Luberto&Aiello, una vita in vacanza: le gravi responsabilità dei carabinieri “ammaestrati”

Dalle notizie riportate dai media online e non solo il 14 dicembre 2019 emergono notizie molto gravi relative ai soggiorni “vacanza” che il procuratore aggiunto di Catanzaro Vincenzo Luberto avrebbe ricevuto come “dazione” dall’ex deputato Ferdinando Aiello, segnatamente presso le località di Salina e Ortisei.

Ma ciò che non emerge dalla pubblicazione di queste notizie è che il magistrato Luberto avrebbe raggiunto queste località turistiche “ovviamente con famiglia al seguito” e accompagnato persino dai militari del Comandp provinciale di Cosenza con dispositivi di tutela, ovvero più di una sola autovettura, ovviamente a spese dei contribuenti…

Ma non finisce qui. Pare che qualcuno dei militari di cui sopra, impiegati nel servizio di scorta al magistrato, in occasione della “gita” ad Ortisei abbia rinconosciuto in tutto il suo “splendore” Ferdinando Aiello, il quale avrebbe atteso l’arrivo di Luberto. Inoltre, pare che i militari fossero già a conoscenza del ruolo di Ferdinando Aiello perché già emerso durante l’attività di indagine coordinata dallo stesso Luberto e che, da come descrivono le notizie riportate, non riportarono le intercettazioni riguardanti Aiello. Tale informazione dovrebbe trovare riscontro nei rapporti di servizio redatti da personale militare impiegato quel giorno.

In tempi non sospetti, pare che il Luberto abbia voluto alla sua corte altri due militari del Nucleo Investigativo di Cosenza, guarda caso entrambi già impiegati nel procedimento penale nel quale emergeva il ruolo dell’Aiello insieme a quello di altri soggetti della politica locale. Dunque, i marescialli Mazzotta e Caligiuri si ritrovarono in tempi record ad essere inseriti nell’organico del Ros di Cosenza.

A questo punto, la domanda nasce spontanea: o abbiamo davanti due fenomenali investigatori che spiccavano all’interno del gruppo di indagine (e francamente, con tutto il rispetto per i due soggetti, ci sembra altamente improbabile…) oppure si trattava delle due “pedine giuste”, che avrebbero dovuto diventare i “figliocci” di un altro militare, che chiameremo per utilità il buon Coppola, tanto chi deve conoscerlo lo conosce…

Il procedimento penale che ad oggi non risulterebbe essere corredato da ulteriori fascicoli, quelli “spariti” grazie alle manine di Luberto e dei suoi complici in divisa, ormai da anni risulta essere per il Luberto il “grimaldello” da usare per avere occhi e orecchie nella zona jonica. In più, le indagini di detto procedimento pare si siano protratte ben oltre i termini previsti, e anche oltre la naturale scadenza. Ovviamente sempre a spese dei contribuenti…

Il fantomatico procedimento penale divenne una vera e propria staffetta tra i vari pm della DDA di Catanzaro, in particolare Vertuccio, Assumma e Reillo, i quali risultavano sempre coassegnatari del fascicolo di indagine ma comunque dovevano sempre dare conto a “Sua Maestà” Luberto.

La mole di informazioni contenute nel fascicolo di indagine era devastante, oltre che variegata di “perché”… Per usare un eufemismo le indagini passavano continuamente “di palo in frasca” senza puntare un vero e proprio obiettivo definito… Di tutto e di più, un vero e proprio minestrone che nel corso degli anni divenne lo spauracchio dell’intero Nucleo Investigativo.

In tutti questi anni, all’interno del gruppo di indagine in argomento, nacquero delle vere e proprie faide interne e a tutt’oggi qualcuno ne ha pagato anche le spese… Le correnti di pensiero al riguardo erano contrastanti e sempre gestite ad minchiam (per usare un altro eufemismo…) da una scala gerarchica priva di qualsiasi dignità. I vari ufficiali Morrone, Borrelli e Sacco hanno sempre dato nel tempo un colpo al cerchio e un altro alla botte da buoni paraculi sebbene a conoscenza dei fatti.

Già, gli stessi paraculi pare che nel mese di novembre 2019 si siano incontrati nella sede del Comando provinciale di Cosenza forse per “apparare” la cosa ormai divenuta di dominio pubblico. Ai bei tempi, quando ancora il procedimento penale era appena nato, gli “champagne” Letizia e Torchiano furono dei veri e propri compagni di merende per il Luberto. E pare che in quegli incontri di novembre fossero presenti anche loro… A futura memoria, come sempre.