Ormai è talmente fuori controllo che non riesce più a capire quello che dice e quello che scrive. E’ talmente in confusione che non si accorge che le sue “metafore” lo espongono al pubblico ludibrio o – nella migliore delle ipotesi – alle risate tipo “Pippo” che non si accorge che quando passa… ride tutta la città. Parliamo di Robertino Occhiu’, tragicomica testimonianza vivente della deriva della Calabria che affonda mentre lui e il suo cerchio magico gozzovigliano sui resti della Regione e ballano con tanto di orchestra e champagne. Pensava di aver detto la frase dell’anno quando ha annunciato la “scossa” dentro Forza Italia ma poiché è un soggetto che non ha il polso della situazione né tantomeno conosce le cose di cui ogni giorno si accontentano i calabresi non s’è accorto che ha finito per offrire uno splendido assist ai suoi stessi detrattori. E per giunta con le armi di uno che dovrebbe essere persino… suo amico. Ma come fa a non sapere che la “scossa” è un tormentone del celeberrimo gioco a quiz “L’Eredità” condotto proprio dal suo amico Marco Liorni, presentatore della boiata del Capodanno Rai? E non lo sa che dopo la “scossa” c’è la “ghigliottina”? Facilissimo fare ironia: se è vero – com’è vero – che dopo la “scossa” c’è la “ghigliottina” allora c’è solo da incrociare le dita, sedersi sulla riva del fiume e aspettare…
Ma non è finita qui. L’altro giorno, infastidito da chi continua a pubblicare la top ten delle sue “sòle” legalizzate che ormai da anni fanno ridere tutta l’Italia, si è avventurato in un elenco di “dieci cose belle” che dovrebbero accadere nel 2026 in Calabria. Anche qui, colui che dovrebbe essere il fautore della cosiddetta Calabria dello spettacolo dimostra di non avere proprio le… basi per fare questo mestiere. Quando nello spettacolo si parla di “cose belle” è impossibile non pensare a “La prima cosa bella”, la celeberrima canzone che ha fatto la storia della musica leggera italiana portata al successo dai Ricchi e Poveri e da Nicola di Bari negli anni Settanta ma anche più recentemente da Malika Ayane.
Bene, questa canzone è diventata iconica anche per migliaia e migliaia di ultras italiani perché a un certo punto nel testo c’è la frase: “La senti questa voce?”. Beh, ormai da decenni in tutti gli stadi italiani quando vanno in scena gli sfottò tra le tifoserie il coro più gettonato à: “La senti questa voce? Vaffanculo!”. Ecco, Occhiuto non è riuscito a capire neanche questa elementare nozione rispetto alle “cose belle” che dice di voler fare accadere. Dunque, per sintetizzare: Occhiu’, la senti questa voce? Tranquillo, la “prima cosa bella” del 2026 è quella di mandarti… a quel paese. Per le altre, c’è tempo.









