Rende, tutta la verità sul Parco Acquatico: la longa manus del socio occulto e le bugie del Comune

DOVE SONO FINITI I SOLDI PER PAGARE GLI STIPENDI DEGLI EX LAVORATORI DEL PARCO ACQUATICO?

dalla pagina FB PACCO ACQUATICO

Salve, chiedo a tutti di leggere questo post; condividerlo, divulgarlo il più possibile e trasmetterlo a conoscenti ed amici, anche in pvt e con tutti i mezzi. E’ davvero importante che tutti si facciano una idea di quello che è accaduto, e continua a succedere, nel PACCO acquatico. CHI GESTISCE LA STRUTTURA – La società Parco acquatico Santa Chiara 4.0 (PASC 4.0, per gli amici) è formata dal CONEDIL 1%, Appalto Semplice 39% e dalla TST Srl 60%”.

La struttura, però, è sempre stata gestita soltanto dalla TST per il tramite del socio unico ed amministratore Enzo Spanarelli, che è il prestanome del socio occulto ed amministratore di fatto, tale Tonino Vivacqua. Questo lo scrivo per far chiarezza e, finalmente, raccontare i fatti come sono senza nasconderci dietro il dito mignolo di un neonato o riportare notizie fuorvianti, seppur verosimili.

Il Sig. Spanarelli, da buon prestanome, ha eseguito sempre e solo gli ordini ricevuti dal socio occulto e, di fatto, padrone del PACCO (come ama definirsi) Tonino Vivacqua. L’ho scritto due volte perchè non se ne è mai parlato fino ad ora ed è giusto dare, a persone e cose, il loro vero nome.

IL TENTATIVO DI REVOCA – “…Nel mese di dicembre 2019, due soci della PASC 4.0 Srl: CONEDIL ed Appalto Semplice, chiedono la revoca della concessione della società di progetto”. E’ vero, ma se non si spiega cosa è successo prima, anche questa notizia risulta incompleta. Alla fine della stagione estiva, esattamente a metà agosto, risultavano una montagna di debiti verso il Comune di Rende, verso i fornitori, verso le aziende che hanno apportato servizi come guardiania, animazione e pulizie e, ovviamente, verso i dipendenti del PACCO nonostante un incasso di 375.000,00€ circa.

Da fine agosto a novembre, si sono susseguite una serie di riunioni tra i soci per trovare una soluzione adeguata. Soluzione mai trovata per i modi arroganti e totalitari del Vivacqua. Da premettere che quest’ultimo, vero socio occulto ed amministratore di fatto, ripeto, non ha messo firme, mai investito soldi nel “progetto Parco acquatico” e non ha apportato alcuna competenza o qualifica nell’assetto societario. Ciononostante ha sempre preteso di comandare e gestire il PACCO, la contabilità, l’amministrazione e le “assunzioni” (che parolona). Gli unici capitali investiti sono stati apportati dal socio Appalto Semplice cosi come i lavori strutturali effettuati e fatturati.

A questo punto i due soci Appalto Semplice e CONEDIl, propongono di acquistare le quote societarie della TST e rilevare i debiti chiedendo le dimissioni dell’amministratore Spanarelli. Di contro, la risposta del Vivacqua è stata: “…no, chiediamo un finanziamento, mettete la firma a garanzia del prestito e tutto rimane com’è ed io…continuo a gestire ogni cosa”. Ogni uomo o imprenditore di buon senso avrebbe risposto: “…ma sei scemo?” Ed invece, è stata avanzata una seconda proposta e cioè: la TST acquista le quote degli altri soci. La risposta del Vivacqua è stata: “…va bene. Mi cedete le quote ma i soldi ve li do quando li avrò”. Ogni uomo o imprenditore di buon senso avrebbe risposto: “…ma sei scemo?” Solo a questo punto c’è stato il “TENTATIVO DI REVOCA”.

ATTIVITA’ IN STALLO – Questo è il punto che mi fa divertire di più. Si parla di “…nuovi investimenti programmati per sfruttare appieno tutte le potenzialità del Parco, utilizzando le risorse di un prestito già deliberato alla Tst, l’unico tra i soggetti coinvolti, ad avere le carte in regola per accedere ad un finanziamento, con il quale si potrebbe anche procedere al saldo di tutte le spettanze”.

Non capisco quali documenti sono stati visionati per arrivare ad una dichiarazione simile. Di preciso, ma di quali investimenti programmati si parla? Chi gestisce attualmente il Parco, non ha la più pallida idea di cosa fare e di come si gestisce in eccellenza una struttura simile. Non ha le capacità, l’esperienza nel settore e non ha capitali. Inoltre, se la TST ha avuto un finanziamento già deliberato, perchè non liquida gli altri soci e con i soldi del finanziamento rileva le quote restanti e paga, contestualmente, tutti i suoi debiti?

Informo che il socio unico ed amministratore della società TST ha richiesto un finanziamento di pochi spiccioli nel mese di gennaio, per pagare una parte dei debiti societari, ma gli è stato rifiutato. Prima di scrivere, bisognerebbe prendere informazioni attendibili. Chiedersi, ad esempio, se l’azienda in questione ha dipendenti. Che giro d’affari ha sviluppato nell’ultimo decennio. A quanto ammontano gli esercizi chiusi in attivo…e così via. Se invece il problema è che, a chiedere il finanziamento, deve essere la PASC 4.0 Srl (anche se è stato deliberato alla TST, valle a capire ‘ste banche) e quindi servono le firme di tutti i soci, mi chiedo: a quale istituto di credito pensano di rivolgersi visto che hanno conti bloccati, assegni impagati ed un bilancio provvisorio, notizia di pochi giorni fa, con un passivo di 250.000,00€ accumulato in pochi mesi? Rimango in attesa di una verità che possa illuminarmi.

MEDIAZIONE DEL COMUNE – Anche in questo caso ho delle perplessità. Ci fanno sapere che il Dott. Mario Rausa, assessore allo sport del Comune di Rende, sta provando a mediare tra le parti. Se la mediazione in questione, consiste nel voler convincere i soci uscenti che è giusto ed opportuno rimanere coesi ma… alle condizioni di Tonino Vivacqua beh, la vedo una mediazione debole. Piuttosto è importante sapere che è stato proposto il subentro di tre imprenditori locali, qualificanti. Professionisti disposti ad investire capitali importanti per approntare ogni zona della struttura sviluppandola in eccellenza; disponibili a rilevare una quota societaria (in maniera tale da non lasciare la maggioranza, ovviamente, ad un SOLO SOGGETTO) entrando nello specifico della gestione dei comparti di pertinenza: food, benessere e zone sportive.

Di contro la TST avrebbe dovuto occuparsi di quello che DICE di saper fare e cioè, gestire gli impianti. Mi domando se il sindaco Marcello Manna è adeguatamente informato e, se lo è, perchè non ha mai affrontato seriamente questa proposta “verbale”? Sembra quasi che gli stipendi degli ex dipendenti e le fatture ed il fitto e le utenze del Parco, non vengono pagati per delle “beghe” tra soci…

Fermo restando che ci sono discussioni nelle migliori famiglie, figuriamoci nelle peggiori società, la domanda giusta è: ma chi se ne frega? Gli stipendi vanno pagati e pagati TUTTI, compreso chi ha lavorato in nero, compresi i minorenni che hanno lavorato senza contratto e senza tutela e vanno pagati secondo quanto riportato nel capitolato d’oneri sottoscritto tra il Comune ed i gestori del PACCO… straordinari compresi.

Gli stipendi ed i debiti del PACCO non vengono pagati perché, chi gestisce, non ha la minima competenza e non esiste alcun progetto valido; questo è quanto. Il problema non sono neanche i soldi ma la totale incapacità di produrre guadagni e reddito. Prima si prende coscienza dei veri motivi e cause di questo fallimento annunciato e più breve sarà l’agonia. Ad oggi il Parco acquatico Santa Chiara è un luogo abbandonato a se stesso, ma con l’erba appena tagliata, e nelle mani di pochi irresponsabili senza alcuna capacità imprenditoriale, gestionale ed amministrativa.

Per i più curiosi, consiglio di leggere il CONTRATTO DI AFFIDAMENTO IN CONCESSIONE ed il CAPITOLATO SPECIALE D’ONERI, reperibili online. Troverete alcuni adempimenti fondamentali ovviamente disattesi. La mancata osservazione degli stessi articoli e/o adempimenti, in qualsiasi altro caso di contratto pubblico, causerebbero la decadenza dell’aggiudicazione e la risoluzione del contratto tranne se…hai un santo in paradiso o nel Comune di Rende. Lo stesso Comune, il sindaco Manna, l’assessore Rausa ed i tecnici, tutti informati sui fatti, non ne parlano “forse” per evitare un imbarazzo palese e deflagrante. Detto ciò….DOVE SONO I SOLDI DEI NOSTRI STIPENDI?