“Occhiu’, il prossimo Capodanno manda una bottiglia di “Amaro del Capo” ai calabresi: così risparmi e cumparisci”

DALLA PAGINA FB DI ANNAROSA MACRI’, GIORNALISTA E SCRITTRICE 

PRESIDENTE OCCHIUTO, IL PROSSIMO CAPODANNO MANDI UNA BOTTIGLIA DI AMARO DEL CAPO (OGNI RIFERIMENTO…) ALLE FAMIGLIE CALABRESI: COSI, COME SI DICE DALLE SUE PARTI, “RISPARMIA E CUMPARISCE”…

(dall’Altravoce-Il Quotidiano)

Gentile Signora, quest’anno la RAI ha trasmesso dal lungomare di Catanzaro, Calabria, lo spettacolo “L’anno che verrà”, condotto da Marco Liorni. In piazza c’era tanta gente contenta e più di cinque milioni di telespettatori davanti alla Tv.

Secondo me, uno show alquanto deludente. Alcuni lo hanno classificato come Museo delle Cere. Sul palco si sono esibiti: Rosanna Fratello, Patty Pravo, I Cugini di Campagna, Rettore, Anna Oxa, Orietta Berti, vecchie glorie che non hanno entusiasmato nessuno. I siparietti di Nina Zilli, dedicati alla Calabria, invece, sono stati simpatici e gradevoli.
Tutti felici e contenti? Non direi. Il Sindaco di Catanzaro Fiorita è soddisfatto, per lui è andato tutto bene (e anche per il Presidente Occhiuto, ndr). I telespettatori, invece, sono stati delusi e non sono mancate le critiche: è stato un Capodanno o una puntata speciale di Techetechetè?

Catanzaro meritava di più. Non metto in discussione il valore degli artisti che si sono esibiti sul palco, tutti nomi importanti e artisti conosciuti che in passato hanno avuto tanto successo, ma rappresentano un mondo che non c’è più.
Altro che “L’anno che verrà”. Per me è stato “Un anno che fu”, anzi, come ha scritto Fanpage, sembrava la parodia della Tv russa. Che tristezza. A mezzanotte, Marzullo e Rosanna Fratello con i bicchieri in mano accanto a Orietta Berti. Una scena che aveva più il sapore di una rimpatriata di pensionati dello spettacolo che di un evento nazionale.

A Cosenza, in Piazza dei Bruzi, si è esibito il cantautore calabrese Brunori, il quale con le sue canzoni, in una notte molto fredda, ha saputo riscaldare i cuori delle migliaia di fans provenienti da altre regioni italiane. Alla fine hanno finanche cantato la canzone “Buonanotte Cosenza” del Prof. Giacomantonio, mio professore di musica all’Istituto Magistrale di Cosenza.
Buon anno
Francesco Gagliardi – Cosenza

RISPONDE ANNAROSA MACRI’

Eh, caro Professore, c’ero anch’io, sa, con i pop corn, in prima fila davanti alla tivvù, a las ocho y media de la noche del 31, quando tutti gli orologi dell’italico suolo segnavano, indovini un po’, las ocho y media de la noche… davanti allo spettacolo del terzo capodanno televisivo glorioso dalla venuta di Occhiuto in terra (di Calabria, che ha capito?!).
C’ero, sì, per dovere d’ufficio di vecchia cronista: io lo so che quando qualcuno parla di Calabria, o la fa vedere, al di là del Pollino, scoppia la polemica: troppo mare, poca montagna, troppa Tropea, poca Tropea, e dov’è il paese di mio cugggino?!, “chisti simu”?! e via polemizzando…

Si chiama “sindrome di Melusina”, quella di cui parla Alvaro, e spero di poterlo almeno nominare, il Nostro, da che i disciolti, in via di ri-consolidamento, si accingono a farne cosa loro…
Non mi aspettavo, a dire il vero, che, a ‘sto giro, la sindrome di Melusina fosse superata dalla sindrome di Arzilla (nel senso di Villa), e mi meraviglio di lei, caro Professore, che ha più di novant’anni… mi scusi, ma di che si stupisce?

La Calabria ha votato la Destra, in conformità con l’Italia intera che ha votato la Destra? E che pensava che la Destra fosse solo diminuzione delle accise sulla benzina, dell’età pensionabile, della corruzione, delle liste d’attesa, degli sbarchi e delle tasse?
Eh, no, caro mio!

Nel pacco, pardon nel pacchetto, era compreso a prezzi di saldo, una manciata di milioncini, uno stock di avanzi di capodanni d’antan, acquistati ad occhi chiusi dal Presidente di Destra Roberto Occhiuto, con la partecipazione speciale del Sindaco di Sinistra di Catanzaro Nicola Fiorita (vabbè, nessuno è perfetto), che non è andato per il sottile nel merito dell’offerta – i fondi di magazzino si comprano in blocco – ma una richiesta l’ha fatta: che il nome di Catanzaro fosse pronunciato un certo numero di volte nel corso della serata, e, soprattutto, fosse scandito bene, tipo il “fun-zio-ne-ran-no” meloniano, pare abbia detto: Ca-tan-za-ro! Non è che con tutti i soldi che ho speso, pare abbia aggiunto, chi sta davanti alla tivvù, magari un po’ bevuto, si confonde con Catania o Cataforio o Catalogna, o magari, con Qatar?!
Ca-tan-za-ro come il Confetto Falqui: basta la parola!
E ha fun-zio-na-to, sa? Le agenzie di viaggio calabre le hanno assaltate da tutto l’orbe terracqueo con una richiesta sòla, pardon, sola: Ca-tan-za-ro!

Lei dice: ma… mentre io mi sciroppavo Rosanna Fratello (d’Italia…) i Cosentini si scialavano con Brunori Sas… ma che c’entra? quello è il Paese reale, quello dei “poveri comunisti”: ad Atreju, “nel mondo che non c’è”, l’ha detto lei, eh!, vanno forte i Fratelli d’Italia… pardon, i Cugini di campagna: fun-zio-na-no!!
Per quanto… pare che il ministro Giuli ci stia pensando: dopo Gramsci, Pasolini e don Milani, ha deciso: c’è una puntina di Destra in Achille Lauro Mahmood e persino in Elodie e il prossimo capodanno…
Il prossimo capodanno, presidente Occhiuto, glielo do io un consiglio (per gli acquisti) non richiesto: mandi una bottiglia di Amaro del Capo (ogni riferimento…) a tutte le famiglie calabresi, farà un figurone, della serie “risparmia e cumparisci”, come dicono dalle sue parti.
Tutto il resto è noia, come dice il poeta. Non ho detto gioia: noia, noia, noia…