Ad Altomonte si sta giocando una partita tutta particolare nelle pieghe di quel sistema più o meno sotterraneo che governa la Calabria. Dopo la lettura delle relazioni del ministro dell’Interno e del prefetto di Cosenza alla base dello scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, non manca chi nota contraddizioni anche clamorose che si concentrano su un documento per certi versi sconcertante. I commissari prefettizi il 29 dicembre scorso hanno rinnovato l’incarico di responsabile del settore amministrativo a Franco Garita, ovvero proprio a quel dipendente comunale ampiamente citato nelle relazioni come fulcro dell’organizzazione. In paese sono sbigottiti: la storia di Garita al Comune è quantomeno paradossale: apre il Comune anche di sabato e domenica alle sei di mattina e nessuno sa cosa faccia e cosa facesse ancora prima che arrivasse il rinnovo dell’incarico. E ovviamente chiude anche la sera: le chiavi le ha solo lui…
Il rinnovo dell’incarico sembra realmente una follia. C’è un passaggio della relazione nel quale si legge che “la compromissione dell’apparato politico-amministrativo traspare anche dalla circostanza che il prefetto di Cosenza, oltre a proporre lo scioglimento per condizionamenti mafiosi dell’ente, ha richiesto l’adozione delle misure di cui al comma 5 del cennato art. 143 del TUEL nei confronti di un dipendente comunale stretto familiare del defunto capo cosca locale. Il dipendente in questione è proprio Franco Garita e il comma 5 dell’articolo 143 del TUEL recita:
- Cessazione delle cariche: Contestualmente al decreto di scioglimento, vengono dichiarati decaduti dalla carica il sindaco (o il presidente della provincia), i componenti della giunta e del consiglio, nonché ogni altro incarico elettivo connesso.
- Risoluzione dei contratti di fiducia: La legge prevede la risoluzione di diritto degli incarichi di natura fiduciaria. Nello specifico, cessano i contratti dei collaboratori a contratto (ex art. 110 TUEL) e i rapporti di lavoro presso gli uffici di supporto agli organi di direzione politica (uffici di staff ex art. 90 TUEL).
- Nomina della Commissione Straordinaria: Con il decreto di scioglimento viene nominata una Commissione Straordinaria composta da tre membri (solitamente funzionari dello Stato, prefetti o magistrati a riposo), alla quale sono affidati i poteri che spettavano agli organi decaduti.
Insomma, tutto si dice meno che… rinnovare l’incarico a chi c’era prima. La relazione prefettizia si sofferma lungamente sulla figura del dipendente comunale Franco Garita diventato ormai custode del Comune in quanto divenuto i! “fulcro dell’attività amministrativa del!’Ente in termini totalizzanti” a prescindere dalle aree di competenza dei singoli uffici, ruolo assunto di fatto da Garita e che ha trovato conferma anche in sede di dichiarazioni rese in sede di audizione presso la commissione d’indagine. Lo conferme anche l’atteggiamento prevaricante capace di incidere direttamente sugli esiti di procedure di gare nelle quali ricopriva l’incarico di responsabile unico del procedimento e, in un caso, anche senza rivestire alcun ruolo formale.
Questo dipendente comunale – lo ribadiamo – risponde al nome di Franco Garita ed è nipote diretto del boss “Don Saverio” Magliari. Ad Altomonte lo sanno anche le pietre. Proprio a questo riguardo la commissione d’accesso fa riferimento, in particolare, a due procedure di gara nelle quali il dipendente ha il ruolo di responsabile unico del procedimento nonostante in entrambi i casi avrebbe dovuto astenersi attesa che, tra i candidati da selezionare (per l’assunzione di tre operatori sociosanitari) e tra i dipendenti di una delle ditte partecipanti (risultata affidataria del servizio mensa) figuravano suoi parenti; obbligo di astensione previsto dalla normativa vigente e da deliberazioni dell’Anac.
IL CONCORSO PER IL COMANDANTE DELLA POLIZIA MUNICIPALE
Ancor più gravi sono state le irregolarità segnalate dall’organo ispettivo nell’espletamento delle procedure di reclutamento di personale specialista di vigilanza, i cui esiti hanno dato luogo all’assunzione e poi alla nomina in qualità di comandante della polizia municipale di Altomonte di un ex amministratore dell’ente anch’egli imparentato con il suddetto funzionario e con il presidente del consiglio comunale. Si tratta di Francesco Coppola, parente di Garita e quindi anche del boss defunto (anche lui è un nipote…) e persino di Luigi Capparelli, presidente del Consiglio, il quale – come tutti sanno – vince il concorso truccato senza avere nessun titolo… 
A questo punto, una riflessione è inevitabile. Non c’è dubbio che alle ultime Regionali il riferimento politico di questa banda è stato Gianluca Gallo. Tutto il Comune ha lavorato per lui e infatti Gallo e Santoianni hanno fatto il pieno di voti. Un altro elemento importante della banda è l’imprenditore Artuso, fedelissimo del Gallo. E’ lui che fa manbassa di appalti e affidamenti e Garita e Coppola gli spianavano la strada: gestivano tutto loro, soldi, voti e ogni altra cosa. Garita poi festeggia pacchianamente con la Santoianni e anche qui si resta perplessi. La sensazione è che ci sia molto altro in ballo, che non riguarda direttamente Altomonte ma che può essere servito per aprire una breccia magari sulla via di Cassano. Ma non si può escludere che qualcuno lavori a un clamoroso insabbiamento nonostante lo scioglimento: non sarebbe certo la prima volta. Di sicuro, nelle relazioni che abbiamo letto manca qualcosa, anzi parecchio.
Per esempio: Calabria Straordinaria e tutto quello che ruota intorno: milioni e milioni di euro per tenere a freno il mondo dei media e dell’imprenditoria. Ma ci sono anche altre vicende: ad Altomonte si chiedono come mai la relazione non parla dei grandi evasori: anche qui milioni e milioni. E ancora: perché la relazione non parla di oltre un milione di euro all’anno di feste gestite da personaggi legati alla politica del Gallo? E non manca chi ricorda che ci sono indagini nazionali che parlano di ben altro. A fine 2023 un famigerato latitante sarebbe stato ospitato proprio ad Altomonte. Qualcuno in queste ore – sicuramente con un fondo di blasfemia – paragona il Gallo cedrone a Gesù quando disse a Pietro/Garita: «In verità ti dico che questa stessa notte, prima che il gallo (cioè… Egli stesso) canti, tu mi rinnegherai tre volte». Noi vogliamo pensare che sia così perché se non fosse così ci sarebbe da essere seriamente preoccupati.










