuca. Povera Cusenza nostra!