Rende, lo squallido business degli alberi abbattuti: la ditta in odor di mafia e gli abusi “legalizzati” di Manna

Durante la settimana di Ferragosto 2022 approfittando del vuoto in cittá dovuto alle ferie, si sospetta appositamente scelto per agire indisturbati da possibili obiettori, il Comune di Rende ha fatto abbattere decine di maestosi alberi decennali, con motivazioni e modi che non si possono lasciare passare.

Il progetto demolitivo arboreo tra l’altro sembra solo all’inizio: dopo i 44 abbattimenti eseguiti solo il mese scorso, pochi giorni fa l’assessore Domenico Ziccarelli ha di nuovo annunciato la prossima eliminazione di ulteriori esemplari, ovvero la distruzione di TUTTI gli alberi di via Leonardo da Vinci di Quattromiglia destinata a diventare grazie al sindaco Manna solo una lastra di bitume, e ad essere solo la prima di tante altre vie di Rende in futuro desertiche.

Già in passato l’amministrazione Manna si è resa autrice di feroci abbattimenti di maestosi alberi, sono rimaste indelebili nella mente di tutti gli abitanti di Rende le mozzature avvenute nel luglio 2017 in via Papa Giovanni XXIII.

Il sindaco Marcello Manna non soddisfatto di quella strage arborea eseguita nel suo primo mandato (2014- 2019), ha deciso di progettarne una ben più ambiziosa nella sua seconda amministrazione (2019-2024), a conferma che quello dell’epoca non fu un provvedimento eccezionale ma bensì l’espressione di una visione politica aggressiva in modo sistematico sulla gestione del verde pubblico, particolarmente verso l’albero.
Il 9 agosto 2022 il Comune di Rende pubblicava sul suo profilo ufficiale di facebook un comunicato con cui annunciava 44 abbattimenti imminenti di esemplari decennali, che oggi sappiamo essere stato solo l’ inizio di questa seconda tornata di mozzature.

Querce, pino marino, sono solo alcuni degli imponenti alberi condannati a morte dalla firma del sindaco Manna.
Durante la settimana di ferragosto i residenti di Rende si sono accorti che si aggirava una numerosa squadra di operai con dei grossi mezzi da cantiere dediti a falciare i loro amati alberi.
Anziani, giovani coppie e bambini non hanno potuto fare altro che assistere impotenti alla distruzione ordinata dall’amministrazione Manna, chiedendosi continuamente il perchè di tale efferatezza senza riuscire a darsi spiegazione.

Gli alberi in questione si presentavano infatti sani, bellissimi, senza problemi di nessun tipo, per cui la scelta della loro eliminazione è apparsa incomprensibile.

Il Comune in merito non fornisce risposte soddisfacenti.
Nel suddetto comunicato indica come ragione una presunta salvaguardia ‘dell’incolumità dei cittadini e della viabilità’ mossa da un’altrettanto ipotetica ‘propensione alla caduta’ di 44 esemplari ‘, la stessa motivazione addotta per gli abbattimenti eseguiti nel 2017 e proprio come allora gli alberi tagliati sembravano invece i più belli, sani e forti, per cui i cittadini vorrebbero sapere questa ‘pericolosità per l’incolumità dei cittadini e propensione alla caduta’ che da nessuno è stata mai ravvisata negli esemplari in oggetto, da chi e con quali strumenti é stata determinata.
L’autore della scelta degli alberi da eliminare ad agosto 2022 è indicato nel comunicato come un vago, vaghissimo “esperto agronomo” evitando di erudire la popolazione su quale sia tale pregiato nominativo, anche successivamente ai commenti di chi insistentemente lo chiedeva, invano, il quale attraverso non meglio specificati studi avrebbe redatto un altrettanto vaga, vaghissima relazione- tecnico illustrativa, anche questa insistentemente chiesta, ma non fornita.
Tutto vaghissimo quindi.

SULLA LEGITTIMITÀ DELLA MOTIVAZIONE
Partiamo da un presupposto: l’abbattimento di un albero in ragione ‘dell’incolumità dei cittadini e della viabilità’ e per una sua ‘propensione alla caduta’ sarebbe legittima, ma questa fattispecie ricorreva realmente negli alberi abbattuti il mese scorso a Rende?
Non basta addurre un motivo valido sulla carta bisogna poi dimostrare che sussista nel caso reale, diversamente ognuno potrebbe addurre motivi legali per fare quello che gli pare, anche quando non ricorre la fattispecie.

La motivazione solo dichiarata non ha nessun valore, nè etico nè giuridico: va provata.
Il comunicato diramato dal Comune di Rende il 9 agosto non contenente il nome dell’ “esperto agronomo” che avrebbe deciso gli abbattimenti, la spefica di quali studi e tecniche avrebbe usato per determinare la propensione alla caduta di tali alberi e la relazione- tecnico illustrativa che questo avrebbe fatto, risulta privo di qualsivoglia elemento dimostrativo.

Questa ambiguitá del Comune nel non fornire nominativi, documentazione ed informazioni complete su questo progetto, sia di suo impulso che su richiesta di cittadini ed associazioni, il dire senza dimostrare, il non dare il tempo agli aventi diritto di fare eventuali controperizie e controdeduzioni, ma già 5 giorni dopo averlo annunciato passare all’esecuzione cancellando la possibilità di verificare quanto ha asserito e fare controperizie, ha avuto l’effetto di innescare dei sospetti.
Tutta questa ambiguità e fretta perchè?

La motivazione dichiarata, che sia stato un provvedimento preso per una presunta salvaguardia ‘dell’incolumità dei cittadini e della viabilità’ non convince davvero nessuno in quanto non é comprensibile come in ordine a quest’ultima non siano state ritenute una priorità d’intervento le buche già reali e presenti di cui tutto il comune è disseminato in cui hanno avuto incidenti anche gravi decine di persone, piuttosto che l’abbattimento di alberi sani per l’ipotetica eventualità di una tempesta che avrebbe potuto sdradicarli, fatalitá che si verifica una volta su un mille.

Il non ravvedere nel quotidiano un interesse dell’amministrazione Manna ‘all’incolumità dei cittadini e della viabilità’ nel risolvere problemi più volte segnalati come appunto le pericolosissime buche ma a vederla improvvisamente interessarsene con tale solerzia solo per questa operazione, il perché questo progetto, in ordine alla motivazione dichiarata, sia stato ritenuto una prioritá rispetto ad altri problemi già presenti, e l’enorme quantità di alberi ritenuti pericolanti, che si fa davvero fatica a credere fossero un numero così esteso,
induce le persone a mormorare e sospettare interessi di altro tipo.

A molti infatti è sembrato che il motivo addotto sia stato solo un pretesto per prendere provvedimenti del tutto arbitrari per motivazioni non chiare.
Dubbi alimentati dai grossi interessi economici coinvolti in questa vicenda: tra il valore della legna ed il coinvolgimento dei fondi del PNRR.
La premessa, è che il Comune non spende nulla per questi abbattimenti e la ditta non si fa pagare in soldi, ma solo con la legna ricavata (così è dichiarato sul contratto tra le parti).
Accordo fatto passare come un gran vantaggio per i cittadini, cosa che invece in molti non ritengono affatto.

Iniziamo col chiederci, la legna quanto valeva?
Perchè dare ad una ditta un bene comunale senza nemmeno quantificarne il valore?
Magari superava anche il prezzo del lavoro e sarebbe convenuto pagare la ditta e farne la vendita a parte.
44 alberi ad alto fusto valgono sul mercato migliaia di euro, il valore della legna doveva essere specificato nella Determinazione per capire se questo scambio fosse conveniente per le casse comunali, non essendo stato quantificato chi può dire che è stato un vantaggio per il Comune?

Inoltre, gli abbattitori sono venuti a prendersi gli alberi lasciando grosse radici mozzate, il lavoro per togliere le radici chi lo pagherà?
Perchè non lo dice il Comune ai cittadini che togliere una radice costa tantissimo, addirittura di più dell’abbattimento di un albero?
Magari il valore della legna venduta a parte avrebbe coperto anche questo servizio che invece ora i cittadini dovranno pagare in aggiunta, perchè chi poi verrà a togliere la radice non si pagherà con la radice.

È questo il motivo per cui dopo gli abbattimenti non avvengono mai le promesse ripiantumazioni, perchè il Comune dopo aver mostrato la grande convenienza di queste mozzature a costo zero, poi non vuole pagare il lavoro per togliere la radice.
Per questi motivi non ravvediamo affatto il vantaggio dichiarato per un lavoro così organizzato.

Inoltre in molti si sono chiesti quale fosse tale fortunata ditta ad essersi aggiudicata questo legname dal valore di migliaia di euro.
Ha attirato l’attenzione che quando gli operai dediti agli abbattimenti venivano avvicinati dai passanti che volevano informazioni, si coprivano all’istante il logo della maglietta stringendolo con la mano.

Tu stai facendo un lavoro per il Comune, perchè ti copri?
Diverse segnalazioni riportano che alcuni di questi operai avevano una maglietta nera con un logo con scritto POSTERARO.

Dalla DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE n°1411 dell’8 agosto 2022 n°registro 2439/2022 si ha conferma che il nome dell’impresa che ha eseguito gli abbattimenti è: la POSTERARO LEGNAMI.


Dato il passato tra Manna e un certo Dino Posteraro, imprenditore pluriprocessato (inchiesta “Terminator 2”, assolto grazie proprio a… Manna) e pluricondannato (operazione “Tamburo”, 6 anni, condanna definitiva scontata) in un processo per infiltrazioni mafiose e mazzette in lavori autostradali indicato dall’accusa come colui che ha consentito le infiltrazioni mafiose nel sistema dell’aggiudicazione degli appalti, in entrambi i procedimenti difeso proprio dall’avvocato Manna, chi ha notato questo nome sul logo si è chiesto se fosse solo un caso di omonimia oppure se ci sia un nesso tra Dino Posteraro e la ditta POSTERARO LEGNAMI che ha eseguito gli abbattimenti… 

In molti vorrebbero chiarimenti se ad essersi aggiudicato il lavoro e la legna fosse qualcuno collegato alle amicizie dell’avv. Manna.

Altro aspetto dirimente è che il piano di tali mozzarure è stato fatto rientrare dall’amministrazione Manna in un progetto denominato “Lavori di efficientamento energetico e messa in sicurezza aree a verde comunali” che ha presentato per richiedere ben 130.000 euro di contributi del famoso PNRR, come consultabile nella deliberazione della giunta comunale n°201 dell’8 agosto 2022.
Il Comune ha di fatto una grossa entrata economica da tali abbattimenti, la prende dal PNRR perchè li ha fatti rientrare in un progetto per ottenere questi fondi.

Per cui in definitiva, il Comune prende i soldi del PNRR, la ditta si prende la legna, ma in ordine a ciò che serviva alla cittadinanza questo progetto era necessario?
Il 14 agosto 2022 Francesca Cufone commissario cittadino di Rende Idm (l’italia del meridione) ha detto che il Comune di Rende ha preso come bancomat l’area industriale, a molti è venuto il dubbio che abbia anche preso come bancomat anche gli alberi del comune.
Un po’ troppi gli abbattimenti dell’era Manna per non destare sospetti, è verosimile e statisticamente possibile che in 9 anni un centinaio di alberi di circa 50 anni sono diventati pericolanti tutti sotto la sua amministrazione?
CENTO ALBERI. 44 SOLO AD AGOSTO 2022.
A gennaio 2022 il sindaco Manna è stato rinviato a giudizio con l’accusa di aver corrotto un magistrato con delle mazzette, questo episodio ha minato la sua credibilitá e reso noto il suo non essere estraneo a certi tipi di dinamiche.

Nonchè fatto realizzare che purtroppo comportamenti illegittimi ed interessi di altro tipo non si possono mai escludere a priori in nessun contesto.
L’inchiesta di questi giorni del dr Gratteri è l’ennesima conferma, arrivata dopo altri fatti precedenti ormai acclarati.
La vicenda degli abbattimenti ordinati dal Comune di Rende è l’ennesima di questa amministrazione dai contorni poco chiari in cui sarebbe doveroso andare a fondo.
La legittimitá delle motivazioni che hanno spinto l’amministrazione Manna ad un provvedimento così grave non è affatto trasparente, sono tanti i cittadini e le associazioni che hanno chiesto un confronto, ma il Comune non ha ritenuto nemmeno di rilasciare dichiarazioni.
Perchè scegliere sempre la strada della vaghezza piuttosto che della trasparenza?

Perchè mostrare ambiguità nel non dire direttamente o rispondere a chi lo chiedeva che l’agronomo che ha stabilito gli abbattimenti appena avvenuti dei 44 alberi è la dott. ssa NADIA DE IACOVO, come risulta dagli atti pubblicati dal Comume di Rende: la DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE n° 890 del 22 dicembre 2021 con cui le è stato affidato l’incarico e dalla DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE n°1411 dell’8 agosto 2022 n°registro 2439/2022, per permettere ai cittadini e le associazioni che volessero chiarimenti un confronto di poterli avere?

Perché non fornire la famosa relazione tecnico- illustrativa nella quale vengono indicati i 44 esemplari da abbattere, prodotta in data 9 giugno 2022 con nota prot. 31345 che non risulta reperibile?
Alla ricerca di un dialogo e di risposte sulla questione da parte di cittadini, associazioni e partiti d’opposizione è seguito il silenzio da parte di Manna.
Ma è importante ricordare che anche in passato quando invece questo dialogo ci fu si rivelò totalmente a senso unico.

Ad inizio 2017 epoca dei primi abbattimenti, risulta da articoli del periodo che la sezione provinciale Lipu di Rende si dette un gran da fare per creare una dettagliata proposta per regolamentare il verde urbano che consegnò tramite i suoi responsabili e tecnici alla Commissione Ambiente dell’amministrazione Manna, per cercare di evitare le troncature annunciate anche allora, guarda un po’, sempre per una presunta tutela ‘dell’incolumità dei cittadini e della viabilità e che nonostante il valido progetto proposto dall’associazione vennero eseguite comunque.

Ora nel 2022 di nuovo altre associazioni si stanno arrovellando su come risolvere il problema nuovamente imputato dal Comune ad alcuni alberi di creare problemi ‘all’incolumità dei cittadini e della viabilità’ dando per scontato come nel 2017 la bonarietà di tali ragioni, ma si ritiene che proprio come allora verranno fatte a prescindere da quello che gli verrà proposto, e che piuttosto che scervellarsi sul creare progetti cui non viene dato nessun seguito sarebbe il caso piuttosto di appurare le ragioni addotte.

Si reputa anche, che tutte le considerazioni che in questi giorni stanno facendo cittadini, associazioni, partiti d’opposizione, sul discorso ambientale, sull’importanza del patrimonio arboreo, sulla vitalitá dell’albero, non interessino per niente al sindaco Manna ed alla sua amministrazione perchè il modo in cui hanno preordinato ed agito la distruzione di decine di esemplari ed in tutto un centinaio di alberi durante i due mandati è oggettivamente incompatibile con una voglia di preservarli e di certo non la svilupperanno al seguito delle vostre considerazioni e progetti, ai quali in questi giorni non hanno nemmeno deciso di rispondere.

Per tutti i motivi fin qui esposti, si conclude che in questa vicenda per interrompere gli abbattimenti non ci sia mai stato e non ci sia neanche ora nessun margine d’intervento al di fuori di una denuncia, anche per tutti i motivi che si annoverano di seguito.
Oltre ai tanti interrogativi sulla legittimità della motivazione che al momento definiamo punti di domanda… si sono riscontrate invece con sicurezza gravi violazioni nello svolgimento di tale operazione taglio alberi tali da avere quasi dell’incredibile.

Tantissime persone tra universitari fuori sede, residenti, giornalisti ed associazioni del quartiere, durante i giorni delle mozzature le hanno riprese e pubblicate in massa sui propri social facebook, instagram, whatsapp, tik tok, etc, decine e decine di filmati e foto da cui, essendo pubblici, si attinge per riproporli qui di seguito (solo una minima parte e le più zoommate per evitare quelle con passanti o condomini affacciati).
Da questi si nota e documenta una lunga serie di irregolarità MACROSCOPICHE nello svolgimento di questo lavoro in ordine alla tanto citata “tutela dei cittadini e della viabilità”, nonchè alle importantissime norme sulla sicurezza dei lavoratori.

Tutte le norme che era possibile violare facendo un lavoro del genere sono state violate. Tutti gli operai addetti agli abbattimenti, sia quelli a terra, che quelli in altezza sui mezzi, anche durante l’uso di attrezzatura pericolosa come le motoseghe, hanno svolto l’intera operazione in abiti civili e senza nessun sistema di protezione.
Sono stati messi a lavorare sprovvisti di:
• caschetto,
• giubotto catarinfrangente
• visiere
• minimi presidi di segnalazione e protezione previsti dalla legge,
• una semplice divisa che gli desse una parvenza di professionalità,
nell’inosservanza più totale delle basilari norme sulla sicurezza
dei lavoratori e decoro.

E su strade principali con un grosso flusso di auto in corso senza:
• transennare il tratto in cui stavano lavorando e quindi nessun tipo di argine tra
loro ed i mezzi in transito, trovandosi letteralmente tra le macchine,
• la presenza della polizia municipale che con la gestione del traffico, evitasse
di esporre gli stessi operai e gli automobilisti tutti a pericoli di vita,
nell’inosservanza più totale delle basilari norme sulla “tutela dell’incolumità
dei cittadini e della viabilità”.

Le foto mostrano:
• Operai senza presidi di protezione,
uno su furgone con cestello elevato ad oltre 20 metri da terra dedito
all’abbattimento di un albero con motosega, che al posto di caschetto e visiera
indossa un berretto da baseball e degli occhiali da sole,
ed altro a terra che effettua motosegatura senza nemmeno una
visiera per le schegge,
diversi addetti che invadono continuamente la carreggiata, o centralmente o
lateralmente, senza abbigliamento adatto per segnalarsi;

• Operazioni a centro strada di:
Abbattimento di albero ad alto fusto caduto completamente su tutta
la carreggiata (prende l’intero perimetro tra le linee bianche che la
delimitano dai due lati);
Taglio di tronco quasi a centro strada, come si evince dalla presenza di
segatura sull’asfalto fino quasi a metà corsia, il tutto con motorini, auto e
camion che come si vede transitavano a fianco;

• Operazioni a lato strada di:
motosegatura di rami e tronchi con detriti che s’ irradiavano sulla carreggiata
e sollevamento di tronchi tramite furgone con braccio a pinza sempre
tra i moto ed auto in transito;
mezzi da cantiere in sosta sulla corsia, spostati in avanti ed in retromarcia,
senza nessun tipo di segnalazione.
Il tutto come detto in assenza della polizia municipale, e quindi anche
della gestione del traffico.

Sembra fantascienza, invece è successo veramente, ed è ciò cui hanno dovuto assistere attoniti i cittadini di Rende nei giorni adiacenti a ferragosto 2022.

SULLA LEGITTIMITÀ DELL’ESECUZIONE DEL LAVORO DI ABBATTIMENTI

Il modo in cui sono stati eseguiti questi abbattimenti ha rispettato la legge? Ha rispettato le norme sulla sicurezza dei lavoratori? Ha rispettato le norme sulla “sicurezza dei cittadini e della viabilità”? È accettabile che operai che svolgono un lavoro per un Comune vengano messi a farlo senza sistemi di protezione personale e senza misure a tutela dei cittadini in transito?
Non era previsto per legge e dal contratto tra le parti che questa ditta nello svolgimento della mansione dovesse essere affiancata dalla polizia municipale e dall’UTC?
Difatti, l’altro aspetto incredibile è proprio il ruolo della polizia municipale di Rende in tutta questa vicenda.

Premettendo che nessuno di notorio ha notato la loro presenza durante queste operazioni, nè sono raffigurati in nessuna foto o filmato, tuttavia vorremmo che il Comandante dichiarasse la loro posizione in merito, se sostengono di essere stati presenti o assenti, perchè in entrambe le eventualità dovrebbe dare molte spiegazioni.
Le cose sono due: o c’erano, o non c’erano.
 Se erano presenti, dovrebbero spiegare come mai hanno permesso lo svolgimento del lavoro in queste condizioni, con i lavoratori senza sistemi di protezione?(giusto per dirne una)
 Se non erano presenti, dovrebbero spiegare la motivazione della loro assenza, è stata una loro mancanza oppure non sono stati inclusi nell’operazione dal Comune?
Se non fossero stati coinvolti, in ogni caso come mai non sono intervenuti successivamente di propria iniziativa?
La polizia municipale di Rende si è resa conto nei giorni adiacenti ferragosto che le strade principali del comune sono state occupate da operai con motoseghe e grossi mezzi da cantiere, mattina e pomeriggio, per diverse ore al giorno, per diversi giorni, che hanno lavorato senza sistemi di protezione e senza misure di sicurezza per la viabilità, oppure non si è accorta di nulla?
Nessuno della municipale li ha visti in prima persona o non ha ricevuto nessuna segnalazione di quanto stava avvenendo?

Il Comandante della municipale di Rende dovrebbe dare molte spiegazioni sull’accaduto.
Davanti a tutto questo è risultata ancora più inverosimile la dichiarazione fornita in origine dell’amministrazione Manna di aver voluto svolgere questo lavoro a tutela ‘dell’incolumità dei cittadini e della viabilità’ e poi averlo fatto in un modo che l’ha messa così gravemente a rischio.
Tu Comune di Rende hai sostenuto di tenerci tanto alla tutela “dell’incolumità della viabilità e dei cittadini” e poi durante un’operazione da te disposta di abbattimenti di alberi ad alto fusto ai bordi ad una strada aperta al traffico nemmeno metti un’unità della municipale e transenni il tratto?
Se giá la credibilità di tale motivazione era zero per molti, dopo che i cittadini hanno visto il modo in cui tale operazione è stata svolta, incompatibile con i propositi dichiarati, è diventata meno di zero.

Tutti questi video e foto testimoniano REALMENTE quanto ci tengono il sindaco Manna e la sua amministrazione “all’incolumità dei cittadini e della viabilità’ e quanto invece siano proprio loro la causa di grave pericolo su questo versante per le buche che non aggiustano e per il modo con cui hanno svolto questi interventi.
Altro interrogativo è sul dirigente Francesco Minutolo e sull’assessore Domenico Ziccarelli che tanto si sono spesi pubblicamente sulla necessità di questi abbattimenti, in che modo ne hanno seguito poi lo svolgimento?
Chi era il soggetto preposto alla tutela della sicurezza degli operai e “della sicurezza della viabilità”?
Per tutti i motivi fin qui esposti si ritiene doveroso che le autorità competenti intervengano in questa vicenda e se riscontrati perseguano gli illeciti che si sono verificati. Nonchè blocchino con decorrenza immediata queste mozzature finchè non verrà fatta chiarezza, circa:
• La legittimità delle motivazioni addotte dal Comune, con la possibilità anche per le associazioni che vorranno di presentare controperizie sull’argomento
• la verifica del rispetto delle norme di riferimento sulla sicurezza dei lavoratori, dei cittadini e della viabilità, durante i lavori di abbattimento realizzati ad agosto 2022
• la presenza o assenza durante gli stessi delle figure preposte (la municipale e l’UTC)
• l’identità e la leicità dei rapporti dei soggetti coinvolti in questa operazione.
Si auspica che le operazioni di abbattimenti che sono state eseguite nell’arco dell’attuale amministrazione di Rende vengano fatte rientrare tra le questioni attualmente oggetto di verifica da parte della magistratura dell’operato del sindaco Manna, per tutti i motivi di ambiguitá che hanno presentato.
In conclusione, Cari cittadini, associazioni, partiti:
per i 44 alberi distrutti nei giorni di ferragosto purtroppo non c’è più nulla da fare, pochi giorni fà hanno annunciato anche il prossimo abbattimento di tutti gli alberi di via Leonardo da Vinci e si conclude per tutti i motivi addotti che chiunque voglia intervenire per fermarli non avrà nessun risultato senza presentare una denuncia, perchè sia chiaro:
Loro da soli non si fermeranno.
Anzi stanno alzando sempre di più il tiro, aumentano sempre il numero degli esemplari da abbattere. “Perchè il male trionfi è sufficiente che i buoni non facciano niente” (Edmund Burke).

Rosa Di Maggio