Provincia di Cosenza sull’orlo di una crisi di nervi. I “morti”, lo “zombie”, ‘a cascetta e il mitico comandante/non comandante

A seguito dei ponti festivi del 2 e 5 gennaio, di fatto è dal 31 dicembre che la Provincia e’ rimasta chiusa. Mai così laboriosa durante una viglia di Capodanno.
Ma alla riapertura, dopo 6 lunghi giorni, la coltre provocata dalla “bomba” che è caduta in quella giornata campale volteggia ancora in aria, che a volte è anche difficile riconoscere i colleghi ritornati dalla lunga vacanza, che sono quasi come avvolti in una nebbia.

Un vero e proprio scenario “post-atomico” burocratico, dove la polvere non è fatta di macerie reali, ma di decreti, carte e resti di un sistema di potere che sembra imploso su se stesso.
È l’immagine di un ente che ha smesso di guardare avanti per concentrarsi solo sulla propria sopravvivenza interna.

Sembra che tutti cercano in terra qualcosa, tipo i rilievi della polizia scientifica che disegnano col nastro adesivo bianco le sagome dei dirigenti abusivi ormai caduti e professionalmente “morti” la vigilia di Capodanno, periti sotto le carte del segretario pesanti come macigni, numerate come i bossoli sulla scena del crimine. Ma tutti cercano qualcosa di ancora più importante: chi comanda davvero ora? Con chi accreditarsi adesso?

Peli di baffi arrotolati ci dicono che quella è la sagoma del fu dirigente Giuseppe Meranda detto D’Artagnan, nipote del grand commiss Antonio Molinari che in Provincia ha disseminato a tempo indeterminato pezzi del suo parentato, dai più diretti (il fratello e il figlio!!!) ai piu remoti, in un delirio dinastico-burocratica.
Più in là troviamo brandelli di vestiti colorati e sgargianti, sarà di certo la sagoma di quel che resta di Gianluca Morrone, che però molti dicono parzialmente resuscitato poiché comunque da funzionario dell’ente è stato lasciato a fare le stesse cose di questi 4 sporchi anni anche se senza lo stipendio da dirigente. CAMBIARE TUTTO PER NON CAMBIARE NIENTE.

In fondo al corridoio una sagoma più piccola ci dice che è quella dell’ex dirigente Amelio, il meno appariscente dei 4 ma non per questo il meno incisivo dei quattro per i traffici di Marco a ‘mbroglia: al suo posto la sua fedelissima a far da responsabile per perpetuare tutto. CAMBIARE TUTTO PER NON CAMBIARE NIENTE.

Manca la sagoma del quarto, Giovanni De Rose, il killer amministrativo di Mario Occhiuto prestato a Marco a ‘mbroglia. Ma ovviamente la sagoma in terra non ci può essere: la vigilia di Capodanno era malato. Ma anche lui è “morto”. Dovunque fosse quel 31 dicembre, due proiettili del segretario lo hanno raggiunto: prima una determina per sostituirlo per malattia, poi quello letale revocandolo del tutto…. e per sempre. Anche se pare che abbia “sfornato” un atto che non ha incantato nessuno. Della serie: L’HA SCRITTO UNO “ZOMBIE”, UN MORTO CHE CAMMINA. 

L’aria è pesante, come dopo un incendio spento male.
Mentre il segretario generale, con le occhiaie di chi in settimana ha rimuginato sugli accadimenti e che arrivano fino al colletto della camicia, sorseggia un caffè amaro guardando i “mille atti” pubblicati durante la battaglia del 31 dicembre, due uffici diventano il cuore pulsante della controffensiva.

Nell’ufficio di Loredana Pastore detta ‘a cascetta regna un ordine inquietante. Lei è lì, puntuale come sempre, nonostante il suo contratto a zero euro. Il suo telefono non smette di vibrare: sono i dirigenti revocati, i funzionari degli articoli 90 rimasti senza stipendio, i fedelissimi di Mario che cercano una bussola. Loredana risponde a tutti con voce ferma. Sta facendo “ordine” nelle “cascette” disseminate per la stanza.
Non percepisce stipendio, ma percepisce potere. Ogni carta che passa dalla scrivania del segretario viene “fotografata” mentalmente e riferita alla base. La sua posizione a titolo gratuito è il cavallo di Troia perfetto.

​Pochi metri più in là, nell’Ufficio Legale, Raffaele Prisco ha trasformato la sua scrivania in un campo di guerra. Davanti a lui, le stampe fresche di inchiostro delle carte firmate dal segretario e da Lamensa.
​Prisco sorride. È il sorriso di un chirurgo che ha appena trovato una metastasi procedurale in quelle carte che salveranno il comandante/non comandante, con un ricco risarcimento del danno che qualcuno dovrà pagare.

Scrive una nota riservata che finirà dritta nelle mani del comandante/non comandante.
​Verso le 11:00 di ieri, i due mondi si incrociano. Prisco esce dal suo ufficio con una cartellina sottobraccio e incrocia Loredana ‘a cascetta che sta portando dei documenti “urgenti” al segretario.

​Prisco: “Loredana, ancora qui? Ma chi te lo fa fare? Il lavoro di per se’ nobilita, ma senza stipendio non paga le bollette… Ma vabbè, tu problemi di soldi non ne hai: ci pensa Sara (assicurazioni, capisciamme, ndr)”.
Loredana: (Senza fermarsi) “C’è chi lavora per i soldi subito, Raffaele, e chi investe nel futuro. E poi qualcuno deve pur evitare che questo palazzo crolli sotto il peso di tutta questa carta inutile”.
Prisco: “Non preoccuparti. Sto preparando io la ‘soluzione ‘. Entro stasera, quei mille atti diventeranno mille motivi per annullare tutto… l’annullamento!!!”.

​Loredana arriva davanti alla porta del segretario però non può entrare, deve prima sottoporsi al controllo del volto da parte della collaboratrice del segretario, potrebbe avere una maschera alla Diabolik: il segretario ha il terrore di incontrare Rosario Marano detto anche comandante/non comandante, non lo sopporta; ha dato disposizioni tipo check in all’aeroporto, teme sia il comandante/non comandante quella persona davanti alla sua porta travestito da Loredana Pastore.

Ormai il segretario sta cosi in fissa che pensa che ogni passante sia Rosario Marano sotto mentite spoglie che elemosina il suo contratto.
A sua volta il Marano pressa chiunque per la firma al suo contratto; l’ultimo è stato il benzinaio di Camigliatello dove fa tappa da San Giovanni in Fiore verso Cosenza; ieri mentre gli porgeva il bancomat per pagare il pieno di diesel gli ha chiesto:
MARANO: “ma non è che me lo puoi firmare tu sto contratto?”.
BENZINAIO: “Rosaaaaa’, si ‘mbriacu? Ma chi t’ha vivutu durante si feste? Secondo te io puazzu firma’ contratti di assunzione ara Provincia?
MARANO: “E secondo te io potissa fare u comandante?”.
BENZINAIO:”…effettivamente… dammi na pinna ca tu firmu”. E’ fatta!