Regione Calabria, al posto di Callipo entra (addirittura) Nino De Gaetano “travestito” da Billari?

Oliverio e De Gaetano

Ormai da qualche ora gli addetti ai lavori della politica calabrese stanno facendo previsioni su chi sarà il nuovo consigliere regionale calabrese che prenderà il posto del dimissionario Pippo Callipo. Dai primi boatos che stanno uscendo fuori, sembra che il “fortunato vincitore” sia un ragazzo di Reggio, candidato nella lista dei Democratici Progressisti per volontà del potentissimo Nino De Gaetano, notoriamente chiacchierato di essere in odor di… ‘ndrangheta e di clan reggini. Anzi, a Reggio si dice con estrema chiarezza che questo ragazzo è un “utile idiota” per la causa di “Ninuzzu”, che addirittura gli fa da autista e che ormai stanno già chiamando i portaborse da inserire nella struttura. E tra questi ci sarebbe addirittura la moglie dello stesso De Gaetano. In sostanza, Billari è stato candidato unicamente perché è uomo di fiducia di De Gaetano.

Dal resto, anche l’Espresso, qualche giorno prima delle Regionali del 26 gennaio, aveva scritto testualmente: “…. Antonio Andrea Billari… è considerato vicino alla macchina da voti Nino De Gaetano, messo agli arresti per Rimborsopoli nel 2015 e coinvolto nell’inchiesta Il padrino. De Gaetano è uno degli epurati da Callipo insieme all’ex sindaco di Castrolibero Orlandino Greco (rinvio a giudizio chiesto da Catanzaro per concorso esterno e voto di scambio) e all’imprenditore di Cittanova Francesco D’Agostino (Stocco & Stocco) che pure è stato assolto dalle accuse dell’inchiesta Alchemia della Dda di Reggio…”. Insomma, pare proprio che Antonio Andrea Billari entrerà in Consiglio e pare che a tutti gli effetti entrerà Nino De Gaetano “travestito” da questo ragazzo…  Nel frattempo, da Cosenza, giunge voce che il famigerato Giuseppe Giudiceandrea, meglio noto come “il comunista col culo degli altri” stia facendo casino perché ritiene che il seggio tocca a lui e proprio per questo starebbe inviando una diffida al Consiglio regionale. Vi terremo informati su questa ennesima “battaglia” tra “impresentabili”.